lunedì 5 novembre 2018

numero per le emergenze


il matematico dice di essere affetto dalla "wanderlust": il desiderio insopprimibile di girare il mondo e vedere posti nuovi (= passare ore nei musei a leggere ogni minima didascalia fino all'ultima parola; scofanarsi di cibo nei migliori ristoranti; fotografare oggetti, panorami, piante, animali, statue, corsi d'acqua, palazzi, tombini, finestre, camere d'albergo, bagni pubblici, panchine, frutti esotici; registrare suoni...)
coniugare la wanderlust con l'essere matematico è un gioco da ragazzi: è pieno di convegni in giro per il mondo. è fingendo di essere interessatissimo a questi concentrati di sapienza (durante i quali per lo più dorme distrutto dal jet lag o dal meat coma) che lui viaggia. negli ultimi anni è andato in scozia, svezia, spagna, polonia, olanda, ungheria, stati uniti - sia costa est sia costa ovest - cina, giappone, singapore...

domenica il matematico è partito per il giappone - kyoto - dicendo "ho lasciato il tuo numero in caso di emergenza".
appena atterrato sul suolo nipponico, il soggetto affetto da wanderlust ha confermato di essere giunto sano e salvo. poi non si è più fatto vivo per quasi 24 ore.
la buona notizia è che nello stesso lasso di tempo non si sono fatti vivi nemmeno quelli a cui ha lasciato il mio numero in caso di emergenza.

martedì 30 ottobre 2018

tante, troppe, tutte le cose che mi sento di consigliare



in questo autunno, che fino a qualche fa somigliava molto all'estate, cerco di rimettere insieme i pezzi, di trovare un equilibrio più stabile, di ritagliarmi dei momenti di silenzio e tranquillità per fare le cose che amo e che mi danno soddisfazione.
sto cercando di capire più chiaramente che persona voglio essere, quale contributo voglio dare.
a volte penso: siamo così tanti nel mondo, ci sono così tante persone piene di talento, di energia positiva, di idee... non è che forse il mio ruolo è quello di restare in un angolo in silenzio per non aggiungere rumore di fondo e permettere di brillare a queste persone davvero capaci?
se rifletto su quello che credo essere il mio talento non esiterei a dire che so scrivere, potrei scrivere degli altri romanzi, mi dico. poi entro in libreria o in biblioteca e mi chiedo: che bisogno c'è che io scriva? se anche tutte le case editrici del mondo smettessero di pubblicare domani avremo da leggere tutti per l'eternità, e in italia, data la quantità di non lettori, avremo da leggere di più ancora.
sì, lo so che sono unica, che solo io ho vissuto quello che ho vissuto, che la mia voce, il mio stile, le storie che posso raccontare sono uniche, ma allo stesso tempo il valore della letteratura non è proprio quello di essere universale, nella capacità di raccontare gioia/dolore/paura/amore/vita/morte e quindi di argomenti di cui può scrivere chiunque?


a questo processo di ridefinizione hanno contribuito (e stanno contribuendo) diverse cose/persone. provo a farne un elenco per categorie da cui spero anche voi possiate attingere spunti interessanti (googlando perché non vi metterò i link)

libri:

* the one thing: spiega come fare a scegliere un obiettivo e a raggiungerlo senza permettere a tutto il resto di distrarci da quell'unica cosa che ci interessa
* 365 days with self-discipline: una citazione al giorno per un anno su cui l'autore riflette e fa riflettere per essere motivati a rinunciare a piaceri effimeri e immediati con l'obiettivo di raggiungere obiettivi a lungo termine (es: rinuncio a scofanarmi di dolci ogni due per tre, per essere più in salute a lungo termine)
newsletter:

* quella di zandegù (ogni giovedì): è sempre ironica, sincera e molto vera. parla con schiettezza delle paure, dei dubbi, della fatica che si fa a essere piccoli imprenditori
* quella di ivan rachieli (di venerdì): è molto autentica, introspettiva, a tratti malinconica e scritta benissimo. 
* quella di james clear: è un esperto di "abitudini", insegna come far diventare facile una qualsiasi abitudine che all'inizio sembra impossibile far diventare tale, come andare a correre regolarmente, mangiare sano, esercitarsi tutti i giorni per imparare una nuova lingua o a suonare uno strumento musicale.
quando ci si iscrive alla sua newsletter regala un pdf sulla creatività che è quanto di più utile e interessante abbia letto negli ultimi mesi.
* quella di intelligent tuesday (ogni martedì): invia dei link super interessanti in cui si parla di crescita personale e vari argomenti. credo sia proprio questa newsletter che mi ha fatto scoprire james clear 
* quella di stefania crepaldi (ogni sabato): dà degli spunti utili per la scrittura in modo chiaro e competente
* quella di ilda - i libri degli altri (ogni sabato): raccoglie articoli sull'editoria, bandi di concorso per racconti o romanzi, fiere del libro in corso...
* pillole di business di massimo martinini (ogni giorno): manda riflessioni utili per far crescere la propria attività, mettersi nella giusta ottica, pensare ai propri clienti, capire come proporre i propri prodotti...

