domenica 10 giugno 2018

campagna di sensibilizzazione degli autisti


è successo che giorni fa avevo bisogno di prendere una corriera che mi portasse da una zona industriale deserta, al centro città.
ovviamente le corriere interurbane che conducono alla civiltà passano ogni 2-3 ore, per cui perderla avrebbe significato tribolazioni non indifferenti.
dopo aver atteso 20 minuti alla fermata, ho chiamato il servizio clienti dell'azienda addetta, che mi ha detto di chiamare un altro numero, a cui nessuno ha risposto.
dopo 30 minuti di attesa ho capito che avrei dovuto affrontare le tanto temute tribolazioni.
una volta arrivata a casa sana e salva ho scritto una mail all'azienda addetta per sapere se avessero cambiato orario. l'azienda ha risposto così:


e poi ieri, tornando da ppp alla città di u, l'autista a un paio di chilometri dalla mia fermata ha pensato bene di prendere la terza uscita di una rotonda invece della seconda.
fortunatamente i due altri passeggeri che viaggiavano con me sono stati capaci di riportarlo sulla retta via.
speriamo che sensibilizzino in fretta gli autisti.

sabato 26 maggio 2018

le cose che ho da dire


mi sono iscritta ai corsi di scrittura online di zandegù.
ho attivato questo abbonamento perché è da un anno che non scrivo un romanzo e avevo bisogno di stimoli. oppure, perché avevo bisogno di un'altra scusa per rimandare il momento in cui mi sarei rimessa a scrivere.
e insomma, in uno dei corsi c'è lo scrittore marco lazzarotto che dà dei consigli su come trovare e ordinare le idee per scrivere; in particolare suggerisce di fare l'esercizio "le cose che ho da dire".
l'esercizio consiste nell'aggiornare quotidianamente la propria lista di cose da dire usando la formula
"ho da dire di..."
è un esercizio banale, cosa ci vuole? non serve neanche essere scrittori o aspiranti tali. non si tratta delle cose che ho da scrivere né delle cose di cui vorrei scrivere, semplicemente cose che ho da dire, e chiunque ha da dire qualcosa.
tranne me, evidentemente: è da una settimana che ci penso e non ho avuto ancora il coraggio di prendere il mio quadernetto e fare questo esercizio.

(se avete cose da dire, vi consiglio caldamente di provare i corsi online di zandegù. sono in abbonamento, potete iscrivervi anche solo per un mese.
è tipo netflix, vi guardate le lezioni quando vi pare, ed è figo uguale. la buona notizia è che fino a domenica 28/5 potete abbonarvi con il 35% di sconto, il codice sconto è HAPPY35. io ve l'ho detto, approfittatene!)

mercoledì 23 maggio 2018

grazie, graziella e grazie a


quando stai per pubblicare un libro arriva il momento in cui devi scrivere i ringraziamenti.
non sono obbligatori, però quando stai per mandare il manoscritto editato all'editore, ti chiedi se vuoi scrivere dei ringraziamenti o meno, e io me lo sono chiesta.

da lettrice ho l'impressione che non siano così interessanti, nella maggior parte dei casi è un elenco del telefono che interessa solo a chi è citato.
e in fondo sono prevedibili e si assomigliano tutti:
* ci sono i ringraziamenti per i genitori,
* le mogli ringraziano i mariti per aver loro concesso il tempo per scrivere,
* i mariti non ringraziano le mogli perché loro il tempo se lo prendono e non hanno bisogno di chiederlo a nessuno,
* tutti ringraziano gli editor e lo staff della casa editrice
* e poi c'è una sfilza di nomi di amici che in un modo o nell'altro hanno sostenuto l'autore/autrice con chiacchierate, bevute, cene, risate...

nei romanzi che hanno richiesto consulenze tecniche si ringrazia il medico legale, il chirurgo, il liutaio che hanno fornito insostituibili consigli e dettagli per rendere il libro più credibile e realistico.

c'è poi la captatio benevolentiae di chi ringrazia i propri lettori senza i quali l'autore/l'autrice non sarebbe nessuno e non avrebbe senso di esistere.

voglio scrivere anch'io dei ringraziamenti così banali e prevedibili? ovviamente no!
ho qualcuno da ringraziare che non sia l'editor, l'editore, gli amici, i familiari? nemmeno questo.
forse a fare la differenza, come sempre, non è COSA si scrive ma COME lo si scrive, e allora la bravura dovrebbe stare nello scrivere le cose che scrivono tutti, ma in modo originale.

i miei ringraziamenti non convenzionali suonerebbero più o meno così:

Ringrazio la WGKK per aver pagato la maggior parte dell'onorario della mia psichiatra.
Ringrazio i miei genitori per non avermi impedito di continuare gli studi, di leggere, di scrivere.
Ringrazio il libro "Due di due" cui io e questo romanzo dobbiamo moltissimo.
Ringrazio la tavoletta di cioccolato "Milka Oreo" per non avermi mai delusa né tradita, per esserci stata anche nei momenti in cui nulla aveva senso.

