venerdì 27 febbraio 2015

la nausea

da sempre le ore migliori della mia giornata sono quelle in cui dormo. appoggio la testa sul cuscino e mi addormento per risvegliarmi 8, 9 o persino 10 ore dopo. questo talento per il sonno-cascasse-il-mondo è un dono magnifico che purtroppo di recente è stato spesso funestato.
ieri notte dalla nausea. e non mi riferisco al libro di sartre, ma al matematico che tra le due e le quattro del mattino si è messo a girellare per casa, accendere luci, bere acqua gassata e mangiare liquirizia perché aveva la nausea. e poi perché doveva fare pipì, dato che aveva bevuto molta acqua gassata.
- ma non sono incinta - ha affermato guardandosi il rotolo di pancia che gli ha lasciato in eredità il viaggio negli stati uniti.

mercoledì 25 febbraio 2015

del perché questo blog sta morendo

quando ho iniziato a scrivere questo blog ero orgogliosa di me stessa, della mia vita, di quello che facevo. mi sentivo quasi eroica.
poi ci siamo trasferiti a vienna e a poco a poco mi sono lasciata sommergere dalle difficoltà oggettive, dall'isolamento, dall'impossibilità (reale o presunta) di realizzazione professionale e personale.
e ora sono tutt'altro che orgogliosa di me stessa, della mia vita, di quello che faccio. mi sento un'idiota.
quando si scrive un blog personale in cui si mette in mostra la propria vita bisogna essere solidi e forti per sopportare il giudizio degli altri, che prima o poi arriverà di sicuro. e io da parecchio tempo non sono abbastanza solida nemmeno per sopportare il mio impietoso giudizio su me stessa.

martedì 24 febbraio 2015

vuoto legislativo

io e il matematico abbiamo i turni per lavare i piatti. io li lavo da lunedì a venerdì e lui li lava nei weekend. nei giorni festivi infrasettimanali, a pranzo li lava lui.
oggi non è un giorno festivo, ma lui è rimasto a casa perché millanta di non stare tanto bene.
a chi tocca lavare i piatti del pranzo?

martedì 17 febbraio 2015

carnevale

non ho mai amato il carnevale, soprattutto negli anni in cui mi vestivano da fatina obesa.
i carnevali più felici sono stati sicuramente quelli in cui sono stata travestita da pierrot, decisamente più vicino alla mia personalità. (credo di aver fatto modificare quel vestito a mia zia per almeno tre anni consecutivi, fino a quando, impietosita, mi ha cucito un nuovo costume, sempre da pierrot.)
da quando sono a vienna mi accorgo che è carnevale perché la vicina addobba la finestra che dà sul corridoio in base ai periodi dell'anno. ora un orribile topolino-arlecchino di cartoncino, sbiadito da millenni di esposizione, fa bella mostra di sé - circondato da stelle filanti - qui sul pianerottolo, e quindi ne deduco che sì, è carnevale.
quest'anno ho capito che era carnevale quando mi hanno mostrato via skype la mia nipotina duenne vestita da orso bruno.
oggi è stata una giornata no.
poi il matematico è tornato con un krapfen (il mio preferito, quello alla crema di un determinato panificio) e ho capito che era carnevale, ma anche qualcosa di più importante, immagino.

domenica 1 febbraio 2015

ma se chiama un avvocato...

su real time facevano un programma dal titolo "sepolti in casa" in cui mostravano gli appartamenti degli accumulatori compulsivi, gente che compra compra compra e non butta via niente, nemmeno la spazzatura, con l'ovvia conseguenza che in pochi anni queste persone si ritrovano a vivere in una sorta di discarica. camminano tra oggetti e rifiuti, molte stanze non sono più agibili, e a volte il bagno nemmeno funziona.
in una puntata di questo programma mostravano il caso particolarmente grave di una donna, laureata in giurisprudenza, che viveva in una situazione drammatica: i topi avevano letteralmente colonizzato la casa e tutto era intriso di urina e ricoperto degli escrementi di questi animali.
quando una delle persone che la stavano aiutando a sgombrare casa ha buttato in un sacco dei libri di giurisprudenza completamente inservibili, la donna l'ha fermata e le ha detto: "no, questi non li buttare. se chiama un avvocato per chiedermi consiglio mi servono".