canali youtube:

* quello di sara gavioli: utile per gli autori esordienti, affronta temi relativi all'editing e all'editoria
* quello di marco montemagno: parla di business e intervista persone che hanno successo sul web e non

podcast:

* tutti quelli di storielibere.fm: si parla di immigrazione in italia in RADICI, del comportamento animale in IL GORILLA CE L'HA PICCOLO, di donne fuori dagli schemi in MORGANA...
* senza rossetto: parla di femminismo con delle autrici italiane che vanno da bianca pitzorno a ester armanino


profili instagram:

* quello di balenalab: lei è una copywriter e ovviamente scrive da dio, anche i testi sotto alle sue foto
* quello di tegamini: lei è bravissima con le stories, parla di libri ma anche della sua vita di mamma, traduttrice e influencer che riceve un mucchio di prodotti da sponsorizzare: dai bibanesi, ai fiori a domiclio
* quello di enrica crivello: si occupa di marketing per piccoli business è la moglie di ivan rachieli, quello che manda le mail malinconiche di venerdì. sono una bella coppia di professionisti, molto bravi a comunicare il loro lavoro

incontri dal vivo (questi valgono solo se si abita nella città di U, ma immagino possiate trovare esperienze analoghe nel posto in cui vivete):
* una volta al mese in libreria: frequento un gruppo di lettura che per me è diventato un punto di riferimento. ogni mese decidiamo che libro leggere e il mese successivo ci incontriamo per discuterne. siamo un gruppo eterogeneo, per età, gusti, interessi e la discussione è sempre interessantissima.
* una volta a settimana in libreria: frequento un gruppo di creative che si confronta seguendo il percorso proposto dal libro "la via dell'artista". a guidarci la bravissima silvia cacitti una (quasi) image coach che ha proposto il percorso e "modera" gli incontri settimanali

sabato 27 ottobre 2018

non avevo capito la domanda


riguardando la presentazione di giovedì mi sono resa conto di aver completamente frainteso la prima domanda del mio intervistatore che mi chiedeva: "perché non limitarsi al libro e moltiplicare la comunicazione usando il blog, facebook, instagram? perché tutta questa urgenza di comunicare?"
provo a rispondere adesso per iscritto (l'avevo detto che non sono molto brava con le interazioni di persona :) )

ho aperto il blog nel 2007, quando andava molto di moda.
all'epoca seguivo alcune blogger e apprezzavo così tanto le loro storie e quel loro spazio virtuale che ho pensato potesse essere un mezzo di comunicazione che mi sarebbe piaciuto usare.
mi ero trasferita da poco a torino e, a parte il matematico, non avevo contatti con nessuno. scrivere sul blog mi dava l'illusione di poter raccontare di me, non tanto a degli sconosciuti, ma ad amici e parenti che a causa del trasloco non sentivo più così spesso.
a un certo punto sognavo che il blog diventasse così conosciuto e frequentato da aprirmi un varco nel mondo editoriale com'era successo per pulsatilla, machedavvero, ecc

il blog è un punto fermo ancora oggi, a oltre 11 anni di distanza.
ci sono stati periodi in cui l'ho aggiornato meno di frequente, ma lo considero casa, un luogo dove tornare e potermi raccontare molto più che su facebook e instagram, canali che ho iniziato a usare molto di recente.
anche se sono su facebook dal 2008, è solo dall'anno scorso che ho smesso di avere tra gli amici 200 persone conosciute e ho iniziato ad aprirmi a migliaia di sconosciuti che ruotano attorno al mondo del selfpublishing e dell'editoria.

riguardando il video credo che la persona che mi intervistava fosse scioccata dalla mancanza di pudore, da quella che immagino ai suoi occhi appaia come una sovraesposizione, una sorta di esibizionismo.
mi ritengo una persona molto introversa e riservata eppure scrivo di me, ci metto la faccia, racconto gli affari miei.
non è così da sempre, è stato un percorso graduale: all'inizio non ci mettevo né nome né faccia. l'esigenza di uscire dall'anonimato è cresciuta di pari passo con quella di far conoscere i miei libri.