ps: ho aggiunto a tutti i post che parlano di aria e altri coccodrilli l'etichetta, così cliccandola potete ricostruire la strada che ha fatto per arrivare fino a qui. per farlo ho aggiornato dei post che ora risultano scritti oggi. sorry.

pensare a tutto per non dover far niente

non so decidermi, continuo a pensare a cosa potrei scrivere e non scrivo nulla.
rileggo romanzi già scritti con l'intenzione di rimaneggiarli, e non mi decido a  intervenire su nessuno. penso a cosa potrei aggiungere e cosa togliere. ma resto nel mondo del possibile, del potrei, del dovrei, del sarebbe. 
oggi, come se tre cantieri aperti non fossero abbastanza, ne ho aperto un quarto, rileggendo un romanzo scritto nientemeno che nel 2011.
a quasi sei anni di distanza ci ho ritrovato tutte le mie ossessioni immutate, è come se quel libro contenesse già tutti i libri che ho scritto dopo.
la maternità, di cui ho parlato in "childfree"
le litografie di escher, che ritornano anche in "chi primo arriva all'altalena"
il suicidio, appena accennato in "chi primo arriva all'altalena" e tema centrale di "aria e altri coccodrilli" romanzo in cerca di editore
la passione per la scrittura, che c'è in "non un romanzo erotico" ma anche in "chi primo arriva all'altalena" che per metà è un romanzo epistolare.

dramma a lignano

22enne si toglie la vita.

nei mesi che ho impiegato a scrivere il mio romanzo sul suicidio, per motivarmi alla scrittura e convincermi della sua necessità, cercavo quasi tutti i giorni notizie di suicidi, in particolare di suicidi di adolescenti, perché adolescenti sono le protagoniste del mio romanzo "aria e altri coccodrilli". questo il macabro resoconto con le storie che più mi avevano colpita:

  • 18 gennaio 2016: una ragazzina di 12 anni di Pordenone si è buttata dalla finestra lasciando il messaggio "adesso sarete contenti"
  • 8 marzo 2016: una ragazza di Udine si è gettata dal balcone dopo una lite con la madre
  • 15 aprile 2016: un ragazzo di 15 anni di Carpenedolo si è gettato dal campanile dopo essere stato cancellato dalle amicizie di FB da una compagna
  • 11 maggio 2016: una ragazza francese di 19 anni si è suicidata buttandosi sotto ai binari in diretta su Periscope.
nei primi sei mesi del 2016, in Italia, 78 ragazzi si sono tolti la vita con successo.

mi rendo conto che non sia un argomento entusiasmante, ma credo che sia necessario che se ne parli, anche nei romanzi YA. 
per ogni ragazzo che si toglie la vita con successo, ci sono molti tentati suicidi che non finiscono sui giornali, e chissà quanti ragazzi che si trovano da soli a fronteggiare i pensieri suicidari:
del resto non è esattamente qualcosa di cui ci si vanta o di cui si possa parlare con gli amici durante la ricreazione.

l'articolo di giornale riporta anche i numeri verdi a cui è possibile rivolgersi per avere supporto e aiuto psicologico: 
Telefono Amico 199.284.284, 
Telefono Azzurro 1.96.96, 
Progetto InOltre 800.334.343, 
De Leo Fund 800.168.768

l'intervista mancata

Per farmi conoscere come autrice self avevo risposto all'intervista di un blog letterario che, tempo di rispondere alle domande, ha chiuso. Per non buttare via tutto pubblico qui le risposte alle domande più interessanti.

La prima domanda è di carattere personale. Chi sei fuori dal mondo della carta stampata? 
Sono una 35enne felicemente childfree, una copywriter, una maratoneta mancata e una lettrice bulimica che ama molto i dolci.

Come ti sei avvicinata al mondo della scrittura? 
Ho deciso che sarei diventata scrittrice verso i 14 anni, quando sono diventata una lettrice. Volevo imparare a fare la magia che gli scrittori che amavo riuscivano a esercitare su di me. Prima di scrivere narrativa sono stata una grandissima scrittrice di lettere. Avevo amici di penna a pacchi, di solito la proporzione era di 3 lettere mie contro 1 lettera del povero corrispondente di turno.

Parlaci delle tue opere. A quale sei più affezionata? Cosa significano per te? 
Il mio libro pubblicato cui sono più legata è “Ti voglio bene lo stesso”, una storia malinconica e introspettiva che scava molto nei personaggi e che ha scavato molto in me. Tra i molti libri ancora nel cassetto ce n'è uno che si chiama “Aria e altri coccodrilli” che spero trovi un editore vero. È la storia di due diciottenni malate di depressione che in qualche modo si salvano l'un l'altra.

