martedì 21 ottobre 2014

il giorno giusto

sono una 32enne dotata di trucchi. ho un fondotinta e la spugnetta per stenderlo. una matita per colorare le palpebre, un mascara, un lucidalabbra, salviettine struccanti.
solo che non ho un giorno giusto per truccarmi.
non ho mai sentito l'esigenza di impiastricciarmi il viso per sembrare più carina. e anche ora, che mi sembrava una buona idea quella del trucco, ho l'impressione che non ci sia mai l'occasione per farlo.
truccarmi per andare all'ufficio di collocamento alle otto di mattina? nooooo
truccarmi per andare a camminare sul donaukanal? noooooooo
truccarmi per stare in casa a leggere robaccia per avere qualcosa da scrivere sul mio nuovo blog? noooooooo
lo so, c'è gente che si trucca per andare in palestra o a fare la spesa. ma io? quando mi devo truccare?

lunedì 20 ottobre 2014

dal polo all'equatore senza passare dal via

giovedì volerò a milano per il concerto di damien rice.
partirò da vienna dove è prevista pioggia battente e una temperatura percepita di tre gradi e atterrerò a milano dove ci sarà sole splendente e una temperatura massima di diciannove gradi.
in pratica uscirò di casa con ombrello, sciarpa, guanti e scaldaorecchie e una volta atterrata mi metteranno attorno al collo una corona di fiori e un gonnellino di foglie di banano.
il fatto che persino milano si prodighi a ricordarmi che vivo in un posto dove c'è tempo di merda non è incoraggiante.

venerdì 17 ottobre 2014

leggiamo?

ha occhi azzurri e riccioli biondi. sorride e batte le ciglia come un gatto ruffiano. non ha nemmeno due anni ma ha più libri di un professore universitario.
li conosce tutti a memoria.
giulio coniglio, peppa pig, la pimpa, la dottoressa peluche.
ha un vocabolario ricchissimo, ripete qualunque parola, da squisito a scocciato. ma le sue preferite sono: leggiamo. cos'è? ancora.
se ti interrompi durante la lettura lei riempie il silenzio con la parola mancante.
indica tutti gli oggetti disegnati sulla pagina e chiede: cos'è?
tu dici: tavolo, fiori, remo. e lei ripete avoo, oi, emo.
al termine di ogni libro dice ancora, per convincerti a ricominciarlo da capo, e se le proponi di giocare a palla, con i cubetti o altri pupazzetti prende in mano un libro e dice: leggiamo.

mercoledì 15 ottobre 2014

la commessa pallida

nella mia lunga carriera di sciattona oltre a non essermi mai vestita da femmina non mi sono mai truccata. (no, non è vero, mi sono truccata il giorno della mia cresima e anche a quello del matrimonio di mia sorella e sono riuscita a tenere la matita sugli occhi durante quasi tutto il tragitto in macchina verso la laurea dell'altra sorella - erano circa 300 km.)
determinata a dare una svolta alla mancanza di fondotinta sono entrata in un negozio di cosmetici. la commessa, truccata alla moira orfei, mi ha chiesto se potesse aiutarmi, e io mi sono presentata: non mi sono mai truccata nella vita, vorrei iniziare a farlo oggi alla veneranda età di 32 anni due mesi e 13 giorni.
la commessa è sbiancata (si è visto persino sotto lo strato di stucco e blush), si è appoggiata a un espositore per non stramazzare a terra e ha iniziato lo sporco lavoro.
lei: che tipo di pelle ha: secca mista o grassa?
io: non ne ho la più pallida idea.
lei: ma la bb cream la usa?
io: non so di cosa stia parlando
lei: allora iniziamo con un fondotinta liquido (che poi ho acqusitato)
io: vorrei anche qualcosa per gli occhi. una matita azzurra
(mi fa chiudere le palpebre, mi spalma qualcosa di azzurro)
lei: ma perché proprio l'azzurro? le starebbe meglio il verde, o il marrone. potrei darle qualcosa anche per coprire la couperose.
io: cioè dovrei nascondere il fatto che arrossisco?
lei: be', certi difetti della pelle...
io: non penso che dimostrare di provare emozioni sia un difetto della pelle
(mi mostra una matita meno azzurra e più verde acqua, che poi ho acquistato)
lei: per uniformare l'incarnato posso mostrarle questa (mi spalma sul dorso della mano una crema verde - il cui odore non è ancora andato via, nonostante mi sia lavata le mani col sapone tre volte. mi fa confrontare il dorso della mano spalmata con quella della mano non spalmata. non vedo alcuna differenza.)
ci dirigiamo alla cassa con il fondotinta e la matita, pago e la commessa sollevata riprende colore.