ecco, il matematico non butta mai via nulla, ha le tasche piene di scontrini, biglietti dei mezzi, del cinema, volantini di mostre. ricopre il davanzale del corridoio con cataloghi e offerte del supermercato che non guarda nemmeno.
per favore, butta via quei calzini bucati, chiedo io speranzosa. e quella camicia? non vedi che ha tutto il colletto e i polsini lisi?
e lui risponde: no, se chiama un avvocato possono servire.

mercoledì 21 gennaio 2015

torta in tazza al microonde

dato che sono diventata una guru delle ricette al microonde ecco una dolcezza facilissima e veloce: la torta in tazza, da cuocere in pochi minuti nel microonde. queste sono le dosi per due tazze. la ricetta l'ho presa da qui.

4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di farina
4 cucchiai di cacao
3 cucchiai di latte
2 cucchiai di olio
1 uovo

mescolate gli ingredienti in una ciotola con un cucchiaio, nell'ordine in cui li vedete scritti, otterrete un impasto liscio e lucido che non dovrete far altro che dividere in due tazze. cuocete a 700 w per 4 minuti.
io ho usato la classica mug, per evitare che uscisse tutto. non fatevi fregare dalla consistenza gommosa che sembra avere una volta uscita dal forno. è cotta. se la cuocete ancora diventa di legno (parlo per esperienza diretta).
una spolverata di zucchero a velo ed è pronta per essere gustata con il cucchiaino.


domenica 18 gennaio 2015

sono soddisfazioni


















tre su cinque dei miei post più letti parlano di cottura al microonde.
e i due più letti di sempre sono molto-molto più letti di qualsiasi altro post.
nessuno li commenta. e questo un po' mi inquieta.
le 15.000 persone che hanno letto la mia ricetta per cucinare le patate, l'avranno usata? l'avranno apprezzata?
perché nessuno dice niente?
è vero che non è un blog di cucina, e che sicuramente una ricetta è più utile e interessante di qualunque mio rigurgito intimista. ma davvero nessuno ha qualcosa da dire? ringraziare perché funziona e le patate vengono bene davvero? insultare perché è una ricetta farlocca che non funziona con forni a microonde diverso dal mio?

mercoledì 14 gennaio 2015

il punto della situazione

* le bottiglie di plastica vuote di acqua frizzante (colpa del matematico) stavano per fagocitare noi e la casa intera (io bevo tanta acqua del rubinetto, e faccio tanta plin plin.)
* i vestiti sporchi stanno per fagocitare noi e la casa intera (colpa della mia indolenza rispetto al fare lavatrici)
* abbiamo finito di vedere la sesta stagione di mentalist e la seconda stagione di masters of sex. abbiamo iniziato the good wife, inizieremo rick & morty
* sto leggendo solo romanzi di autori autopubblicati.
* a colazione metto nel latte dei musli ricchi di fibre e tristezza
* il matematico ha scardinato la granitica tradizione della colazione fatta con caffelatte e biscotti secchi (a memoria d'uomo non si ricorda che abbia fatto colazione a casa con qualcosa di diverso), e si è convertito ai cereali (ha provato gli anellini al miele e le palle di riso soffiato al cioccolato. c'è da dire che prima di attuare questo cambiamento epocale il matematico ha rimuginato e sofferto a lungo, svegliandosi la notte con gli incubi. pensate che sia pazzo? ammetto di nutrire dei sospetti a riguardo.)
* il matematico, grazie alla tuta adatta a temperatura polari ricevuta come regalo di natale, continua ad andare a correre tre volte a settimana
* la sottoscritta, grazie alla sua proverbiale pigrizia, spesso non esce nemmeno dal pigiama
* un giorno c'erano meno 5 gradi e il giorno dopo più 15 (chi ha detto che non esistono le mezze stagioni non ha mai abitato a vienna, dove non esistono nemmeno le stagioni)

adesso vado a fare una lavatrice, giuro.