Se potessi scegliere tre libri scritti da altri e farli diventare tuoi, quali sceglieresti e perché? 
“Di carne e di carta” di Mirya, perché gioca sul tema amore reale/amore di carta che mi è molto caro. “Due di due” di Andrea De Carlo perché è il libro che ho riletto più volte in assoluto.
“Cercando Alaska” di John Green perché adoro i romanzi YA e quello è uno dei miei preferiti.

Hai un tuo rituale per scrivere? Che so, devi scrivere prima su carta e poi su pc? Solo di notte e nel letto? 
Scrivo solo su pc e cerco di farlo in luoghi pubblici dove non conosco la password del wifi, lasciando lo smartphone a casa. Altrimenti mi è impossibile non farmi distrarre da FB e dalle molte tentazioni di internet.

Qual è il tuo pensiero sul mondo del self publishing? Secondo te meglio pubblicare soli o con casa editrice di qualunque portata?
Ho autopubblicato e mi sono affidata a degli editori digitali. Autopubblicare è molto faticoso, soprattutto per la parte di promozione. Ma anche i rapporti con gli editori possono essere faticosi. Penso che non ci sia una strada migliore, c'è la strada che l'autore decide di scegliere per il libro che ha in mano in quel momento. A volte è una strada obbligata: nel mio caso ho autopubblicato “Ti voglio bene lo stesso” perché ero stufa del silenzio degli editori. 

Spesso e volentieri, purtroppo, salta all'occhio qualche discussione: autori contro autori, lotte fra editori e così via. Perché secondo te succede? Pensi che ne risenta l'intero movimento o che siano fiammelle isolate?
Cerco di tenermi molto lontana dalle dispute tra autori e tra editori. Mi annoiano e le trovo dannose per tutti. Da autrice cerco di scrivere libri onesti e di curarli il più possibile per dare ai lettori un prodotto di qualità.

sabato 19 maggio 2018

il mio parrucchiere preferito

per tutti gli anni in cui ho abitato a ppp (piccolo paese piovoso) l'unica possibilità contemplata da mia madre per tagliarsi i capelli era "andare da cesarina" e anche dopo che cesarina è andata in pensione abbiamo continuato a tagliarci i capelli lì.
per dire: andavamo da cesarina quando ancora mia sorella minore non era nata, ma è stata l'erede di cesarina ad acconciarle i capelli per il matrimonio il mese scorso.

correva l'anno 1998, avevo 16 anni. al cinema davano "c'è posta per te" e io mi ero perdutamente innamorata di meg ryan, al punto che ero andata da cesarina con una foto dell'attrice chiedendole di farmi un taglio identico.
ovviamente con il taglio di meg ryan non sembravo affatto meg ryan e, quando l'avevo fatto notare, cesarina aveva detto che il taglio era quello (come a sottintendere che per la faccia non poteva farci niente).

poi ho lasciato ppp, e nei 4 anni passati a torino e nei 6 anni in cui ho vissuto a vienna non sono mai tornata dalla stessa parrucchiera per due volte consecutive (se non per disperazione o mancanza di fantasia). ogni volta presentavo richieste assurde, tipo di farmi la frangetta, tagliarmi i capelli cortissimi, colorarmeli di blu. e nessuno ha mai tentato di dissuadermi. io chiedevo un taglio cretino, e la parrucchiera di turno, senza fare alcuna obiezione, eseguiva alla lettera rovinandomi la testa in un modo che avrebbe richiesto dai 6 mesi a un anno per essere sistemato.

poi sono arrivata nella città di u, e qui ho trovato il parrucchiere migliore del mondo. e sospetto anche il più costoso. ogni volta che sono andata da lui con una richiesta cretina mi ha spiegato, come si fa coi bambini, che era un'idea cretina e ha fatto quello che ha voluto, lasciandomi in testa un taglio decente e un colore decente di cui sono sempre stata soddisfatta.

così martedì tornerò dal mio parrucchiere preferito sperando che mi dissuada dal tagliarmi i capelli a zero, taglio cretino suggerito dal fatto che sono costretta a lavare i capelli quasi ogni giorno dato che quasi ogni giorno vado a correre.

mercoledì 16 maggio 2018

cosa dirà la gente?

cosa dirà la gente è sia il titolo del film che sono andata a vedere ieri, sia la domanda che Louis pone ad Addie nel romanzo "le nostre anime di notte".
nel film e nel libro l'ossessione per quello che pensa e dice la gente ha un ruolo determinante nello svolgersi delle vicende, al punto da modificare la vita dei personaggi come se pensieri e parole avessero un corpo.

quando Luois si presenta a casa di Addie per la prima volta, passa dalla porta sul retro per non farsi vedere. questo è lo scambio di battute tra i due personaggi




ho smesso da tempo di farmi influenzare da quello che dice o pensa la gente, ma non avevo mai riflettuto sulle estreme conseguenze cui si può arrivare permettendo al giudizio degli altri di influenzarci.
nel film la violenza psicologica e fisica che subisce la protagonista, a causa del potere che i suoi genitori danno al giudizio degli altri, mi ha turbata profondamente.

ma davvero quello che intuiscono, immaginano, suppongono le persone, senza sapere quasi niente della realtà e delle circostanze, ha più valore della realtà e delle circostanze stesse?
ma perché?

venerdì 11 maggio 2018

il mio piccolo esercito

c'è una cosa che succede periodicamente, cui ho iniziato a far caso di recente: ogni volta che mi sento scoraggiata rispetto ai traguardi raggiunti con la scrittura, qualcuno dimostra di credere in me più di quanto faccia io, e mi costringe a crederci ancora.