venerdì 10 ottobre 2014

c'è vita su marte

questa mattina ho mandato un cv per un posto di lavoro a tempo pieno di scrittura testi per siti web, sede di lavoro reggio emilia.
dopo un paio d'ore ho ricevuto la chiamata dell'azienda che si diceva interessata al mio cv e mi parlava del tipo di impiego e delle condizioni contrattuali ed economiche.
il massimo che potevano offrirmi era un contratto a progetto e uno stipendio di un quarto inferiore al mio primo stipendio di sette anni e mezzo fa, quando mi ero appena laureata e non avevo uno straccio di esperienza di nulla.
qui a vienna quei soldi li prende una cameriera che lavora part-time (per dei datori di lavoro non italiani).
io vorrei davvero tornare in italia. quando sono atterrata a roma mi sono commossa a sentir parlare italiano. ma ha senso tornare a queste condizioni?

giovedì 9 ottobre 2014

viaggio a roma

ho goduto della grande bellezza
ho mangiato squisitezze
ho frequentato la prima lezione di un corso di scrittura deludente e affollatissimo
mi sono fatta coccolare da 3 amiche
ho parlato un sacco
ho pianto due volte
ho camminato molto
ho riso
ho comprato due vestiti da femmina e le mie prime calze autoreggenti

lunedì 29 settembre 2014

diario sonoro di una vacanza


siamo tornati da quasi due settimane dalla nostra vacanza in cui tutto è stato non meno che perfetto.
sole caldo.
mare azzurrissimo.
cibo gustoso.
albergo pulito.
i costumi sono ancora in un sacchetto, abbandonato in bagno, in attesa di essere lavati. e anche la mia vita tutta intera sembra essere rimasta lì, in quel sacchetto, in attesa che mi decida a tirarla fuori e a farne qualcosa.

lunedì 8 settembre 2014

epic fail pre vacanziero

volevo comprare un po' di occorrente per la vacanza, per entrare nel mood e non trovarci totalmente impreparati sotto il sole e di fronte al mare.
ho girato un po' di negozi, e alla fine ho trovato due costumi per me e uno per il matematico.
quello per il matematico è troppo piccolo, ma è tardi per cambiarlo, e forse, dato che era un articolo in saldo non lo cambieranno comunque.
uno dei due che ho preso per me ha suscitato nel matematico la seguente reazione: "fa schifo e ti sta malissimo".
teli da mare non ne ho trovati.
ma domani si parte e chissenefrega.

sabato 6 settembre 2014

quasi vacanza e noi no

domani sarà il mio ultimo giorno di lavoro. so che non si dicono le parolacce, ma mi sono proprio rotta il cazzo, e anche se mi mancano solo 8 ore di tormento mi sembra di non potercela fare.
martedì partiremo per il mare.
non abbiamo un costume da bagno in due.
non abbiamo un telo da spiaggia in due.
non abbiamo una crema solare in due.
contiamo di recuperare lunedì, sperando che non ci sia solo la moda autunno inverno ad accoglierci, altrimenti siamo fregati.
io è dal 2003 che non faccio un bagno in mare. nel 2008 avevo solo inzuppato i piedi nell'oceano pacifico. tra i due eventi sono andata una volta in piscina e c'era anche il matematico.
per entrambi è stata l'ultima volta che ci ha visti in costume.
quello che sarà di me dopo questa vacanza non è dato sapere. e paradossalmente ci penso pochissimo.

giovedì 28 agosto 2014

sono una che si è licenziata.

