sabato 11 maggio 2013

elevato coefficiente di redditività

"Cos'è per te l'amore? Dillo in 6 parole per ricevere una copia del nuovo romanzo di Luca Bianchini."

questo il gioco proposto sulla pagina fb di mondadori per promuovere l'uscita del libro "io che amo solo te".
ho scritto le mie sei parole "due spazzolini e un solo dentifricio". l'hanno fatto altre 500 persone.
io sono stata selezionata tra i 5 fortunati. ieri mi è arrivata a casa la copia. una brossura con alette che costa 16 euro. significa che il coefficiente di redditività è stato di 2,7 euro a parola.
niente male.

venerdì 10 maggio 2013

chi sa fare fa, chi non sa fare insegna

in teoria so come si fa. so come si scrive un romanzo, tanto che ci ho scritto persino un manuale.
ho cercato di spiegare ad altri come darsi un metodo, come costruire una scaletta, come allontanare le distrazioni della rete, come rendere tridimensionali i personaggi, realistici i dialoghi.
quello che non so, e che non ho spiegato, è come allontanare la paura. come avvicinarsi alle proprie pagine già scritte per aggiungerne delle altre quando è da settimane che non scrivi più.
sono terrorizzata da quello che ho scritto e da quello che devo ancora scrivere.
oscillo tra la certezza di star scrivendo un capolavoro e la sicurezza di aver scritto una vaccata pazzesca.
ho un rapporto viscerale con le parole che metto su carta, niente è finzione, nella mia protagonista diciassettenne ci sono io tutta intera. non riesco a prendere la scrittura con leggerezza. nell'adolescenza dei miei personaggi c'è tutto il peso della mia difficilissima adolescenza.

giovedì 9 maggio 2013

sono uno scrittore ma nessuno mi crede

finalmente è diventato realtà, il mio manualetto di scrittura, pubblicato da zandegù, è in vendita.
è acquistabile solo in ebook.
a questo link potete scaricarne un assaggio.
come vedete ha una copertina azzurropillin meravigliosa. molto migliore dei goffi tentativi che tempo fa vi ho costretti a votare. uno dei mille vantaggi di avere un editore alle spalle!
il mio nome gigantissimo là sopra mi inorgoglisce e mi imbarazza un sacco. neanche fossi roberto saviano.
se vi piace acquistatelo, possibilmente dal sito di zandegù, così sfamate un giovane editore indipendente (e non arricchite il già pingue amazon che si tiene il 40% del prezzo di copertina), e se vi piace condividetelo su fb, twitter, anobii, instagram...

giovedì 2 maggio 2013

menstrala

a suon di accompagnare il matematico alle mostre di arte contemporanea mi sono fatta un'idea abbastanza completa, credo, di cosa sia l'arte contemporanea.
così ho pensato che la mia opera d'arte sarebbe mettere il sangue mestruale raccolto con la coppetta in un contenitore graduato, e farlo ogni mese, per alcuni mesi. prima di farne un'opera d'arte, però, vorrei portarlo alla mia ginecologa e dirle: vede? è questo che intendo con ciclo mestruale torrenziale.
mi è sembrata un'idea fighissima, fino a quando ho scoperto che ci sono delle artiste vere, che hanno fatto delle vere opere d'arte con il sangue mestruale. qui ne potete vedere alcune
è così poco originale la mia idea che si inserirebbe persino in una corrente artistica con un nome: menstrala.

venerdì 26 aprile 2013

juli

per riconciliarmi con il tedesco ho iniziato ad ascoltare della musica rock pop in lingua. in particolare mi piace juli, che in questi giorni ho ascoltato a ripetizione. gli strafalcioni di comprensione sono esilaranti. ve ne riporto alcuni:

cosa ho capito: du liebst so schon (ami così bene) cosa dice veramente: du luegst so schon (menti così bene)
cosa ho capito: was ist los (cos'è successo) cosa dice veramente: lass es los (lascialo andare)
cosa ho capito: ich bin ein trinker, denn ich trink (sono un bevitore perché bevo) cosa dice veramente: ich bin ein trinker, der ertrinkt (sono un bevitore che affoga)

giovedì 25 aprile 2013

le feste degli altri

vivere all'estero significa anche non poter festeggiare le proprie feste e ritrovarsi a festeggiare le feste degli altri.