* è successo il mese scorso, quando un editore mi ha proposto di pubblicare "Aria e altri coccodrilli", lui mi diceva sì, è piaciuto molto, vogliamo farlo. e io dicevo ma siete proprio sicuri-sicuri?
* è successo quando mia cugina, che speravo se ne fosse dimenticata, mi ha chiesto di nuovo di realizzare l'edizione cartacea di "Non un romanzo erotico" perché ne vuole regalare 30 copie.
* è successo la settimana scorsa, quando l'editor che si sta occupando di Aria mi ha mandato il file con le revisioni fatte alle 6 del mattino.
* è successo quando una lettrice mi ha detto che ha cercato "Ti voglio bene lo stesso" in libreria e le hanno risposto che non era possibile ordinarlo (si può acquistare solo online da qui).
* è successo a gennaio, quando Einaudi Ragazzi mi ha detto che forse avrebbero pubblicato il romanzo che gli avevo mandato.

attorno a me sembra essersi creato un piccolo esercito invisibile che ogni volta che sono sul punto di gettare la spugna e appendere la tastiera al chiodo, manda avanti qualcuno a farmi toc-toc sulla spalla e a dirmi "ehi, non battere la fiacca, che qui c'è qualcuno che vuole leggerti ancora".

ps di servizio: qui potete acquistare l'edizione cartacea di "Non un romanzo erotico"
qui potete mettere like alla mia pagina autore su facebook

domenica 6 maggio 2018

in vista dell'armageddon

quando mi trovo in un periodo complicato, che mi fa presagire difficoltà da fine del mondo, sono due le cose che faccio istintivamente: compro un sacco di yogurt e prendo in prestito una montagna di libri in biblioteca.
la cosa paradossale è che mi rendo conto di sentirmi sotto pressione solo DOPO aver fatto queste due cose.
non penso "oddio, che periodo intenso, compro yogurt e faccio incetta in biblioteca".
succede che mi trovo con il frigo pieno di yogurt (che riuscirò a finire prima della scadenza solo mangiandone due al giorno) e libri (che non riuscirò mai a leggere entro la data di fine del prestito a meno di non prendere ferie) e mi dico ops, mi sa che il livello di stress sta raggiungendo le stelle.

la cosa che più mi agita in questo momento è "Aria e altri coccodrilli":
* andrà bene il titolo o ne devo trovare un altro?
* come migliorare il finale?
* mi faranno una bella copertina azzurropillin?
* qualcuno mi prenderà sul serio o farò la figura della scrittrice esordiente senza talento che si sbraccia per farsi notare a tutti i costi?

non so quanto durerà questo periodo di yogurt e libri, ma fino a che ci saranno entrambi mi sentirò al sicuro, anche in caso di armageddon.

lunedì 30 aprile 2018

andate e ritorni

"C’è il pilone di un ponte, lungo il Donaukanal, su cui qualcuno ha fatto un murales verde e bianco. C’è scritto, bello in grande, “sweet vienna”. Proprio così, in inglese e con le lettere minuscole. Quando l’ho visto per la prima volta ho pensato che con me Vienna non era affatto dolce. Era ostile, difficile, riservata, a tratti severa." 


sono sul treno che mi sta riportando nella città di u. dopo una settimana trascorsa a vienna, città in cui ho vissuto per sei anni.
è stata una vacanza della memoria, un itinerario nei ricordi, un'occasione per riconciliarmi con vienna, per chiudere dei cerchi e iniziare a disegnarne di nuovi.
quando sono partita ero sicura che avrei letto e scritto moltissimo, revisionato il romanzo "aria e altri coccodrilli", su cui sto lavorando con la mia editor in vista della pubblicazione.
invece sono stata così sopraffatta dalla bellezza e dalla gentilezza della città, che non ho fatto altro che percorrerla in lungo e in largo, consumando le scarpe e le scarpe da corsa, in giornate di cielo e sole caldo mai viste a fine aprile. (qualcosa come 30km al giorno tra corsa e camminata.)
ho incontrato persone che non vedevo da due anni, sono tornata a mangiare nei miei locali preferiti, mi sono comprata una felpetta della naketano, ma più di tutto mi sono sentita grata perché vienna è la città che mi ha insegnato a correre, e correre mi ha insegnato a vivere meglio. quindi in questa settimana, correndo e camminando, mi sono sentita soprattutto grata per quello che vienna mi ha insegnato.
per la disciplina, la forza, la resilienza, la visione d'insieme che ho imparato grazie alla corsa e che mi permettono ora di vivere con maggiore consapevolezza.
mi sarebbe piaciuto essere più allenata, poter correre distanze più lunghe a maggiore velocità.
quando io e il matematico abbiamo programmato questo viaggio avevo messo in conto di poter correre una mezza maratona. mi sarebbe piaciuto poter dire al donaukanal "vedi, sono di nuovo qui, ancora più forte e più veloce, e tutto per merito tuo".
invece gli ho detto "non ho migliorato l'appoggio e sono ancora lenta, ma so di poter andare dove desidero anche se non arriverò prima".