sono una che pesa meno di 50 chili.

sono una che le ossa affiorano dalla carne come scogli quando si ritira la marea.

sono una che dopo 5 anni, forse, se tutto va bene, farà una vancaza. (l'ultima è stato un weekend a lisbona nel 2009.)

sono una che si interessa di libri autopubblicati.

sono una che scarica gli incipit dei più venduti di amazon e le viene il mal di pancia a leggere frasi di questo tipo: "La testa mi martellava, avevo bisogno di un caffè, così mi alzai e riuscii a trovare, nel campo di battaglia che era la mia cucina, una moca del caffè ancora commestibile" (pensavo che la gente usasse la moca per farsi il caffè, ma io non bevo caffè e forse le moche si mangiano...)

sono una che legge le recensioni dei libri autopubblicati più venduti su amazon e si sofferma su frasi come: "Un'altro protagonista uomo che fa sognare noi donne, Andrea, bello da far paura militare, ..." e si chiede come sia la paura militare e come si fa a scrivere un altro con l'apostrofo senza provare dolore fisico.

sono una che manda cv a caso, ma tutti in italia.

sono una che odia vienna.

sono una che cancellerebbe gli ultimi quattro anni.

sono una che non ce la fa più.

sono una che vuole disperatamente andarsene da qui.

sono una che da mesi, appena si sveglia, a volte piange al pensiero di doversi alzare.

sono una che odia le telefonate

sono una che adora le email

sono una che scriverebbe lunghe email a tutti, tutti i giorni, se solo non fosse così triste e la tristezza non le togliesse le cose belle da dire

sono una che vorrebbe solo essere meno infelice di così

sono una che non vede l'ora di andare al mare.

sono una che vi chiede di cliccare qui e poi su "vota". qualcuno l'ha già fatto.

venerdì 25 luglio 2014

sono una che

sono una che nonostante tutto continua a scrivere.
ho scritto un racconto su perché amo scrivere ed ha colpito nel segno: sono stata ammessa al corso di scrittura creativa organizzato da rai eri "il libro che non c'è".

e poi ho scritto questa lettera racconto per partecipare a un concorso indetto dalla rivista "donna moderna".
lo trovate qui sotto, se vi piace potete votarlo sul sito (non è richiesta registrazione), e condividere il link sui vari social network.


Lettera d'addio ad Amore

Sei in un luogo fragile. Un luogo di sussurri, di camici appositi e copriscarpe speciali. Ed è in questo luogo pieno di precauzioni che vengo a trovarti, Amore. Sono venuta qui da te anche oggi, a guardare le tue palpebre chiuse, il tuo corpo immobile collegato a tubi e cavi.
Se non fosse per i monitor che dicono che il tuo cuore batte, che i tuoi polmoni respirano ancora, che dentro il tuo corpo fermo c'è ancora vita, penserei che sei morto. 



giovedì 10 luglio 2014

sono una che

si sente dire che sembra
ernst
boese
nicht gut gelaunt


mercoledì 2 luglio 2014

sono una che ha un fidanzato con il blog

dopo essere stata guardata per anni con sospetto dal matematico per il fatto di avere un blog... ora è il matematico stesso ad averne aperto uno suo.
si chiama cantor on the shore (cantor sulla spiaggia - fa eco a "kafka sulla spiaggia" un romanzo di murakami) è in inglese perché a lui piace essere snob, e non è pieno di palle intimiste come il mio, perché lui è una persona seria, ma con senso dell'ironia.

lunedì 30 giugno 2014

sono una che non sa cosa sia normale

al bar

c: vorrei un caffè
d: come lo vuole? espresso, cappucino, caffelatte, macchiato, lungo
c: un caffè normale

davanti al banco dei gelati

c: fragola e cioccolato
d: dove, signora, nel cono o nella coppetta?
c: cono
d: che cono vuole? (davanti a c, un espositore con 6 tipi diversi di cono, da 2 euro e venti piccolo e di wafer, 2 euro e cinquanta più grande e biscottoso, due euro e ottanta con la base piatta, due euro e novanta con il cioccolato e la granella di nocciola sul bordo, tre euro a forma di fiore, tre euro e cinquanta molto grande)
c: un cono normale

ora, a questa gente vorrei chiedere, cazzo vuol dire "normale", tutti i caffè sono normali e tutti i coni sono normali. dov'è la normalità? io non lo so.
soprattutto quando vieni da un posto diverso, è impossibile stabilire cosa sia normale.
per me non era normale vedere gente bere cappuccino alle otto di sera, dopo aver mangiato una pizza. adesso è normale.

