venerdì 16 marzo 2012

torta al cacao al microonde

benedetta parodi colpisce ancora. questa volta con la ricetta di una torta al cacao apposta per il microonde.
di torte al cacao/cioccolato ne ho provate molte al microonde, spesso con dosi e ingredienti a casaccio, devo però ammettere che questa è forse la migliore che abbia mai sfornato, e senza nemmeno il piatto crisp.


2 uova
170 grammi di zucchero
50 grammi di burro fuso
1 bustina di zucchero vanigliato
100 gr d'acqua
130 gr di farina
20 gr di cacao
1 bustina di lievito per microonde

gli ingredienti si aggiungono man mano nell'ordine in cui li ho dati. per la cottura diceva 6 minuti a massima potenza in uno stampo in silicone. io ho fatto 7 minuti a 750 w in uno stampo al silicone.
per guarnire ha usato, oltre allo zucchero a velo, della marmellata e delle scagliette di mandorle. ma secondo me, tiepida, con una pallina di gelato alla vaniglia accanto, è la morte sua, e anche mia e di tutte le paia di jeans in cui non entro più.

(consigli: non sformate subito come ha fatto lei, ma aspettate che si raffreddi, altrimenti si spappola tutta. mangiatela il prima possibile o conservatela in un contenitore a chiusura ermetica, da morbida e fragrante diventa truciolato nel giro di una notte.)

giovedì 15 marzo 2012

una malattia invalidante

nell'intervento di luciana littizzetto di domenica scorsa a che tempo che fa,
in una sorta di lettera aperta agli uomini ha detto qualcosa tipo: "e il raffreddore non è una malattia invalidante. qualche starnuto e poi passa".
io mi ci sono fatta grasse risate. l'avessi mai fatto.
il matematico da due giorni ha il mal di gola. si misura la febbre ogni due per tre. ovviamente il mercurio non ha mai superato i 36,5°C.
ogni tre per due si spruzza il tantum verde in gola ma la cosa peggiore è che non parla. si rifiuta di emettere qualunque suono. per comunicare usa google translate. scrive la frase, di solito la risposta a una mia domanda, e la fa pronunciare alla voce metallica del software.
non mi era mai capitato che la malattia di un altro fosse peggiore che esperire la malattia stessa su di sé.

domenica 11 marzo 2012

torta sbriciolata con ricotta e cioccolata

ieri, serata ad alta socialità multiculturale: eravamo invitati a un party a casa del nuovo collega russo trasferitosi da amsterdam con la moglie bulgara e i due figli di 6 e 3 anni.
mi sono quindi lanciata nella produzione della torta che dà il titolo al post, con l'intento di portarla al suddetto party.
la ricetta è di (ahimé) benedetta parodi. la trovate qui.
in apparenza è molto semplice: si mescola burro farina zucchero si aggiunge un uovo e del lievito per ottenere un impasto che non deve essere omogeneo ma un mucchio di briciole.
la crema di ricotta e cioccolato è ancora più facile: si mescola la ricotta con lo zucchero e il cioccolato a scaglie.
la composizione un gioco da ragazzi: si mettono sul fondo dello stampo da forno tre quarti delle briciole, ci si spalma sopra la crema di ricotta, si completa ricoprendo il tutto con le briciole rimaste.
e ora passiamo al dilemma cottura, al alto rischio fallimento, tragedia, disastro, carbonizzazione, eruzione dato che ho solo un forno a microonde e la possibilità di cuocere o con il piatto crisp, alto un paio di centimetri scarsi, o in uno stampo in silicone bello capiente ma con funzione grill.
ho optato per la funzione crisp, cotto per una decina di minuti, rischiato di frantumare tutto quando ho sformato la torta, impiattato e portato alla festa.
il patto con il matematico era, ce ne andiamo quando la torta è finita (così ci riportiamo indietro il piatto).
dato che l'ultima fetta non la prende mai nessuno (dalle mie parti si chiama "la creanza", in ucraina pare che non la mangi neanche il poliziotto) avevamo deciso di mangiarcela noi e infine di congedarci.
all'inizio la nostra torta non se l'è filata nessuno. è rimasta intonsa per un sacco di tempo, sia perché si trovava in un'area defilata del tavolo del buttet, sia a causa della penuria di coltelli. poi ho chiesto un coltello, ho scambiato un piatto vuoto in prima fila con quello della mia torta, e qualche timida fetta se n'è andata. in particolare pare la torta sia stata particolarmente gradita da un tizio con la felpa arancione e forse dall'amico giapponese che su mia sollecitazione ha persino fatto il bis, ma forse solo per farmi piacere.
infine, l'ultima fetta, quella su cui stavamo per buttarci noi, è stata presa da una bambinetta, che di creanza e poliziotti probabilmente non ne sapeva nulla.
questa è la storia del perché non ho la più pallida idea di che sapore abbia la torta sbriciolata con ricotta e cioccolata.

venerdì 9 marzo 2012

le casette di hundertwasser

il giorno otto marzo, alle ore otto, il matematico e la sottoscritta hanno festeggiato otto anni di cretinità, incoscenzezza e scemaggine insieme.
hanno festeggiato mangiando in un ristorante italiano una grigliata di carne per cui ero certa che un gruppo di vegani animalisti ci avrebbe giustiziati all'uscita, una focaccia al rosmarino perché stavo per morire di profumo di focaccia che proveniva dal tavolo dei nostri vicini, un soufflé al cioccolato perché il matematico forse deve chiedere, ma il cioccolato non deve chiedere mai. (il matematico, prima di tutto ciò, per sicurezza, si è anche mangiato una bella fetta di lasagna.)
usciti dal ristorante con il portafoglio fortemente alleggerito (abbiamo scialacquato in una sera più che per la spesa settimanale - ma una volta all'anno perché no) e la panza bella appesantita, abbiamo pensato di digerire passeggiando fino alle casette di hundertwasser (che si trovano a 400 metri dal ristorante, per cui al massimo abbiamo digerito lo 0,001% di quello che abbiamo mangiato).
era buio, quindi non abbiamo visto un gran che. l'unica cosa che mi sento di dire è che a viverci dentro a uno viene come minimo la labirintite. ma belle son belle, credo.

