domenica 25 giugno 2017

come ho scritto un libro per ragazzi in tre settimane

anche se sapevo da quasi un anno di voler partecipare al premio "battello a vapore" mi sono ridotta a scrivere il romanzo con cui prendere parte al premio nelle ultime tre settimane.
ecco come ho fatto:

1. mi sono data un obiettivo di battute da scrivere e le ho scritte. il testo per regolamento deve essere lungo tra le 60 mila e le 200 mila battute. ho deciso di scrivere un testo di 100 mila battute circa e una pagina alla volta le ho scritte.

2. ho tenuto fede all'idea originaria. in tutto il tempo in cui sapevo di voler partecipare al concorso ho letto molti romanzi per ragazzi e raccolto del materiale. non avendo tempo per esplorare o improvvisare, ho tenuto il più possibile fede a quel nucleo iniziale per non rischiare di perdermi.

3. ho scritto. è una cosa che tendo a dimenticare sempre: l'unico modo per scrivere un libro è scriverlo. l'ispirazione non esiste, bisogna mettersi davanti al computer ogni giorno e digitare qualcosa. anche quando la voglia latita, anche quando la scena successiva non esiste da nessuna parte.

non ho idea se quello che ho scritto è buono, mediocre o orrendo. so solo che prima non c'era e ora c'è.
adesso bisogna aspettare per 3 mesi interi, il tempo necessario per conoscere i 5 finalisti tra cui, a novembre, verrà scelto un vincitore.

ps: poco fa ho inviato la seconda newsletter. se volete riceverla ma non vi siete ancora iscritti potete farlo inserendo il vostro indirizzo email nell'apposito modulo di iscrizione (potrebbe comparire come una striscia azzurra nella parte superiore dello schermo o come una busta con la scritta subscribe a destra dello schermo).

sabato 24 giugno 2017

conclusioni

dopo averci provato per un po', posso concludere che essere ottimisti e positivi, per me, è faticoso.
è difficile non farsi portare in basso dai pensieri negativi, è difficile fissare lo sguardo su quello che va bene, è difficile prendere col sorriso le cose che vanno storte, è difficile fingere di accontentarsi di qualcosa quando puntavi a molto di più.
essere ottimisti richiede una dose di fiducia nel futuro che non ho, non ho mai avuto e non so dove andare a prendere.
ammiro moltissimo le persone che riescono a prendere tutto col sorriso, a farsi scivolare addosso i problemi, le critiche, i fallimenti. mi piacerebbe moltissimo riuscirci, ma non ne sono capace e non sono nemmeno sicura che sia una cosa che si può imparare nel mezzo del cammin di nostra vita, dopo aver passato 35 anni a dire, fare e pensare in un certo modo. 
per cui torno nel mio buco nero di pessimismo e autocommiserazione.

venerdì 23 giugno 2017

quando sarà finito

in queste settimane, per scrivere il romanzo con cui partecipare al concorso battello a vapore, ho rimandato tutto il possibile. sia delle cose belle, che saranno un premio per essere riuscita a scrivere il libro, sia cose più spiacevoli, che mi fanno venir voglia di consegnare all'ultimo.
per scrivere ho rimandato:

  • l'appuntamento dalla parrucchiera per ritonalizzare i miei capelli blu (che ora sono di un verdino triste)
  • la lettura di un romanzo-premio
  • di pulire la casa - in generale - e la cucina - in particolare. (se avessi un figlio i servizi sociali me lo toglierebbero perché lo costringerei a vivere in un ambiente insalubre)
  • i festeggiamenti del compleanno del nipotino
  • dello shopping
  • la visione di una serie tv
  • i contatti con chiunque.
e quello che mi chiedo ora è: ne sarà valsa la pena? se non arriverò nemmeno in finale (come probabile) a che cosa saranno serviti tutta questa clausura e tutto lo stress auto-imposto? in fin dei conti scrivere, non mi sta rendendo una persona peggiore? (considerando che già non sono un gran che.)

mercoledì 21 giugno 2017

cose di cui potrei scrivere nel post di stasera

* della canzone "il conforto" di tiziano ferro e carmen consoli. di quanto mi commuova il verso "sarà che piove da luglio"

* dello sconforto di non riuscire più a correre nemmeno per mezz'ora di fila

* dell'ostinazione di andare al parco dei criceti quasi tutte le mattine e alternare corsa e camminata come una principiante pur di avere l'impressione di correre

* dell'ansia che genera continuare a vedere gli annunci sponsorizzati su FB del concorso battello a vapore, sapendo che mancano 9 giorni

martedì 20 giugno 2017

quando il buongiorno si vede dal mattino

ogni giorno mi alzo sapendo che prima di uscire di casa devo prepararmi la "schiscetta". che è peggio di dover correre più di una gazzella. [dicesi schiscetta il pranzo al sacco che ti porti in ufficio.]

il giorno migliore è il venerdì, perché mi porto l'avanzo di torta salata della sera prima.
il giorno più disperato è il giovedì, quando vado al supermercato a comprare dell'affettato che metterò dentro a due fette di pane in cassetta confezionato. (cracco mi fa un baffo.)
oggi era il giorno della pasta al sugo + pacchetto di cracker + banana.
ho infilato tutto nella borsa di tela che ho messo come al solito nel cestino della bici.

quando ho parcheggiato la bici mi sono accorta del disastro.
i cracker si sono sbriciolati come solo nella cartella delle scuole elementari.
della banana ho fatto un frappè.
e il contenitore con la pasta si è aperto, lasciando colare il sugo.

il resto della giornata è stato in sintonia.