sabato 20 aprile 2013

childfree è stato piratato

volete leggere childfree ma non volete spendere 97 centesimi?
avete due possibilità: aspettare i primi di maggio, quando il libro sarà di nuovo in promozione, o chiedere a franco-1969 il file in formato epub. basta che rispondiate a questo messaggio lasciando l'indirizzo email.
l'amico franco di childfree dice quanto segue: "ho letto l'altro giorno l’e-book Silvia Pillin - Sono un mostro, non voglio avere figli (2013).
Dopo un’ inizio molto leggero, soliti argomenti scontati, migliora nettamente ed il finale rispecchia esattamente la mia situazione e, direi quella di molti di noi.
Essendo 2013 è aggiornato, recente crisi economica ecc ecc
Vi garantisco che le ultime frasi fanno riflettere parecchio.
Lo consiglio, anche a chi non è childfree"

mercoledì 17 aprile 2013

fiducia o pazzia?

che in italia le cose non vadano bene dal punto di vista economico e delle opportunità di lavoro è risaputo.
ma che un ragazzo poco più che ventenne senza sapere una parola di tedesco e senza avere nessuna competenza specifica si trasferisca a vienna certo di trovare lavoro, è una cosa che mi lascia basita.
così come mi lascia basito il padre di famiglia che vende la casa e si trasferisce a vienna forte di un lavoro stagionale che in autunno lo lascerà senza lavoro, con tre figli da mantenere, senza nessun sussidio e senza che né lui né la moglie sappiano una parola di tedesco.
davvero ci sono più opportunità a vienna per un italiano che non sa il tedesco che per un italiano in italia?
io credo che ci sia una grossa sottovalutazione della questione linguistica.
conoscere la lingua del posto è fondamentale. è il primo, forse l'unico, strumento di integrazione. e nemmeno conoscere la lingua a livello C1 mette al riparo da razzismo e difficoltà quotidiane (dal medico, negli uffici, con l'idraulico...)
e questo vale anche per chi trova un lavoro in cui la lingua comune è l'italiano (per esempio nella cucina di un ristorante) o l'inglese (in qualche multinazionale o ambito di ricerca internazionale)
non sapere il tedesco significa non parlare con il vicino di casa che per questo ti guarderà malissimo, non capire cosa ti dice il cameriere, l'idraulico, il postino, il commesso del supermercato, l'ottico, il medico. significa ghettizzarsi all'interno di un gruppo di altri italiani o di altri stranieri di varia provenienza.
andare a vivere altrove, soprattutto se lo si fa per necessità e non per curiosità, non è una passeggiata. altrove le cose sono diverse, diverso il cibo, il clima, la lingua, le abitudini. sto scrivendo l'ovvio, eppure questa gente che prende e viene qui a vienna credendo di trovare chissà quali opportunità credo non si renda affatto conto di questo ovvio.
lo scriveva don milani che il tuo padrone è tale perché conosce più parole di te.
e il tuo padrone (se mai avrai un padrone) a vienna potrà permettersi di sfruttarti nel peggiore dei modi, proprio per quelle parole in più, che rendono te debole e ricattabile.

mercoledì 10 aprile 2013

tradimento

il nostro è stato un amore immediato e reciproco. un colpo di fulmine. ci siamo amati a prima vista, ancora prima di sapere i nostri nomi. solo poi abbiamo iniziato a conoscerci, a confermare con la quotidianità quella prima impressione bellissima ma irrazionale, infondata.
abbiamo condiviso anni. il pendolarismo, il periodo americano, il trasferimento a vienna.
è sempre difficile ammettere la fine di un amore. si prova a farlo durare il più possibile, nonostante l'evidenza, nonostante sia chiaro che non può più funzionare, che non sta affatto funzionando. si chiude un occhio, ci si fa indulgenti. poi arriva la goccia che fa traboccare il vaso. e allora dici basta. ci rinunci. ti arrendi. e cerchi un altro amore.
lo fai con cautela, hai paura di essere tradita di nuovo, hai paura che il nuovo amore a prima vista finisca male. come il precedente. eppure cerchi un amore simile a quello appena finito, perché non potresti fare altrimenti. perché è stato bello e intenso e importante.
è così che è andata con il mio asus eee pc. sono stati 5 anni di autentica passione. su di lui ho scritto romanzi e racconti e manuali e post e email e twitt e messaggi di stato su fb. sul mio piccolo asus ho scritto tanto. tante porcherie, alcune cose belle e apprezzate.
adesso è in arrivo un asus nuovo. un po' più grande, un po' più costoso, un po' più sottile.
sarà difficile lasciare andare questo, con il quale scrivo ancora, anche se temo che si spenga e si mangi tutto quello che ho scritto. come è già capitato più di una volta. ma si tende sempre a idealizzare quelli che si sono amati, ad amarli anche se non lo meritano più, a trattarli bene anche se ci trattano male.