PS: se avete altre domande o volete intervistarmi per il vostro blog sono felicissima di rispondere.

venerdì 26 ottobre 2018

una cosa divertente che non vedo l'ora di rifare




come dicevo nel post precedente, il luogo ideale da cui mi piacerebbe poter promuovere i miei libri è da sotto un sasso. purtroppo è una strategia di marketing che non funziona. per farti conoscere devi metterci la faccia, prendere contatti, esporti...
quindi ieri, armata di piega fresca di parrucchiere, sono andata in biblioteca a spilimbergo a presentare il mio romanzo "aria e altri coccodrilli"

9 cose degne di nota della serata:

  1. la mano mi tremava così tanto alla prima domanda che avevo paura di darmi il microfono sui denti
  2. la mano mi tremava così tanto al momento di scrivere le dediche che probabilmente verranno lette come tracce di sismografo
  3. alcune persone si sono fatte 25-30 chilometri per venire a sentire me (grazie!)
  4. non c'è stato bisogno di aggiungere sedie, ma quelle che c'erano erano quasi tutte occupate (grazie!)
  5. il libraio che teneva il banchetto si era portato così tante copie del libro da vendere che ogni volta che ho iniziato a contarle per capire quante fossero ho perso il conto. alla fine è stato facile constatare che ne erano rimaste solo 6. (grazie!)
  6. il matematico, seduto per terra in prima fila, si è occupato della diretta facebook. se siete curiosi di vedere com'è andata trovate la registrazione qui (non serve essere iscritti a fb né richedermi l'amicizia per vedere il video)
  7. la presentazione è stata così interessante e partecipata che persino mia mamma (abituata ad addormentarsi sulla sedia verso le otto di sera) è rimasta sveglia tutto il tempo
  8. ho passato tutto il tempo a dire grazie. lo stupore e la gratitudine che provo ogni volta che qualcuno dimostra di dare fiducia a me e alla mia scrittura sono incontenibili. 
  9. la cosa mi è piaciuta così tanto - nonostante il grande tremore - che il 14 novembre ripresento Aria, questa volta alla libreria ubik di udine.
[potete acquistare il romanzo qui ordinarlo al vostro libraio di fiducia o cercarlo negli store online in cui acquistate libri di solito. grazie! ;) ]

martedì 23 ottobre 2018

se arriva più gente possiamo aggiungere sedie



quando "Aria e altri coccodrilli" stava per uscire, l'editore mi ha caldamente invitato a organizzare delle presentazioni dal vivo. notizia che non è stata presa molto bene da nessuno: Timidezza, Introversione, Sindrome dell'impostore mi hanno massacrata a suon di "ma figurati, ti prenderanno a pesci in faccia, a chi vuoi che importi un libro scritto da una sconosciuta su un argomento repellente".
Senso del Dovere e Riconoscenza hanno intonato un coro di "l'editore ti ha dato fiducia, come pensi di vendere quel libro, se invece di promuoverlo ti nascondi sotto a un sasso?".

è così che sono andata nella biblioteca della mia infanzia, quella che ha fatto di me una lettrice.
si tratta della biblioteca di un comune da 10 mila abitanti. ho chiesto di poter fare una presentazione lì vergognandomi come se stessi restituendo un libro con due mesi di ritardo. il mio romanzo non era ancora stato stampato e sono stata accolta a suon di "ma certo, è fantastico, non vediamo l'ora".

Sindrome dell'Impostore sussurrava: "vedrai che appena leggono il libro si tirano indietro".
invece no, giovedì alle 20 e 45 ci sarà la presentazione, a cui io devo solo essere presente perché si sono occupati di tutto loro, con una solerzia e una gentilezza meravigliose.

* hanno preso una copia del libro e l'hanno resa disponibile per il prestito
* ogni volta che il libro veniva restituito, subito lo rifilavano a qualcun altro
* hanno messo a disposizione la sala
* hanno trovato il relatore
* gli hanno fatto avere il libro
* si sono premurati che ci mettessimo in contatto per capire come impostare la chiacchierata
* hanno realizzato, stampato e distribuito le locandine
* hanno contattato il libraio per il banchetto,
* il libraio ha già esposto un mucchio di copie in libreria
* oggi mi hanno chiamata per chiedermi se avessi delle esigenze particolari per l'allestimento della sala!

ho assistito a presentazioni di tutti i tipi, in tutti i tipi di contesti. mi è capitato di vedere autori pubblicati da grossi editori presentare davanti a dieci persone. per cui quando ho chiesto quante persone si aspettano giovedì, credevo avrebbero detto una ventina.
invece mi hanno risposto: in sala ci sono 60 sedie, ma se arriva più gente possiamo aggiungerne altre.

(non so quante persone verranno, ma sono davvero grata e commossa per questa accoglienza così calorosa. ora devo solo trovare qualcosa da mettermi.)