giovedì 1 gennaio 2015

#sfangarla 2014

l'anno scorso, l'ultimo giorno dell'anno, avevo scritto questo post, con le cose uguali che avevo fatto anche quell'anno. quest'anno l'ho ripreso. e ho tagliato le cose che sono cambiate, almeno in parte.

anche quest'anno non mi sono iscritta in palestra
anche quest'anno non ho scritto un romanzo decente (ne ho scritti due, e almeno uno è sicuramente decente)
anche quest'anno ho scritto sul blog (magari poco, magari più sull'altro)
anche quest'anno ho comprato magliette azzurropillin tutte uguali (quest'anno mi sono sbizzarrita con le magliette)
anche quest'anno non sono andata in vacanza (dopo anni, quest'anno sono andata al mare)
anche quest'anno ho letto meno dell'anno precedente (quest'anno ho letto molto più dell'anno scorso)
anche quest'anno non ho mai preso in mano un ferro da stiro (quest'anno ho comprato un ferro da stiro e l'ho usato, anche se solo per un paio di settimane)
anche quest'anno ho odiato l'inverno e il freddo e la pioggia e il cielo grigio
anche quest'anno non ho letto il cacciatore di aquiloni
anche quest'anno ho letto, scritto e parlato pochissimo tedesco
anche quest'anno ho guardato il bagno di casa mia, lercio, e ho pensato che mia madre sarebbe inorridita
anche quest'anno non ho sentito il ticchettio dell'orologio biologico
anche quest'anno ho fatto cazzate, e pianto, senza rimpiangere le cazzate fatte
anche quest'anno ho detto al matematico che dovevamo lasciarci
anche quest'anno ho sempre scritto perché con l'accento giusto
anche quest'anno mi sono arrabbiata per ogni perchè
anche quest'anno ho passato molto più tempo su internet che nella vita
anche quest'anno ho comprato libri che non ho ancora letto
anche quest'anno ho creduto che avrei scritto un romanzo bellissimo
anche quest'anno mi sono persa a vienna
anche quest'anno ho preso in considerazione il suicidio come unica via percorribile
anche quest'anno non ho bevuto né fumato (ho bevuto due cocktail al mandarino e un bicchiere di limoncello)
anche quest'anno non mi sono messa in costume (quest'anno mi sono messa eccome in costume!) anche quest'anno ho scritto email torrenziali più utili di una psicoterapia
anche quest'anno sono stata io, sono stata me

aggiungo:
anche quest'anno sono sopravvissuta a me stessa
anche quest'anno ho odiato vienna
anche quest'anno non ho trovato soluzioni né risposte
anche quest'anno ho trovato canzoni da ascoltare in loop fino allo sfinimento
anche quest'anno mi sono lamentata moltissimo, per qualsiasi cosa


#sfangarla 2014 della formica scalza
#sfangarla 2014 della valigia di mary poppins
#sfangarla 2014 di quando spuntano i papaveri
#sfangarla 2014 di non si può tornare indietro