venerdì 5 aprile 2013

quanto mi aspetto di guadagnare

da quando ho saputo che sarà vienna per altri due anni, mi sono data allo studio intensivo del tedesco associato alla candidatura selvaggia e all'invio di curriculum a pioggia.
il tentativo è quello di affrancarmi dal mio attuale stato di straniera da sfruttare "perché sulla tua laurea in lettere ci sputiamo su, e sulla tua totale assenza di competenze specifiche ci facciamo grasse risate".
nell'ultimo periodo ho sostenuto quindi alcuni colloqui per lavori di ufficio in cui è richiesta la conoscenza dell'italiano.
i colloqui si svolgono tutti più o meno allo stesso modo. il selezionatore mi fa accomodare in una stanza più o meno grande, più o meno luminosa, e fornitissima di sedie (decidere su quale sedere è sempre un dilemma), mi offre da bere (in tutti gli uffici, studi, sale d'attesa c'è sempre una caraffa piena d'acqua con dei bicchieri), mi parla dell'azienda, di quale sarebbero le mie mansioni e mi chiede di presentarmi.
capire cosa fanno è molto più semplice che spiegare chi sono, da dove vengo, e dove vado. il mio tedesco fa sempre pessime figure in questo frangente e il bicchiere d'acqua per arginare l'arsura causata dall'agitazione è sempre bene accetto.
poi arriva la domanda che tutte le volte mi mette in crisi:
quanto ti aspetti di guadagnare?

martedì 2 aprile 2013

aprile non ti scoprire

la primavera latita. ma a vienna il tempo fa più schifo che a oslo e reykjavík. giuro.
per domani sono attesi 5 centimetri di neve, e non si vede la fine in fondo al tunnel dell'inverno, neanche con il binocolo.
il giorno di pasqua io e il matematico siamo rimasti chiusi in casa, a guardar fioccare come fosse natale.
mia mamma ogni volta che chiama si lamenta del tempo e del freddo, e tutte le volte là ci sono dieci gradi più che qua.
le amiche ti scrivono: qui sole e sedici gradi, e dentro ti sboccia un vaffanculo che i bucaneve a confronto sono dei dilettanti.
il calendario 2013 non ce l'abbiamo, non ce l'ha regalato nessuno e quando ci siamo mobilitati per aquistarlo non ne vendevano più. stiamo usando quello del 2012 adattandolo alla situazione. l'uno aprile 2013 era lunedì. l'uno ottobre 2012 era lunedì. per cui ora da noi è ottobre e c'è scritto "la notte dentro".

sabato 30 marzo 2013

kindle direct publishing: tutti i numeri dell'autore autopubblicato su amazon

la mia avventura di autore autopubblicato inizia l'11 marzo, quando carico su amazon il mio pamphlet dal titolo "childfree: sono un mostro non voglio avere figli".
il 12 marzo diventa disponibile per l'acquisto. inizio quindi a fare pubblicità, su fb, su twitter, su alcuni gruppi di anobii e su questo blog.
la mia pubblicità consiste nel presentare il testo e linkare il pdf scaricabile gratuitamente con un'anteprima (più lunga di quella che fornisce amazon).
in 16 giorni, l'anteprima viene scaricata oltre 100 volte e vendo 7 copie del volume.
dopo alcuni giorni consecutivi di fiacca decido di aderire a kindle direct publishing select che permette, dando ad amazon l'esclusiva di vendita, di proporre il testo gratuitamente.
il 28 marzo pubblicizzo sugli stessi canali l'offerta di amazon.
ed ecco il risultato in classifica in base al numero di copie.
20 copie  125° posto
33              66
50              30
59              22
67              19

al termine del primo giorno di promozione il mio ebook compare nella prima pagina dei bestseller gratuiti e ha ottenuto tre recensioni: due da 5 stelline e una da 4. per non perdere la visibilità ottenuta decido di prolungare l'offerta di un giorno.
il 29 marzo