questa gente, che chiede cose normali, possibile che creda che esistano davvero?
tutto è normale e tutto allo stesso tempo è strano.

ma io, sono normale? perché quando mi confronto con questa gente piene di certezze sulla normalità, mi sento molto strana...

giovedì 19 giugno 2014

sono una che

sono una che ha preso un sacchetto della spazzatura, l'ha riempito di magliette, felpe, pantaloni talmente stracciati che anche la peggiore associazione umanitaria si sarebbe vergognata di distribuire ai poveri, e l'ha buttato nel bidone della raccolta indifferenziata.

sono una che per distogliere l'attenzione dai capelli molto spettinati indossa magliette molto scollate

sono una che compra scarpe da uomo perché porta il 42

sono una che tutte le mattine guarda i libri in offerta lampo kindle e non ne compra mai nessuno

sono una che si dimentica a casa la schiscetta

sono una che odia tutte le cose da femmina (truccarsi, vestirsi bene, indossare scarpe col tacco, depilarsi, farsi la piega ai capelli, spalmarsi la crema per il corpo, mettere lo smalto)

sono una che adora dormire, che dorme come un sasso quasi sempre, che pensa che le ore passate a dormire siano migliori di quelle passate a vivere

sono una che soffre di mal di testa da pochissimi mesi, e ancora non se ne capacita, avendo vissuto la bellezza di 31 anni libera da questo comune tormento

sono una che sta per compiere 32 anni e che fino a 5 anni fa pensava che a 32 anni si fosse già vecchi, e pieni di certezze e solidi e maturi, e invece ora che i 32 anni sono lì, davanti a lei, si sente effettivamente già vecchia ma senza certezze e fragile e totalmente immatura e ha voglia di piangere

sono una che ha comprato due magliette e una felpa bellissime che le stanno benissimo e si è sentita un po' felice, e subito dopo un po' scema per essersi sentita un po' felice per delle stupide magliette, seppure bellissime che le stanno benissimo

sono una che non è capace di essere felice di niente, che trova motivi per essere infelice anche delle cose felici

sono una che ha smesso di fare gli esercizi per il culo dopo un mese

sono una che ha smesso di leggere "i demoni" perché a un terzo del libro ancora non era successo niente

mercoledì 11 giugno 2014

sono una che

sono una che si sta facendo crescere i capelli
sono una che si sente pronta per la prova costume (forse solo perché è certa che non ne indosserà uno nemmeno quest'anno)
sono una che si annoia facilmente
sono una che ha le mani screpolate
sono una che mangia almeno uno yogurt al giorno
sono una che da più di un mese fa gli esercizi per tonificare i glutei seguendo un video di youtube
sono una che ha distrutto un paio di scarpe della fila nuove in meno di due mesi
sono una che al mare da piccola si scottava sempre
sono una che odia i capelli corti che crescono perché non stanno mai in nessun modo
sono una che si dimentica di mettere la crema per le mani
sono una che sorride poco, raramente, non abbastanza

venerdì 6 giugno 2014

sono una che non scrive più sul blog

credo sia la prima volta che lascio passare un mese tra un post e l'altro.
ma non c'è nella mia vita, vita che voglia o possa essere raccontata.
solo, ieri, al panificio mi hanno regalato un panino caldo, appena sfornato, fragrante e profumato come il pane che ho mangiato qui non è mai stato.
il resto, invece, è un training per il superamento della frustrazione.
per tutte le cose, piccole e grandi, che non vanno come vorrei.

