domenica 6 aprile 2014


da quando ho iniziato a lavorare mi sembra di non avere più una vita. mi sembra anche di non essere più io e faccio molta fatica a tenermi insieme. ma questo non c'entra tanto col lavoro. oggi finalmente avevo giorno libero e sono andata a vedere una mostra fotografica di Andreas H. Bitesnich alla kunst haus. mi è piaciuta moltissimo. la mia foto preferita tra quelle esposte è quella qui sopra. e io mi sento così, un corpo nudo, esposto.

giovedì 27 marzo 2014

controparte

il romanzo che ho scritto sta partecipando al concorso "io scrittore". l'idea è che chi partecipa valuta gli altri partecipanti. così, qualcuno là fuori sta leggendo me, e io mi ritrovo a leggere quindici di loro. (in questa prima fase si valutano solo gli incipit di al massimo 50.000 battute)
è una cosa deprimente. il solo pensiero di leggere un altro di quegli incipit mi mette sconforto. sono noiosssimi. è come se a quelle storie mancasse... una storia da raccontare. come se fossero frasi di senso (abbastanza) compiuto messe una in fila all'altra ma senza sapere bene il perché.
tra meno di un mese devo averli letti e recensiti tutti.
in un mese ne ho iniziati sette e recensiti tre. dei quattro un po' letti e non recensiti: uno non è un romanzo ma una sceneggiatura e non è scritta in italiano ma in dialetto. uno è una specie di prologo fantasy (sbadiglio). uno è melensissimo (nausea). e uno è solo un po' inconcludente.
come controparte al mio sforzo di leggere questa robaccia, il 23 aprile, se tutto va bene, avrò 15 feedback all'incipit del mio romanzo.

giovedì 13 marzo 2014

missione compiuta

dato che l'unica buona ragione per evitare la scuola dei disoccupati era avere un lavoro, mi sono trovata un lavoro. e quindi la scuola ha funzionato per sfinimento.
ora sono stanca morta e ho un gran mal di schiena. ma tutto bene.
e se vi chiedete che lavoro sia... è un lavoro che avrei potuto fare anche senza la licenza media.
ma non è poi così male.

martedì 4 marzo 2014

caccia al tesoro

trovare un parrucchiere aperto il lunedì è difficile quasi quanto trovare la pentola piena di monete d'oro alla fine dell'arcobaleno.
e dato che i parrucchieri aperti il lunedì sono rari come i giorni di sole, da queste parti, è ovvio che siano tutti pieni, ed è evidente che se trovi un parrucchiere aperto di lunedì e vuoto, il risultato sarà pessimo.
tuttavia non ci sono alternative, andare a un colloquio di lavoro con i capelli blu è come non andarci. se hai i capelli blu pensano che sei una ventenne cretina e irresponsabile e ti danno del tu anche se hai trent'anni suonati e quando avevi i capelli normali ti chiamavano "signora".
e quindi ieri sono tornata normale, o quasi.
la parrucchiera aveva un maglioncino azzurro meraviglioso e mi ha fatto un massaggio alla testa che sembrava una dichiarazione d'amore. la mia identità sessuale ha seriamente vacillato per qualche minuto.
mi hanno messo in testa un castano scurissimo, cui hanno aggiunto dei riflessi ramati per farlo sembrare meno brutto.
ora sembra che abbia la testa asfaltata.
però se non mi danno il lavoro mi arrabbio!
rivoglio i miei capelli blu!

domenica 2 marzo 2014

più e meno

la cosa positiva è che febbraio è finito.
le scadenze sono state rispettate e io finalmente tiro il fiato.
ho iniziato il puzzle da 1500 pezzi che mi aspettava da due mesi (e mi sono accorta che per farcelo stare mi mancano 5 cm di tavolo in altezza e 0,5 cm in lunghezza).
è arrivato un po' di sole (questo sconosciuto) e le temperaure sono finalmente a due cifre e sopra lo zero, contemporanemente (giubilo!).
domani ho un colloquio di lavoro (così ho un buon motivo per saltare la scuola dei disoccupati)

le cose negative sono che domani vado a tingermi i capelli di un colore normale (in vista del colloquio)
che ci sono altre due settimane intere di scuola dei disoccupati
che il matematico ricomincia la tournée di diffusione del sapere matematico (e mi lascia ancora da sola)


a prima vista le cose positive sono più di quelle negative.