  98 copie 22 posto
105          18
122          11
128            9
155            9
162            9


ora che l'offerta è finita childfree è 13.871° nella classifica degli ebook a pagamento. questo significa che è invisibile. la speranza è che le 162 copie gratuite e le 7 vendute inneschino il passaparola.
ho provato a chiedere a elasti di nonsolomamma e a chiara cecilia santamaria di machedavvero? di farmi da testimonial. la prima mi ha ignorata, la seconda è stata gentilissima e mi ha anche ritwittittato.
le conclusioni che traggo a questo punto dell'esperimento sono: autopubblicarsi probabilmente non fa per me. bisogna dedicare al marketing moltissimo tempo e moltissima cura, bisogna praticamente conquistarsi i lettori uno a uno e io non ne sono capace.

giovedì 28 marzo 2013

dalla bologna children's book fair 2013

mi sono portata a casa una bellissima shopper nera, un bacetto perugina che mi invita a riflettere, una cartolina che ho appeso al frigo e moltissimo sonno. (ieri pomeriggio, per recuperare, ho detto "mi faccio un pisolino" e mi sono risvegliata 4 ore dopo. la cosa non mi ha impedito di dormire dalle 23 alle 7 e 30.)
alla fiera del libro di bologna ho visto tante, tante persone che sono, sono state, e per qualche ora sono ritornate ad essere, famiglia.
alla fiera di bologna, una traduttrice che non credevo si ricordasse di me, mi ha detto, ma certo, leggo il tuo blog. ho anche imparato a cucinare le torte al microonde, non credevo nemmeno si potesse fare.
alla fiera di bologna mi sono portata la parrucca azzurra, e l'ho indossata per cena.
alla fiera di bologna mi hanno chiesto di restituire una cravatta e non l'ho fatto.
alla fiera di bologna mi hanno detto che hanno pubblicato tutti, e manco solo io, che se solo mi decidessi a finire uno dei mille romanzi che ho cominciato...
alla fiera di bologna mi è venuto da piangere, e ho anche un po' pianto.
alla fiera di bologna ho sentito un frammento di frase in tedesco, e ne ho capito il significato.
alla fiera di bologna ho parlato della mia esperienza di self publishing (solo per oggi il mio childfree è gratis, scaricatelo qui)
alla fiera di bologna mancavano maria, nicoletta e benedetta, però c'erano i loro libri.
il tassista di bologna che mi ha riportato in stazione ha detto "vienna è la mia seconda città". e pensavo lo dicesse tanto per, invece ha nominato sudbahnhof, il canale tv orf, e il vento, e ho capito che vienna la conosce davvero. e mi è sembrato un bel modo per congedarmi dalla città e ritornare verso casa, seppure a bologna mi sia sentita molto più a casa di quanto mi senta a casa a vienna.

lunedì 25 marzo 2013

la fortuna sia con te

nevica, non mi sento affatto bene e stasera mi aspetta il treno notturno per bologna.
stamattina decido, dopo aver finto per giorni che non ci fosse alcun problema, di andare da un medico.
scelgo una dottoressa che parla anche italiano e che ha lo studio non troppo distante da casa.
non riceve per appuntamento, per cui metto il kindle in borsa in vista dell'attesa.
esco di casa affrontando le intemperie, trovo la strada e il palazzo ma...
è un palazzo fantasma: non ci sono etichette né fuori sul citofono, né dentro sulle cassette della posta, né sulle porte.

c'è solo un gruppo di operai slavi che va su e giù per le scale polverose.
prendo il cellulare in tasca per chiamare il matematico e chiedergli il numero dello studio, in modo da poter chiamare e capire dove andare.
indovinate un po'?
esatto, cellulare scarico.