mercoledì 7 maggio 2014

sono una che si tinge i capelli

pensavo che la saga dei capelli colorati fosse finita. invece è appena iniziata.
come sapete a dicembre ho provato a farmi i capelli blu. sono usciti turchesi, per cui a gennaio con una tinta fatta in casa ho rimediato, riuscendo. a marzo, in vista della stagione del lavoro retribuito fuori casa, sono corsa dalla parrucchiera che, per coprire lo scempio, ha dovuto asfaltarmi.
a due mesi di distanza quella tinta è completamente sbiadita e io mi sono ritrovata ad avere i capelli verdi. vi giuro, alla luce bianca dell'ascensore erano davvero verdissimi. sotto una luce normale erano solo brutti, di un colore spento non definibile.
per cui sono tornata dalla parrucchiera, che questa volta mi ha tinto di castano ramato. molto rame e poco castano, sembra che abbia i capelli rossi.
e ho capito che dal tunnel dei capelli tinti non uscirò mai più.
mi è stato chiaro una sera, quando allo specchio, guardando sconfortata la mia chioma ingestibile e dal sinistro riflesso verdastro, ho trovato un capello con 4 o 5 centimetri di ricrescita bianchissima. era un capello metà bianco e metà scuro. e spulciando ho trovato nuclei di canuti rivoltosi pronti a impossessarsi di tutta la mia testa. e io ho capito che con i miei capelli bianchi non ci sarà mai modo di far pace o trovare un accordo.
quindi ora sono una che si tinge i capelli. lo sono diventata a mia insaputa.

mercoledì 30 aprile 2014

surrogati e non

quando vivi altrove, ti mancano molte cose e ne guadagni molte altre, inizi ad accontentarti di surrogati e ti accorgi, invece, di aver vissuto con dei surrogati che pensavi fossero prodotti di prima qualità.
per la categoria "accontentarsi dei surrogati"
l'ebook reader al posto di biblioteche e librerie.
la chiamata skype al posto della passeggiata o della cena con l'amica.
i semmel secchi e gommosi al posto del pane profumato e fragrante del panificio.
gli affettati in vaschetta al posto del prosciutto crudo san daniele affettato al momento, bello sottile, e incartato per bene.
...

per la categoria "essersi accontentati dei surrogati"
mezzi pubblici puntuali che funzionano, al posto dei carri bestiame targati trenitalia
tempi brevi per cure mediche per lo più coperte dall'assicurazione sanitaria, al posto di tempi di attesa biblici per una visita oculistica
spazi verdi curati, ampi, sicuri, attrezzati, diffusi al posto del cemento ovunque
il donaukanal lungo cui fare interminabili passeggiate
...

questa riflessione è nata ieri, quando ho provato una nuova gelateria italiana aperta da poco. è l'unica gelateria a vienna in cui ogni gusto di gelato ha una sua paletta e non, come capita sempre, una paletta per tutte le vaschette, per cui nella fragola c'è un po' di limone, un po' di cioccolato, un po' di vaniglia, e nel pistacchio un po' di nocciola, un po' di lampone, un po' di amarena e via di seguito.
il gelato è cremosissimo, buono davvero. ricorda moltissimo grom.
e mi sono resa conto che quello che ho fino a ora considerato un buon gelato a vienna, non era altro che un surrogato di qualità decente, ma pur sempre un surrogato. una pallida imitazione del vero gelato.

giovedì 24 aprile 2014

crisi di mezza età

il matematico va a correre, tre volte alla settimana, nel parco vicino casa. si alza, si mette la tuta e va. poi torna, tutto sudato, e si fa la doccia. arriva al tavolo di colazione e dice "come mi sento bene". io ho ripreso a stirare, dopo cinque anni che non lo facevo. ho tirato fuori l'asse da stiro che c'era dietro l'armadio, resto lasciato dall'inquilino precedente, ho comprato un ferro, il più economico, e stiro. per ora solo i vestiti che uso per il lavoro e poco altro. stiamo invecchiando, e lo stiamo facendo male.


nota di servizio: ho scritto questo
se lo leggete e mettete mi piace e commentate mi fate sentire meno sola e meno scema. grazie.