lunedì 24 febbraio 2014

non vedo l'ora

domani pomeriggio, alla scuola per disoccupati, andremo per tre ore in aula computer e impareremo a mandare un'email e anche ad allegarci un file.
non vedo l'ora!
la scorsa settimana, invece, abbiamo imparato ad aprire un file word, a scriverci dentro e ad allineare il testo a destra senza fare tutti gli spazietti.
non invidiatemi troppo, mi raccomando.

sabato 22 febbraio 2014

esaurita

ho sei giorni per fare tutto.
poi dal primo marzo, se sopravvivo, mi riposo, più o meno. e magari faccio anche il puzzle da mille e cinquecento pezzi che ho comprato due mesi fa.
entro fine mese devo consegnare un lavoro, caricare i file con il romanzo per il concorso ioscrittore (magari anche aggiungere la scena che mi ronza in testa, e rileggerlo tutto), candidarmi per due posizioni ambitissime, così ambite che immagino riceveranno 400 cv e il mio neanche sapranno di averlo avuto tra le mani. il tutto frequentando la scuola per disoccupati ogni pomeriggio, andando a colloqui di lavoro, e ricordandomi di mangiare, lavarmi e respirare.

sabato 15 febbraio 2014

pimp my cv

l'ufficio di collocamento mi ha regalato un corso per disoccupati di tre ore al giorno, per cinque giorni a settimana, per cinque settimane con lo scopo di meglio inserirmi nel mondo del lavoro.
il risultato è che durante la settimana appena trascorsa, per 15 ore, noi 11 disoccupati ci siamo sentiti dire: il nostro obiettivo sarebbe di trovarvi un lavoro. ma la situazione è quella che è. non è come ai tempi dello scellino, non è facile trovare un lavoro decente di questi tempi.
eh, grazie.
immaginatevi come sono tornata a casa entusiasta e fiduciosa. è solo perché tra la fermata metro e casa non c'è un ponte che sono qui a scrivere.
al termine della prima settimana di corso il risultato più eclatante è che hanno giocato a pimpami il cv. non so se avete presente "pimp my wheels" quel programma di mtv in cui prendono una qualsiasi macchina scassatissima e la rimettono a nuovo che sembra una ferrari appena uscita dalla concessionaria.
ecco, hanno preso il mio cv e l'hanno tirato a lucido.
ora dal mio lebenslauf risulta che dal 2011 al 2012 ho lavorato al roberto saviano della ristorazione. in realtà ci ho lavorato per tre mesi a cavallo dei due anni.
risulta che ho frequentato la scuola holden per otto anni, quando in realtà, nell'arco di otto anni ho frequentato 4 o 5 diversi corsi di scrittura di al massimo 20 ore ciascuno.
risulta anche che il mio tedesco è ausgezeichnet (meraviglioso), così meraviglioso che per scrivere ausgezeichnet giusto devo guardare nel vocabolario.
dopo avermi così lustrato il cv ci è stato detto: l'importante è che non scriviate bugie nel curriculum.
quindi il segreto è: fatevi scrivere il cv da altri. se ci scrivono dentro cazzate non è colpa vostra.
(e davanti a me si stendono altre quattro settimane di corso...)

martedì 28 gennaio 2014

cose

Foto: blue monday! finally
sto rispettando i miei obiettivi quotidiani di scrittura, camminando e ora ho anche i capelli blu.
è arrivato molto freddo e un po' di neve. ci sono le macchine con i segni di neve rubata sui cofani.
leggo molto.
resto per la maggior parte del giorno da sola, disconnessa da internet.
non succede molto, se non nelle pagine che sto scrivendo. è bello e fa paura.