venerdì 22 marzo 2013

man-struation e altre catastrofi

il matematico in questi giorni è più scorbutico del solito. è proprio inavvicinabile. peggio di me durante la mia peggiore sindrome premestruale.
di giustifica dicendo di avere le man-struation. dice che esistono, sono sbalzi ormonali che occorrono negli uomini in casi di particolare stress o altro.

il mio pc, acquistato esattamente 5 anni fa, mi sta lasciando e lo sta facendo nel peggiore dei modi.
a natale il cavo dell'alimentazione si era sfilacciato risultando inutilizzabile. mio padre, con un'operazione chirurgica e un trapianto di filo, lo aveva miracolosamente salvato quando ormai lo davo per finito e passavo i pomeriggi a chiedere in giro dove avrei potuto trovare un nuovo alimentatore.
ora la situazione è precipitata di nuovo. il mio pc si spegne. all'improvviso. indipendentemente da quello che faccio. a caso. anche più volte al giorno.
solitamente questi black out erano solo una piccola seccatura. riaccendendolo ripristinava le sessioni e recuperava i file aperti (che ovviamente salvavo ogni trenta secondi).
oggi, però, la tragedia: in uno di questi spegnimenti improvvisi si è portato via il file word su cui stavo lavorando da giorni. non esiste più. o meglio, esiste ma è grande 0 byte. vuoto.
e nemmeno il matematico men-struato è riuscito a risolvere questa emergenza.

giovedì 21 marzo 2013

zandegù

l'editore che pubblicherà il mio manuale di scrittura si chiama zandegù.
zandegù è giovane, è tenace, è digitale, è di torino, ed è un editore trasparente certificato da tropico del libro.
zandegù pubblica solo guide e reportage. ha una grafica accattivante. e io sono davvero onorata di essere tra i loro autori.
al momento in catalogo ci sono 5 ebook, disponibili per l'acquisto nei principali store on-line e sul loro sito internet.
c'è quello gratuito che parla dei preppers: pazzi persone che si preparano alla fine del "mondo come lo conosciamo" creandosi un rifugio sotto terra, immagazzinando scorte alimentari e a volte persino procurandosi armi e munizioni.
c'è la guida alle crisi di panico, e quella ai lavori alternativi da praticare ora che c'è la crisi.
c'è il reportage sul wrestling in italia. e poi c'è quello sull'assistenza sessuale per i disabili in cui l'autore intervista il portavoce italiano del movimento che chiede che anche in italia sia prevista per legge la figura dell'assistente sessuale. sono pagine molto schiette e dirette, che arrivano al cuore del problema senza perbenismi né falsi moralismi.

tutto questo parlar bene (e con cognizione di causa) di zandegù partecipa alla campagna "sf-ama zandegù" in palio ci sono delle agende meravigliose fatte a mano da delle giovani imprenditrici torinesi. 
potete partecipare all'evento su fb qui
maggiori informazioni sul sito dell'editore qui

mercoledì 20 marzo 2013

aspettando primavera

le ore di luce stanno finalmente stiracchiandosi e mettendosi comode e riguadagnando il loro spazio, ogni tanto il sole ci degna della sua presenza, dopo quasi sei mesi di perenne latitanza, e oggi la colonnina di mercurio ha persino tagliato il traguardo dei dieci gradi, evento a dir poco straordinario.
insomma, dopo sei mesi di buio si intravede finalmente la luce in fondo al tunnel. che al momento è più la luce concreta del sole che la sperata luce metaforica di qualche evento positivo a dare una svolta alla mia vita. però meglio di niente, no?!
lo so, sono una frana a giocare a quella che vede il bicchiere mezzo pieno.
però di bello c'è che martedì prossimo sarò alla fiera del libro di bologna. manco da due anni, e sì, lei mi è molto mancata.
vedrò un sacco di gente conosciuta e amica e stimata e sarà bello ma anche imbarazzante, perché sono una frana a riavvicinarmi dopo essere stata tanto lontana. però spero di farmi passare presto la timidezza, perché non c'è tempo.
e raccatterò un sacco di cartoline e cataloghi e borsine coloratissime.
e mi riempirò gli occhi di libri e meraviglia.
e forse rimpiangerò un po' tutto quello che mi sono lasciata indietro.