sabato 27 dicembre 2014

la bambina che leggeva i libri

ha solo due anni e una passione sconfinata per i libri.
vuole leggere in bagno, in camera, a letto prima di andare a dormire.
conosce i nomi di tutti gli amici di giulio coniglio (l'istrice ignazio è il suo preferito), tutta la genealogia di peppa pig, e sa a memoria tutti i libri della pimpa. ma non disdegna olivia (la colpisce molto quando si arrabbia con ian), elmer (zia zelda la fa morire dal ridere) e qualsiasi libro illustrato purché sia da leggere.
quando mette a dormire la bambola le racconta la storia della tartaruga, quella che lei esige prima di andare a fare il riposino e prima di andare a dormire.
le parole d'ordine sono "eggiamo". e quando è finito un libro "ato ibo". si accorge se salti le pagine e dice "satato agina", e pretende che torni indietro. se qualcuno interrompe la lettura strilla come un'aquila "bai bia", e se le dici che è ora di mangiare o di fare la pipì chiede "acoa u pochino".
mi vede pochissimo ma sa che sono "zia sibia", e quando ci sono, con grande disappunto di "zia dada", sono la zia preferita. quella investita del ruolo di lettrice personale a giornata. da quando arriva a quando se ne va il mantra è "zia sibia, eggiamo".
e poiché il numero di libri a disposizione è finito, ma il suo bisogno di leggere infinito, zia sibia si trova a leggere e rileggere e rileggere e rileggere e rileggere e rileggere gli stessi libri per un giorno intero.
sapevo di non avere la stoffa per fare la mamma, ma anche fare la zia...

giovedì 18 dicembre 2014

un regalo che tutte le donne dovrebbero farsi: la coppetta mestruale

ne ho già parlato a profusione quando l'ho scoperta e ho iniziato a usarla, ma ora che è quasi natale vale la pena di ricordarlo.
la coppetta mestruale è una figata. è un regalo che tutte le donne dovrebbero fare a se stesse e alle amiche per vivere meglio il ciclo mestruale.
è economica: con un investimento iniziale tra i dieci e i trenta euro potete dire addio agli assorbenti per sempre.
ecologica: niente più immondizia
igienica: niente più bidoncini maleodoranti
comoda: non si sente. nel senso che se ben posizionata è come non averla, si può fare sport e dire addio alla sensazione di appiccicaticcio-sudaticcio, e alla sensazione ancora peggiore di "scende-scende" (che per chi ha il flusso abbondante significa anche terrore e rischio di macchiarsi).
a questo link trovate un file con tutto quello che dovete sapere sulla coppetta (l'ho scritto io).
a questo link il gruppo fb delle donne che usano la coppetta, dove informarsi, chiedere consiglio, leggere le testimonianze di chi già la usa.

e se proprio l'idea vi repelle... almeno passate agli assorbenti lavabili. sono di cotone, irritano molto meno degli assorbenti tradizionali e il pianeta ringrazia.

mercoledì 17 dicembre 2014

libri da regalare a natale

alla ragazzina che si fa donna: "dire fare baciare" di claudia de lillo. manualetto per bambine che diventano grandi.

alla sedicenne sensibile: uno qualunque di john green. il più famoso ora è "colpa delle stelle" da cui hanno anche tratto il film, ma anche i precedenti sono stupendi.

all'amica che sta attraversando un periodo buio: "licenza di chissenefrega"

alla lettrice esigente: "il nero e l'argento" di paolo giordano

a quella che dice "un libro bellissimo, ho pianto tanto": "nessuno sa di noi" di simona sparaco. io ho pianto tanto ed è il libro più bello che mi sia capitato di leggere quest'anno.

se volete regalare ebook, qui una guida che spiega come fare.
se avete un discreto budget potete regalare un ebook reader. io consiglio il kindle da 59 euro. il paperwhite costa di più e secondo me non vale la pena.

e non è vero, come dice un hashtag su twitter, che #unlibroenonsbagli.
se un'amica mi regalasse l'ultimo di bruno vespa potrebbe mettere in seria discussione la nostra amicizia.
è vero che regalare un libro è sempre un'ottima idea, il problema è regalare il libro giusto.