lunedì 20 gennaio 2014

internet-dipendenza

se fosse per me passerei tutta la giornata a cazzeggiare su internet. spesso lo faccio. ho perso giornate intere giocando a candy crush. se avessi riversato le stesse energie in altro, ora parlerei fluentemente il tedesco, o avrei un fisico tonico e scolpito, o sarei una prolifica romanziera. forse persino tutte e tre le cose insieme!
per riuscire a scrivere il mio romanzo, quindi, ho bisogno di essere disconnessa. e per essere disconnessa chiedo al matematico di portarsi in ufficio il cavo di alimentazione del modem. sì, lo so, è un rimedio estremo, ma io sono drogata, internet-dipendente a livelli da ricovero. e quindi.
per quattro giorni ha funzionato. senza connessione dalle nove di mattina alle sei di sera ho scritto moltissimo. ho sempre raggiunto l'obiettivo quotidiano, ho letto due romanzi, ho camminato, ho persino fatto dei riposini pomeridiani. e mi sono resa conto che è fantastico. che non c'è nessun bisogno di leggere le email un secondo dopo che sono state spedite, che non c'è nessuna fretta di avventarsi sui messaggi di stato degli amici di fb in tempo reale. un paio d'ore la sera sono più che sufficienti per tenersi aggiornati su tutto.
oggi, però, verso le cinque, ho avuto la malaugurata idea di cercare delle connessioni non protette. non ne avevo mai trovate prima, ero sicura che non ne avrei trovate nemmeno oggi.
invece.
invece una l'ho trovata. e ora la stesura del mio romanzo è di nuovo a repentaglio.

martedì 14 gennaio 2014

termini di paragone

c'è una città in norvegia che si chiama Tromsø. ci abitano quasi 70.000 persone. oggi in quella ridente cittadina norvegese avranno una temperatura massima di -13 gradi e vedranno la luce, una luce crepuscolare, per 65 miseri minuti. il 21 gennaio festeggeranno il giorno del sole, cioè, dopo mesi, lo vedranno di nuovo sorgere sopra l'orizzonte.
ecco, diciamo che ora vienna, con la sua massima di 7 gradi e le sue quasi 9 ore di luce, sembra un posto meraviglioso in cui vivere.

sabato 11 gennaio 2014

il colore scema - o color scema

avere i capelli di un colore eccentrico è stupido e imbarazzante. così stupido e imbarazzante che, quando esco di casa, spesso lo faccio col cappuccio tirato sulla testa.
l'imbarazzo è dato dal fatto che i miei capelli, a dispetto della foto che li fa sembrare azzurri, sono verdi e per la maggior parte del tempo sporchissimi. perché ogni volta che li lavo il colore se ne va e mi lascia sempre più gialla e quando sarò gialla dovrò prendere una decisione. le alternative sono: tentare di diventare azzurra, o farmeli tingere del mio colore e amen. solo che per farmeli tingere del mio colore devo avere una ricrescita sufficiente per far capire alla parrucchiera di che colore si sta parlando.
quindi non mi resta altro da fare che resistere con i capelli verdi.

venerdì 10 gennaio 2014

passi e parole

ho ricominciato a scrivere. se niente ha senso, tanto vale scrivere il romanzo che ho sempre rimandato di scrivere. se è tutto sbagliato e non c'è modo di essere felici, tanto vale perdere tempo con parole che forse a nessuno importerà leggere.
mi sono data come obiettivo un romanzo di 180.000 battute entro il 26 febbraio, data ultima per partecipare al concorso "io scrittore".
l'obiettivo giornaliero è di 4.000 battute al giorno. al momento ne ho circa 49.000. meno di un terzo, più di un quarto.
ho anche iniziato a fare dell'attività fisica per avere un "culetto perfetto", che significa più che altro tentare di contrastare lo strato di cellulite che rende il mio lato B floscio e inguardabile.
i due obiettivi si sono intrecciati, al punto che non ci sono parole senza passi, e non ci sono passi senza parole.