lunedì 16 aprile 2018

tre cose che sono successe (raccontate in ordine cronologico)

nelle ultime settimane di silenzio sono successe almeno tre cose degne di nota:

la prima:
mia sorella, quella più piccola, quella che quando è nata io sapevo già scrivere, andare in bicicletta senza mani, saltare dall'altalena in movimento, riconoscere una ghiandaia.
ecco, lei. quello sgorbietto tutto nero, di occhi, di capelli, di carnagione, si è sposata.
certo, prima di sposarsi ha raggiunto un sacco di traguardi che io forse non raggiungerò mai, tipo firmare un contratto di lavoro vero e prendere la patente. però quelle cose sono successe mentre ero altrove, senza grande clamore.
invece il suo matrimonio non è passato inosservato. c'era talmente tanta gente a festeggiare che non ho potuto far altro che constatare l'ennesimo traguardo che lei ha raggiunto e io non raggiungerò mai: la capacità di farsi amare dagli altri.

la seconda:
qualche giorno fa ho firmato il mio quarto contratto di edizione.
i primi tre erano per libri che sarebbero stati solo digitali. questo è il primo contratto con un editore che stamperà e distribuirà anche in qualche libreria.
l'editore è piccolo, non troverete pile del mio romanzo in libreria, né lo vedrete in vetrina, né leggerete recensioni sull'inserto culturale del sole 24 ore o del corriere della sera, ma lo potrete ordinare dal vostro libraio di fiducia o acquistare online, sia in formato cartaceo che ebook.
il libro oggetto del contratto è "aria e altri coccodrilli" il mio romanzo che parla di depressione e suicidio. ne ho parlato alcune volte qui sul blog e altre volte nella newsletter. insomma, se mi seguite da un po' il titolo non vi sarà nuovo. per rinfrescare la memoria potete cliccare qui http://bit.ly/ariaealtri

la terza:
si è rotto lo spazzolino elettrico del matematico. una notte ci siamo svegliati di soprassalto a causa di un rumore vicinissimo e spaventoso. era lo spazzolino elettrico del matematico, che nel buio e nella solitudine del bagno si è acceso di sua iniziativa. ora è nelle mani dei tecnici, che forse lo salveranno o forse no.


mercoledì 14 marzo 2018

ho scoperto il segreto del successo, e ho capito perché non lo raggiungerò mai

in questo periodo sono incappata nella testimonianza di due persone diversissime che hanno avuto successo.
da una parte un video di marco montemagno in cui diceva che è arrivato dov'è perché per un anno, tutti i giorni, voglia o non voglia, ispirazione o meno, ha girato e caricato un video su youtube.
dall'altra enrica tesio che, intervistata da quelli di zandegù per la videorubrica "mamma che lavoro", ha detto che per un anno, tutti i giorni, voglia o non voglia, ispirazione o meno, ha scritto un post sul suo blog. che è diventato il libro "la verità, vi spiego, sull'amore", da cui poi è stato tratto un film.

da queste due testimonianze si evince che il segreto per il successo è quella che marco montemagno chiama "consistency" e che io tradurrei con un più prosaico "farsi il culo" abbastanza a lungo da vedere i risultati.
il mio problema rispetto a questa teoria è che fino a ora mi sono sempre fatta il culo per periodi troppo brevi per riuscire a portare a casa qualcosa.

il fatto è che non so cosa mi piace né cosa voglio fare da grande. mi butto a pesce in tutto quello che mi ispira e poi ne esco scoraggiata, delusa, annoiata perché alla fine niente mi appassiona abbastanza.

giovedì 8 marzo 2018

perfezionismo, sindrome dell'impostore e altri mali

ieri ho riletto per la milionesima volta l'ebook che uscirà il 15 marzo (vedi copertina) e ho caricato il file che considero definitivo su amazon.
ho anche girato altri diecimila video-tutorial collegati all'ebook e ho caricato su youtube quello che è venuto meglio.

la cosa sorprendente è che sono soddisfatta.

la vecchia me avrebbe continuato a rileggere e fare altri centomila video, fino alla data di uscita del libro per spostare anche solo una virgola o dire una cosa ancora più giusta con il tono di voce perfetto.