venerdì 12 dicembre 2014

ci stavo provando

mi stavo impegnando sul serio: a stare meglio, a fare qualcosa che mi piace, a non lasciarmi sommergere dallo sconforto, dai cattivi pensieri, dalla frustrazione per le cose che vorrei, e non succedono.
mi sono persino messa a leggere libri di auto-aiuto. anzi, licenza di chissenefrega è un libretto niente male se siete nella melma e non sapete come uscirne. è il primo del genere che leggo, per cui se ne avete letti molti altri, magari non vi dice nulla. e non è che riveli chissà quali verità, solo dà un punto di vista sulle cose che quando sei nella melma non hai. (il problema è passare dalla teoria alla pratica)
tutto questo per dire che mi sembrava di stare meglio, fino a ieri, quando una perfetta sconosciuta ha lasciato questo commento su quell'altro blog:

"Devo dire comunque che il tu e la parola diffidenza andate a braccetto, ma pensi che il mondo sia fatto di disonesti? Cerca di conoscere le persone di cui parli e che giudichi, non è bello quel che dici e quel che insinui. Sarei tentata di farti gli screen shot delle mie visite ma penso che riterresti manomessi anche quelli quindi mi risparmio il lavoro. Detto questo ti saluto e ti sono sincera mi fa quasi pena il tuo modo di approcciarti con la società...sei veramente triste! Buone feste...magari il Natale ti rende più buona!"

e quindi niente, ho passato la sera a piangere come una scema perché una sconosciuta pensa di me - desumendolo da un post su un blog - che io sia una persona triste, e anche cattiva, dato che spera che diventi più buona.
mi ero illusa di stare meglio, ma era, appunto, solo un'illusione.

mercoledì 3 dicembre 2014

in ordine sparso

* sono tornata a vienna
* abbiamo messo i cioccolatini nel calendario dell'avvento dell'anno scorso, per un natale eco e crisi compatibile
* mi sono dimenticata dell'appuntamento all'ufficio di collocamento
* per il compleanno ho regalato al matematico un paio di ciabatte che vanno bene a me (io porto il 41 lui il 42 le ciabatte sono n 43)
* da harvard il matematico è tornato con qualche chilo in più, un calendario di monet, per me, i capelli da clochard
* ho scoperto che se nel kindlestore paghi con un buono regalo non puoi prenotare ebook e non puoi provare kindleunlimited (che tanto fa schifo, ci sono una manciata di bei titoli a fare da specchietto per le allodole e un mucchio di titoli autopubblicati che a comprarli costerebbero 89 cent l'uno)
* fa freddo, ma non abbastanza da nevicare, e quindi è solo grigio e pioviggina sempre

giovedì 20 novembre 2014

beppe marchetti - il libraio scomparso

quando abitavo a torino, nella mia vita scorsa, mi è capitato di frequentare il gruppo degli anobiini torinesi. (anobii è il social network dei libri.)
ci si incontrava a cadenza regolare alla libreria massena28 - che era anche il nome della via in cui era situata - e si parlava di libri, si leggevano stralci, ci si confrontava.
non ero assidua per niente, ma ci sono stata una manciata di volte, nell'arco di tre anni, ed è stato in quel periodo che ho conosciuto beppe, il libraio.
da lui credo di aver comprato due libri, "nel mare ci sono i coccodrilli" di fabio geda, che ho lasciato a teresa dopo averlo letto, e "scrivere zen" di natalie goldberg, uno dei miei manuali di scrittura preferiti. uno dei pochi libri che ho prima preso in prestito in biblioteca, e poi acquistato, per averlo.
da domenica scorsa beppe è scomparso. la sua pagina fb è inondata di messaggi di amici che postano articoli di giornale, e foto, e condividono lo sgomento per questa improvvisa scomparsa, e sperano e si augurano che il suo sia un allontanamento volontario, e che presto si faccia vivo dicendo "ah, vi ho fregati tutti".
conoscevo poco beppe, non siamo rimasti in contatto, ma scrivo questo post solo per poter dire che trovo magnifica questa sua poesia (non ne so nulla di poesia, sono una grandissima ignorante a riguardo, non ne ho mai lette e non distinguerei le rime di un zanzotto da quelle di un bambino dell'asilo. tuttavia questi versi su di me hanno un effetto potente, li trovo struggenti e veri e intensi).