martedì 31 dicembre 2013

#sfangarla 2013

odio tutte le ricorrenze. dal compleanno mio (e degli altri) in giù, (e in su).
tuttavia trovo l'hashtag di elena stacanelli un modo abbastanza sopportabile di superare l'ennesima ricorrrenza. per cui

anche quest'anno non mi sono iscritta in palestra
anche quest'anno non ho scritto un romanzo decente
anche quest'anno ho scritto sul blog
anche quest'anno ho comprato magliette azzurropillin tutte uguali
anche quest'anno non sono andata in vacanza
anche quest'anno ho letto meno dell'anno precedente
anche quest'anno non ho mai preso in mano un ferro da stiro
anche quest'anno ho odiato l'inverno e il freddo e la pioggia e il cielo grigio
anche quest'anno non ho letto il cacciatore di aquiloni
anche quest'anno ho letto, scritto e parlato pochissimo tedesco
anche quest'anno ho guardato il bagno di casa mia, lercio, e ho pensato che mia madre sarebbe inorridita
anche quest'anno non ho sentito il ticchettio dell'orologio biologico
anche quest'anno ho fatto cazzate, e pianto, senza rimpiangere le cazzate fatte.
anche quest'anno ho detto al matematico che dovevamo lasciarci
anche quest'anno ho sempre scritto perché con l'accento giusto
anche quest'anno mi sono arrabbiata per ogni perchè
anche quest'anno ho passato molto più tempo su internet che nella vita
anche quest'anno ho comprato libri che non ho ancora letto
anche quest'anno ho creduto che avrei scritto un romanzo bellissimo
anche quest'anno mi sono persa a vienna
anche quest'anno ho preso in considerazione il suicidio come unica via percorribile
anche quest'anno non ho bevuto né fumato
anche quest'anno non mi sono messa in costume
anche quest'anno ho scritto email torrenziali più utili di una psicoterapia
anche quest'anno sono stata io, sono stata me

e voi? che anche quest'anno avete? (anche se ormai era l'anno scorso)

sabato 28 dicembre 2013

epic fail

volevo i capelli azzurropillin.
mi sembrava una tappa obbligata del percorso verso il diventare un colore, il mio colore. cioè... azzurropillin.
sono quindi andata dalla parrucchiera con quel preciso intento.
sfortunatamente la mia parrucchiera, pur essendo stata istruita sul colore desiderato, ha pensato che un colore simile andasse bene lo stesso. che l'obiettivo fosse avere in testa un colore eccentrico qualunque. quando ho visto la tintura ho subito detto che era "troppo verde". ma lei ha detto di non guardare la confezione.
alla fine dopo due ore di bruciante decolorazione e mezz'ora con la tintura troppo verde sono diventata non azzurropillin, né blu, ma color lamù.
che di per sé non è un brutto colore. ma non è il colore che volevo avere in testa. e non ha nessun senso che io l'abbia in testa e sono molto triste. perché sono scema senza essere azzurropillin.

domenica 22 dicembre 2013

il lato positivo (del natale - in italia - con i tuoi)

è la totale deresponsabilizzazione. non sì è più adulti ma figli. e...
la biancheria si lava, si stende e ritorna nel cassetto da sola.
il frigo si riempie in autonomia.
i cibi si cucinano e compongono in ottime pietanze come al ristorante.
la tavola si apparecchia e si sparecchia per conto suo.
i piatti si lavano da sé e da sé ritornano nella credenza.
le massime preoccupazioni sono respirare, lavarsi, vestirsi.
e trovare la ricetta di un dolce da preparare per il pranzo di natale.