la me di adesso invece pensa che "fatto è meglio che perfetto", che ho raggiunto un ottimo risultato e che continuare a ossessionarsi non aumenterebbe la qualità se non dello 0,01%. e per quell'inezia non vale davvero la pena stressarsi.

una delle mie beta reader mi ha fatto notare che ho usato gli apici al posto degli apostrofi.
la vecchia me non avrebbe mai mandato in giro nemmeno un file provvisorio con gli apici al posto degli apostrofi.
la nuova me era persino tentata di non cambiarli. ma non sono ancora arrivata a vette di menefreghismo così alte.

insomma, per il 15 è tutto pronto e io riesco persino a stare serena.

martedì 6 marzo 2018

il mondo fuori dalla cabina telefonica

come forse saprete, la cabina telefonica in cui vivo è un posto molto accogliente e confortante. l'unico difetto è che tutte le cose degne di nota succedono fuori dalla mia cabina telefonica, quindi per non morire di noia accetto di uscirne.

ecco le mie prossime incursioni nel mondo là fuori:

  • il 15 marzo sarò su amazon con il mio prossimo manuale in ebook (ho anche girato 3 video promozionali!)
  • mentre il 17 marzo sarò a imola a parlare di libri e marketing


le due date sono così ravvicinante perché a imola parlerò dell'argomento del libro: come usare gli annunci facebook per vendere più libri.

se autopubblicare è impegnativo e richiede un sacco di impegno e competenze diverse, parlare in pubblico per me è ancora più complicato.
se volete venire a fare il tifo vi aspetto il 17 marzo. l'evento è aperto al pubblico e oltre a me ci saranno anna nicoletto e luana prestinice.




giovedì 22 febbraio 2018

breve storia triste raccontata in modo lungo


verso metà gennaio einaudi ragazzi mi ha scritto per dirmi che il "romanzo che non ha vinto il premio battello a vapore" aveva superato una prima selezione. per questo mi chiedevano 15 giorni d'opzione: il tempo necessario all'editore per valutare se pubblicare il mio libro o no.

ovviamente einaudi non sapeva che stavo riciclando dando una seconda possibilità a quel romanzo. anyway. appena ricevuta quella mail, erano circa le quattro del pomeriggio, ho mollato tutto e sono andata nella mia pasticceria preferita (da sola) a gratificarmi per l'entusiasmante traguardo.
un editore figo che risponde a una proposta editoriale spontanea capita con la stessa frequenza con cui nella vita può capitare di vedere la cometa di halley. valeva la pena di festeggiare.

dopo quindici giorni non è successo niente. dopo altri quindici einaudi ragazzi ha riscritto per dire: "ehi, ci siamo sbagliati, non ti vogliamo pubblicare. ma confidiamo nel tuo buonsenso e speriamo che non verrai di notte col passamontagna e una tanica di benzina a bruciare la nostra sede per vendicarti".

da questa esperienza si possono trarre due considerazioni o tre:
* non è vero che gli editori non leggono le proposte editoriali
* non è vero che vengono presi in considerazione solo i raccomandati
* per diventare scrittori ci vogliono pazienza, resilienza e senso dell'umorismo

PS di servizio: solo per oggi il mio romanzo "Ti voglio bene lo stesso" è in promozione a 99 cent. Clicca qui per non perdere la promozione!

giovedì 15 febbraio 2018

come nasce un racconto


mia sorella, prima ancora di conoscere il suo futuro marito, aveva comprato l'abito da sposa in un negozio che svendeva tutto.
è questo il seme da cui nasce il racconto "il vestito da sposa perfetto" ed è un po' il modo in cui nasce tutto quello che scrivo: da uno spunto (auto)biografico che dà vita a qualcosa che con quel germe non ha più nulla a che fare.

potete leggere "il vestito da sposa perfetto" a questo link e condividerlo sui social (usando i tasti di condivisione che troverete sotto al racconto stesso) con il mondo terracqueo: per entrare in gara ho bisogno di almeno 150 visualizzazioni. grazie!

domenica 11 febbraio 2018

febbraio, non mi avrai


tanto gennaio è stato entusiasmante e pieno di bellissime sorprese, quanto febbraio sta mettendo alla prova la mia pazienza. faccio un esempio banale che è un po' la metafora di tutto quello che sta succedendo.