Troppo poca una sera
per bere tutto il vino
e ballare tutta la musica
e dire tutte le parole
e consumarci intere le labbra.
Troppo lenta la tua macchina
per mostrarmi tutta Firenze
troppi i sensi vietati,
le strade piccine
i belvedere brillanti nella notte.
Troppo bassa l'acqua dell'Arno
per tuffarsi ubriachi,
troppo poco il tuo sudore
per dissetarmi.
Troppo il buio senza lampioni
troppo timide le stelle
troppo aguzzi i sassi nell'erba
per farci l'amore.
Troppo veloce poi la luce,
l'alba che sbircia curiosa
la mattina che cambia l'umore.
Nessun orologio sul tuo polso
o sul mio
E nessuna sveglia ha suonato
nel vuoto d'impegni.
Così mi son messo in strada
chiedendomi perché
non abbiamo diluito
– almeno un poco –
questo concentrato d'amore.

mercoledì 12 novembre 2014

combattere il sistema... o sfruttarlo?

da qualche settimana ho aperto il blog robadaself in cui mi accanisco contro gli autori che si autopubblicano su amazon con successo, nonostante abbiano scritto dei romanzi spesso mediocri, e/o banali, e/o pieni di errori.
quello che ho scoperto è che il successo di molti di loro è legato a doppio filo. pare una sorta di mafia.
c'è eli5abe77a b4ld4n che fa le copertine. ha una pagina fb in cui mette a disposizione delle copertine già impostate e uno deve solo prenotarsi per acquistare la sua preferita e farci aggiungere titolo e nome dell'autore. la suddetta grafica ha più di 700 fan e suppongo ancora più amici nel profilo personale.
ho la conferma che le autrici di romanzi rosa sono amiche tra loro e si passano pacchetti di lettrici, tipo voto di scambio.
grazie al post di un'autrice autopubblicata, so che per stare nella top 100 di amazon bisogna vendere tra le 20 e le 30 copie al giorno. per stare nella top 10 almeno 50.
come sappiamo la pubblicità è l'anima del commercio, quindi se hai già qualche recensione a 4 o 5 stelline, anche dei perfetti sconosciuti acquisteranno il tuo libro sulla fiducia e spesso, prima che arrivino le recensioni negative (di gente che il libro l'ha letto senza essere tuo amico e te lo stronca) ci vuole qualche giorno. se invece il libro piace davvero, grazie alla visibilità ottenuta usando fan, e amici, e amici di amici... conquisti il grande pubblico e di conseguenza un grande editore.
al momento sono già tre i romanzi autopubblicati che ho recensito che hanno trovato un grande editore.
quindi la mia domanda è: meglio chiudere il blog (che tanto non se lo fila nessuno), recensire a 5 stelline romanzi mediocri per farmi amiche le autrici (e assicurarmi le loro lettrici), farmi fare la copertina dalla grafica più quotata sul mercato del romance e autopubbicare anche il mio romanzo per arrivare al grande editore?
o continuare a sperare che uno degli editori cui ho mandato il mio romanzo decida di pubblicarmi?