domenica 8 dicembre 2013

a matita

e poi arriva un giorno in cui ti dici: da oggi è tutto diverso.
da oggi sono a dieta.
da oggi vado a correre tutti i giorni.
da oggi non mangio più dolci.
da oggi scrivo 5.000 battute al giorno.
da oggi non fumo più.
da oggi non bevo più alcolici.
da oggi non compro più vestiti/gioielli/libri/giocattolini tecnologici (a seconda di quale sia il settore merceologico che ci prosciuga le finanze)
sono giorni drastici, in cui l'inevitabilità di quella decisione ci sembra lampante. una necessità. un modo per salvarsi, per mettersi al riparo da se stessi.
sono giorni in cui tracciamo una linea.
eppure, per quanto quella decisione sia necessaria, è difficilissimo mantenerle fede. viene da dire, sarà poi così grave se la dieta la inizio domani? se mangio quest'unico cioccolatino? se do fondo a questa bottiglia di vino già iniziata? se chiedo a un passante una sigaretta?
ci sono giorni in cui tracciamo una linea. ed è una linea tracciata a matita. basterebbe nulla per cancellarla, per lasciar perdere, per rimandare a domani, per tornare indietro e far finta di niente, che non siano poi così gravi quei chili in più, quella tosse fastidiosa, quel fegato ingrossato, quel conto in rosso.
è difficile, difficilissimo, prendere sul serio quella linea. così sottile.
eppure è l'unico modo per salvarsi da se stessi.

martedì 3 dicembre 2013

capelli bianchi

non ho mai avuto un buon rapporto con i miei capelli bianchi.
appena ne avvistavo uno mi premuravo a isolarlo e a strapparlo.
e quello che ho scoperto, passando intere mezz'ore davanti allo specchio del bagno, è che i capelli bianchi non sono come gli altri. hanno una consistenza diversa, sembrano fili di nylon trasparenti che una volta lasciati cadere sul lavandino si mimetizzano completamente nel suo bianco.
ora i capelli bianchi sono diventati così numerosi, e così oscenamente visibili, che non è più possibile strapparli. (anche perché spesso, insieme al capello incriminato, vengono sacrificati anche degli altri capelli innocenti)
quello che non capisco è perché in testa agli altri mi sembrino perfettamente normali e accettabili e sulla mia no.
ma me ne farò una ragione, spero.


sabato 30 novembre 2013

workout

l'idea di fare fatica per sembrare figa e tonica non mi è mai passata per la testa.
succede però che i dieci giorni passati nel letto da moribonda hanno trasformato il mio culo e le mie cosce, già non propriamente torniti e sodi, in terreno fertile per una cellulite in gran forma.
persino il mio scarsissimo amor proprio ha gridato allo scempio. era quindi necessario fare qualcosa. ma cosa?
piscina? no, non mi metto in costume da dieci anni e non ho intenzione di ricominciare nella promiscuità dei bagni austriaci.
palestra? no, troppo pigra. la palestra dei criceti, l'unica vicino casa, l'avevo già provata e ne ero scappata a gambe levate.
certo, ci sono le mie lunghe passeggiate sul donaukanal. ma non bastano. non più.
mentre mi arrovellavo sulla questione si è palesato provvidenzialmente sulla mia bacheca fb questo video, della durata di 37 minuti.

l'amica che l'aveva postato dichiarava di essere arrivata in fondo (per miracolo). incoraggiata da questo messaggio mi sono detta "proviamo".
ho fatto partire il video ed ho iniziato a ripetere i movimenti suggeriti. si parte con degli esercizi di riscaldamento che hanno l'unico scopo di evitare "injuries". arrivata al minuto sette, cioè ancora prima che iniziasse il training vero e proprio, ero già sudata e senza fiato. ho chiuso il video e sono tornata sul divano. il giorno dopo mi faceva male tutto.
la mia lotta alla cellulite finisce qui. e poco male, dato che il video serve a tonificare gli addominali.

giovedì 28 novembre 2013

capelli

lo sanno tutti che quando una donna cambia completamente taglio di capelli... è perché le è successo qualcosa.
io dopo l'operazione volevo farmi rasare a zero. era di venerdì, avevo già preparato la scusa per convincere la parrucchiera, "sa, la prossima settimana inizio la chemioterapia". guardandomi ci avrebbe creduto di sicuro, i miei cinquanta chili da bagnata, il mio pallore lunare.
poi quel venerdì ero così stanca che non ho trovato le forze per vestirmi, scendere le scale, attraversare la strada e farlo sul serio.
però alla fine i capelli li ho tagliati davvero. corti. non a zero perché il lunedì in cui sono andata dalla parrucchiera non mi odiavo tanto come mi odiavo il venerdì in cui mi sarei voluta rasare.
ora, però, questi capelli corti, li voglio anche azzurropillin.

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