GENNAIO (il mese della carota)
partecipo su facebook a un concorso natalizio indetto dalla casa editrice DeAgostini. il 17 gennaio mi contattano per dirmi che sono una dei 5 fortunati vincitori e mi chiedono un indirizzo di spedizione dove mandarmi "la sorpresa".
FEBBRAIO (il mese del bastone)
temendo che la mia sorpresa si sia smarrita, contatto DeAgostini per essere aggiornata. mi dicono che hanno avuto dei problemi e che non hanno ancora spedito.

ecco, io a febbraio faccio una pernacchia e continuo a scrivere e a darmi da fare perché, anche se mi sta dando del filo da torcere, le soddisfazioni arriveranno. oppure me le andrò a prendere.

sabato 3 febbraio 2018

azzurropillin giramondo

non amo viaggiare. fosse per me, me ne starei nella mia cabina telefonica, attrezzata per soddisfare i miei tre bisogni primari: 
bella
  • dormire con un cuscino basso (altrimenti mi viene male alla cervicale), 
  • leggere sul kinde, 
  • mangiare dolcini.

quest'anno sto uscendo dalla mia cabina telefonica fin troppo spesso ma per delle ottime ragioni!
  • a gennaio sono stata a Milano a trovare delle amiche che non vedevo da troppo tempo.
  • tra un paio di settimane andrò a parlare con il mio editore preferito di progetti futuri
  • a marzo sarò a Imola a un evento dedicato all'uso dei social network per autrici. e non sarò presente come pubblico, ma come relatrice

direi che per una la cui massima ambizione è restare tranquilla nella sua cabina telefonica non è male.

giovedì 18 gennaio 2018

journaling - ovvero l'arte di tenere un diario

il 31 dicembre, mentre voi eravate in trepidante attesa della mezzanotte, io stavo leggendo questo ebook.
il titolo significa più o meno: realizza i tuoi sogni di scrittura grazie a un diario. il sottotitolo dice: i dieci minuti di esercizio che cambiano tutto.

non sono una persona scaramantica né superstiziosa, non credo al soprannaturale, né al fato, né a dio. al massimo credo alla legge di darwin.
in ogni caso, dal primo gennaio sto tenendo il mio diario, proprio come consiglia questo libro.
per qualche minuto ogni giorno scarabocchio a penna su un quadernetto. lo faccio con una grafia che io stessa stento a leggere, dato che non solo non ho mai scritto bene, ma sono decenni che non scrivo a penna.
scrivo di quello che vorrei scrive, dei successi che vorrei raggiungere con la scrittura, dei concorsi andati male, di quelli cui vorrei partecipare, di quelli andati bene, dei panni da stendere, dei clienti che non pagano. (pare parte dell'esercizio consista nello scrivere anche cose non inerenti alla vita scrittoria, ma che in qualche modo la ostacolano perché ostacolano il fluire dei pensieri e della creatività.)
tutta questa lunga introduzione per dire che dopo solo 18 giorni sento di avere già raggiunto parecchi risultati positivi: sono più produttiva, ho un mucchio di idee, porto a termine le cose che scrivo. questo fa sì che abbia un sacco di carne al fuoco e che mi stia impegnando su più fronti.
e devo ammettere che adoro questo tipo di frenesia ed elettricità, la sensazione che tutto stia per succedere.
quindi niente, se vi piace scrivere e volete trasformare i vostri sogni di gloria in realtà, leggete questo ebook e provate.
vi servono solo un quaderno, una penna e dieci minuti al giorno.
(a onor del vero io di penne ne uso due: una blu per la quotidianità, e una azzurra per le cose belle e le cose fatte)

domenica 14 gennaio 2018

perché il sito silviapillin.it non esiste più


due anni fa ho aperto il mio sito internet personale (silviapillin.it), in cui mi presentavo come correttrice di bozze, editor e autrice.
ero a vienna da anni, stufa di lavorare come cameriera in gelateria e bisognosa di fare un lavoro che mi piacesse e mi gratificasse. credevo che leggere, scrivere, lavorare sui testi fosse quel lavoro.
per questo ho chiesto a paolo di realizzare un sito per me, che facesse da vetrina per la mia nuova carriera di editor freelance. (se avete bisogno di un sito web contattatelo!)

ho iniziato senza avere le idee chiare, per disperazione, con quintali di sindrome dell'impostore a fare da zavorra. ho lavorato solo con un paio di autori prima che la vita mi riportasse in italia. a quel punto ho trovato impiego in una startup che si occupa di marketing online e non ho avuto più tempo né interesse a lavorare ai libri degli altri.

quel sito - quella vetrina - ha smesso di rappresentarmi e di essermi utile. avrei potuto metterci le mani, integrare questo blog con il sito, fare in modo che silviapillin.it fosse di nuovo casa mia.
la verità è che non so bene chi sono, cosa voglio, cosa so fare. è un periodo di passaggio, in cui non ho un'identità chiara da trasmettere. per questo quando mi è arrivata la fattura per rinnovare il dominio ho deciso di non pagarla.

credo di essere una persona multipotenziale. una a cui piace tutto e niente, che sa fare e si interessa di tante cose ma non abbastanza da eccellere in un settore.
so due cose di grafica, sei cose di editing e correzione di bozze, cinque cose di copywriting, quattro cose di marketing online, ma non so fare niente davvero bene. e quando sei tutto e niente è difficile trovare un posto nel mondo, capire chi sei, cosa vuoi, cosa sai fare e comunicarlo.