domenica 2 novembre 2014

badare a se stessi

avevo grandi progetti per queste quattro settimane di assenza del matematico.
vado a roma a frequentare il corso rai!
magari mi prendono a fare la redattrice interna in quello studio editoriale vicino milano!
invece...
la prima settimana l'ho passata chiusa in casa con l'influenza. per 100 ore consecutive mi è capitato di non parlare con nessuno. nemmeno al citofono, per telefono o via skype.
e poi venerdì notte un dolore insopportabile mi ha artigliato il collo e la spalla, con una presa così stretta che la prima cosa che ho fatto sabato mattina è stato comprare un biglietto per il primo treno che mi avrebbe riportato dai miei, e la seconda raggiungere piangendo una farmacia di turno e farmi dare un antidolorifico.
ho 32 anni e non sono mai stata più fragile e spaesata di così.
quando avevo 17 anni guardavo la gente di 25 e mi sembrava adulta e piena di certezze. quando sono arrivata a 25 anni non mi sentivo affatto adulta né piena di certezze, ma guardando la gente di 30 pensavo che sì, a 30 anni si sistema tutto.
ho passato l'adolescenza desiderando andarmene da casa e vivere altrove.
adesso vivo altrove e non ne sono capace.
ho 32 anni, e non riesco nemmeno a badare a me stessa.

sabato 1 novembre 2014

intervista a me stessa medesima

D: buongiorno, da oggi, primo novembre, il suo manuale di scrittura è uno degli ebook in offerta del mese di amazon. come ci si sente?
R: all'inizio pensavo fosse una bella cosa, maggiore visibilità, maggiori vendite... poi ripensandoci, è sempre la solita storia: sei considerato solo se costi meno. se sei gratis ancora meglio.

D: ma ci parli del titolo "sono uno scrittore ma nessuno mi crede".
R: sono una persona depressa e pessimista che si piange addosso. altrimenti il titolo sarebbe stato "sono una scrittrice di successo e mi credono tutti"

D: be', senza peli sulla lingua, ci dica, è diventata ricca con questo manuale?
R: quando ho visto il rendiconto del primo anno di vendite non sapevo se ridere o piangere. sul mio conto sono stati accreditati 96 euro. (tenga conto che l'anno scorso sono stata tra le offerte di amazon del mese di settembre.) il mio editore per mantenersi fa altri tre lavori, oltre alla casa editrice.

D: ci parli della sua scrittura. cos'ha in cantiere?
R: ho scritto due romanzi (uno per adulti e uno per ragazzi) e stanno facendo la muffa sul tavolo di diversi editori. sto organizzando la trama di un terzo romanzo. e ho preparato una nuova edizione di childfree con contenuti extra che potete scaricare gratuitamente in pdf cliccando qui.
su amazon il prezzo è di 89 centesimi.

D: non si vergogna a farsi le domande e darsi le risposte, dandosi del lei, per giunta?
R: be' ci sono un sacco di autori che si autopubblicano con successo, non vedo perché non ci si  dovrebbe autointervistare.

lunedì 27 ottobre 2014

verso harvard e oltre

avete presente harvard? la prestigiosissima università americana in cui tutti i protagonisti di libri e film vogliono essere ammessi? quella che uno su mille ce la fa?
ecco, è un posto che esiste, e infatti il matematico ci andrà per tre settimane. l'hanno invitato con una lettera entusiastissima in cui dicevano di essere lietissimi di aprirgli le loro porte.
dopo le tre settimane ad harvard il matematico volerà direttamente in giappone per parlare a una conferenza - giusto qualche giorno - e poi tornerà a vienna.
per organizzare questo viaggio di quasi un mese ha preparato liste e schemetti che neanche alla nasa per lanciare una sonda su marte.
quando a me, non sono nemmeno potuta andare ad accompagnarlo all'aeroporto: è da due giorni che sono sigillata in casa con l'influenza.

sabato 25 ottobre 2014

milano: come non sono mai stata amata

milano ha sempre dato il peggio di sé, con me. fino a due giorni fa.
questa volta mi ha accolta con due giornate di sole stupende, l'aria tersa e il cielo sgombro.
sono salita tra le guglie del duomo,
ho fatto da pubblico a un concerto molto bello, generoso, intimo, riuscito,
ho visto la mostra su van gogh a palazzo reale,
ho preso il sole su una panchina al castello sforzesco,
ho mangiato panzerotti, focacce, pizze, pizzette, gelati
ho ritrovato persone che non vedevo da anni
e mi sono sentita finalmente amata da una città che ho sempre percepito come ostile.