perché sono una frana a vedere il bicchiere mezzo pieno, ma bravissima a riempire i bicchieri che nel passato erano mezzi vuoti.

martedì 12 marzo 2013

childfree - sono un mostro non voglio avere figli

come forse ricorderete, tempo fa non parlavo d'altro che di autopubblicare un manuale di scrittura.
poi è successo che quel manuale ha trovato un editore vero e così non sono riuscita a soddisfare la mia curiosità nei confronti dell'autopubblicazione.
per questo motivo ho scritto dell'altro.


si tratta di un breve saggio sulla maternità, cui ho preparato una pagina dedicata qui sul blog e che da oggi è disponibile per l'acquisto su amazon cliccando qui.
se non siete clienti amazon, potete scaricare da qui il pdf con un estratto. il pdf potete spedirlo a parenti e amici, potete condividerne il link su fb o su twitter, insomma, se vi sembra interessante per qualcuno dei vostri contatti siete invitati a informarli della sua esistenza.
intanto vi chiedo: che ne pensate della copertina?
e una volta letto, l'estratto o il testo intero, qualunque osservazione è la benvenuta.


lunedì 11 marzo 2013

schadenfreude

i germanofoni sono degli stronzi, e lo si capisce dal fatto che hanno una parola apposta per descrivere la gioia che suscitano in te le disgrazie altrui.
questa parola è schadenfreude.
es: la tua amica, quella gnocca, quella che sta con il tizio figo che hai desiderato per anni, quella che ha il lavoro che hai sempre sognato cade dalle scale, si spacca una gamba, perde il lavoro e il fidanzato la tradisce, con te. e tu provi una grande, grandissima, schadenfreude.
oggi abbiamo ricevuto i risultati del test di tedesco. io sono andata abbastanza bene. ma anche gli altri sono andati bene e tutti riceveremo lo zeugniss, l'attestato di livello C1. tutti tranne una persona. quella arrogante, che ha passato il corso a contraddire chiunque, insegnante compresa, quella che ha messo i bastoni tra le ruote alla realizzazione del lavoro di gruppo, quella che interrompeva, alzava la voce, rovinava l'armonia.
ecco, quando la prof le ha consegnato il compito dicendole che il risultato era negativo e che non avrebbe ottenuto lo zeugniss io ho provato una grande schadenfreude.
direi che mi sto ambientando alla grande.

martedì 5 marzo 2013

deutsche sprache schwere sprache

domani devo parlare in tedesco per 15 minuti di fronte a una decina di persone. è necessario, è un lavoro che sto preparando da settimane, dovrei averlo imparato a memoria e invece no, sono terrorizzata. so che mi agiterò un sacco, non mi verranno le parole, sbaglierò a declinare tutti gli articoli, anche perché l'agitazione mi farà dimenticare gli articoli di tutte le parole chiave, e farò una figuraccia.
riuscirò mai a farmi piacere il tedesco? credo di no. almeno fino a quando continuerà ad essere fonte di umiliazioni e sarà questione di vita o di morte.
cosa intendo per "fonte di umiliazioni"?
eccovi un esempio.
tempo fa ho risposto a un annuncio di lavoro mandando la mia candidatura e il mio cv. poco tempo dopo vengo chiamata, vogliono fissare la data del colloquio. avendo mandato decine di candidature contemporaneamente non ho la più pallida idea di quale tra quelle abbia riscosso successo. in ogni caso capisco il giorno e l'ora del colloquio, capisco che sarà un colloquio strutturato in due parti, la prima sarà collettiva e servirà a presentare l'azienda, a questo seguirà un colloquio individuale. poi mi viene detto il luogo e mi vengono fornite indicazioni dettagliate su dove si svolgerà il colloquio. e qui non capisco. chiedo se sia possibile ricevere queste informazioni per email e mi viene risposto che no, non è possibile, o capisco o non capisco, e se non capisco, forse è persino meglio che non mi presenti al colloquio.
per la verità non mi è stato detto così esplicitamente, l'interlocutrice ha detto più o meno "non vorrei essere scortese e ritirare il mio invito, ma valuti lei se presentarsi al colloquio o meno, dato che il lavoro consiste nel parlare e scrivere in tedesco per tutto il giorno".

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