è per questo che silviapillin.it non esiste più. forse tornerà. forse no. non ne ho idea.

venerdì 12 gennaio 2018

far spazio per avere più tempo

ho iniziato questo 2018 con uno spirito e una carica positiva che nulla hanno mai avuto a che fare con me.
mi sento così bene e piena di iniziativa che ho iniziato a tenere un diario quotidiano dei miei propositi, progetti e progressi di scrittura.

ho anche compiuto un gesto rivoluzionario.

ho individuato una delle attività che mi succhiava più tempo senza avere alcuna utilità e ho deciso di smettere.
era il tre o il quattro di gennaio, stavo giocando l'ennesima partita a candy crush sullo smartphone, ostinandomi a creare caramelle a strisce per passare il livello 2845, e mi sono detta "quanto cazzo di tempo stai perdendo?"
mi sarei potuta rispondere "sticazzi, ormai è da dieci anni che ci gioco, sono arrivata fin qui, e non smetterò proprio ora".
invece ho chiuso la app, sono andata nelle impostazioni e l'ho disinstallata.

ciao a tutti, sono silvia, e non gioco a candy crush da una settimana.

questo atto rivoluzionario ha aumentato di un po' il tempo che passo su facebook.
e qui arriva il punto.
perdo un sacco di tempo su facebook, scoprendo cose inutili di persone che non conosco e di cui non mi importa nulla.
vorrei e dovrei fare con facebook quello che ho fatto con candy crush, mi si libererebbe qualcosa come un'ora al giorno, forse persino di più. un mucchio di tempo, quasi un'intera giornata lavorativa a settimana che potrei usare per leggere, scrivere, preparare una maratona, frequentare un corso di pasticceria...

però se è vero che facebook è un aspira-tempo senza fondo, è anche vero che su facebook sono venuta a sapere delle riviste letterarie su cui poi ho pubblicato i racconti (carie, cadillac magazine), è su facebook che ho vinto il laboratorio di scrittura degli scrittori pigri, è grazie a facebook che sono venuta in contatto con tante persone, realtà e opportunità positive che non avrei mai conosciuto altrimenti.

voi come fate? anche voi perdete tempo ad argomentare con gente che "non capisce"? anche voi restate imbambolati a guardare i video di ricette che non realizzerete mai?

mercoledì 3 gennaio 2018

tre parole per il 2018

l'anno scorso come parole guida per il 2017 avevo scelto costanza, prospettiva, leggerezza. a posteriori posso dire che costanza ce n'è stata abbastanza, prospettiva a periodi alterni, leggerezza davvero poca.

a un anno di distanza ho deciso che il mio 2018 sarà all'insegna di:

* pianificazione
* resilienza
* autogratificazione

quella di pianificazione è la fase in cui sono più carente. di solito parto in quarta, piena di entusiasmo e mi fermo dopo poco persa e senza energie. quest'anno spero davvero di essere meno impulsiva e di dedicare più tempo alla fase di pianificazione.

resilienza è stata una parola che, anche se non l'ho scelta dall'inizio, ha guidato il mio 2017. i rifiuti sono stati parecchi, non farsi abbattere e continuare a provare nonostante i no è quello che ho cercato di fare e che ho intenzione di continuare a fare anche quest'anno.

di solito i traguardi che raggiungo non sono mai abbastanza, sono scontati, cose da niente. quest'anno ho deciso che celebrerò qualsiasi piccola conquista. sarà un anno dedicato all'autogratificazione, al riconoscimento del valore di ciò che ottengo. niente più "cosa vuoi che sia".
sarà tutta una festa, un dirmi brava e un farmi regali.

e voi? che parole scegliete per il vostro 2018?

lunedì 1 gennaio 2018

#sfangarla2017

anche quest'anno ho scritto: sul blog e non solo (niente di quello (auto)pubblicato quest'anno su amazon, wattpad, riviste, è stato scritto quest'anno.)
anche quest'anno ho letto: 66 libri, di cui un paio stupendi ("la fine della solitudine" il migliore in assoluto)
anche quest'anno ho corso: molto meno dell'anno scorso, e ancora nessuna maratona
anche quest'anno ho pianto: il giusto
anche quest'anno ho sorriso: non abbastanza
anche quest'anno mi sono arrabbiata: spesso per le cose sbagliate
anche quest'anno sono stata molto da sola: quasi sempre per scelta
anche quest'anno ho visto belle serie tv: in treatment, black mirror, the bridge, handmaid's tale
anche quest'anno ho preferito dormire: all'avere un figlio, all'uscire la sera
anche quest'anno ho camminato, sono andata al cinema, a teatro, a cena fuori
anche quest'anno ho sfornato: pizze e dolcini con gran soddisfazione
anche quest'anno la mia scrittura non mi ha portato dove volevo, ma mi ha condotta oltre i miei limiti, che è comunque un posto interessante
anche quest'anno sono sopravvissuta a me stessa. non è stato facile ma un po' più facile dell'anno scorso.


quali sono i vostri "anche quest'anno?" se vi va scrivetelo nei commenti
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