giovedì 8 marzo 2012

parvenue

e poi, con solo due ore di anticipo sull'orario di inizio, ti regalano due biglietti  del valore di ottanta euro l'uno per vedere, alla staatsoper di vienna, un balletto.
e tu ovviamente accetti. solo dopo ti rendi conto che non hai niente da metterti di diverso da jeans e felpa. che hai i capelli lerci ma non il tempo per lavarli. che non sei mai andata a vedere un balletto in vita tua, a meno che vedere le esibizioni di leon ad amici di maria de filippi possa avere qualche valore a riguardo.
e quindi niente, io e il matematico siamo andati a vedere un bel balletto di cui mi sono piaciuti soprattutto i primi venti minuti, su musica di philip glass, più moderno e corale rispetto agli struggimenti amorosi sulle punte ballati sui notturni di chopin da solo due ballerini.
cosa non si fa per poter pronunciare, e scrivere, la parola parvenue in modo pertinente...

domenica 4 marzo 2012

il linguaggio segreto dei fiori

le rose rosse a dozzine alla donna che si ama.
i crisantemi in cimitero.
le rose gialle per la gelosia e quelle bianche per la purezza.
e mi raccomando, sempre dispari i fiori, a meno che, appunto, non si tratti di dozzine.
tutto sbagliato.
in malesia e taiwan bisogna regalare i fiori in numero pari, in giappone guai a regalare 9 fiori, porta gran sfortuna, mentre in cina 9 è il numero perfetto di fiori da regalare.
insomma, se due italiani, un giapponese, due messicani, un cinese decidono di portare un mazzo di fiori a una ragazza russa... c'è da uscirne pazzi.

mercoledì 22 febbraio 2012

due in uno, perché "tu is megl che uan"

è ricominciata la trafila dei colloqui di lavoro.
oggi ne ho fatti due: uno in una gelateria, uno in una pizzeria.
secondo l'annuncio, la gelateria cercava una conista part time. la realtà è che la gelateria cerca una cameriera full time.
secondo l'annuncio la pizzeria cercava una cameriera full time. la realtà è che la pizzeria cerca una cameriera part time.
a questo punto non so nemmeno io cosa cercare.
ho deciso che mi candido per qualunque posto di cameriera nel raggio di 30 minuti da casa. il primo lavoro che mi viene offerto, non importa se part time o full time, è mio. (se devo fare un lavoro che non è quello dei miei sogni, che sia almeno vicino casa.)
con le lezioni di italiano sono una frana. non sono riuscita a trovare altre collaborazioni con altre case editrici che, sommata alla collaborazione attuale, possano garantirmi continuità di lavoro e di reddito.
ergo: datemi un lavoro purché sia onesto e mi paghino per farlo.

martedì 21 febbraio 2012

due cose divertenti che non farò mai più

ieri sera il matematico ha proposto di andare a pattinare sul ghiaccio.
davanti alla rathaus, infatti, fino al 4 marzo c'è una pista di pattinaggio all'aperto. non è una pista come la immaginiamo di solito, di forma regolare, è una pista fatta di sentieri in mezzo agli alberi, che la sera, con le luci dei faretti colorati, fa molta atmosfera romantica. insomma, è un eistraum, come lo chiamano qui, un sogno di ghiaccio.
e chi non vorrebbe sognare, scivolando leggiadramente sulla pista con la scioltezza di carolina kostner?
per cui mi sono fatta molto facilmente convincere. inutile dire che si è rivelato un errore.
anche alle nove di sera, la pista, pur essendo lunga centinaia di metri, è affollata come la via dello shopping nel primo giorno di saldi. e ad affollarla ci sono due categorie di persone: i pazzi, che sfrecciano a 70 all'ora, vanno all'indietro e zigzagano tra la seconda categoria di persone: gli imbranati. gli imbranati stanno vicino alle staccionate che delimitano la pista, vanno a velocità lumaca, si aggrappano e si fermano ogni due per tre, procedono instabili sulle lame, appena l'inclinazione favorevole li fa accelerare un po' entrano nel panico.
la categoria delle persone normali, che vanno a velocità normale, con un senso dell'equilibrio normale, senza provare il doppio toe loop tra un imbranato e l'altro, non era presente in quantità rilevanti.
inutile dire in quale categoria io -ma anche il matematico- sono facilmente caduta abradendomi sul ghiaccio i palmi delle mani.

la seconda cosa divertente che non farò mai più è credere che mi iscriverò in palestra.
dopo averlo annunciato, pensato, immaginato per un mese, ho finalmente fatto una lezione di prova nella palestra di fronte casa (è più vicina del supermercato e questo mi costringerebbe a non avere scuse per non andarci).
il concept di questa palestra è: cambi esercizio ogni 40 secondi per 30 minuti. ci sono otto macchine disposte in cerchio e intervallate alternativamente da uno step o da una pedana su cui bisogna bilanciarsi.
una roba allucinante, non hai tempo di sederti sulla macchina per i pettorali che devi scendere e fare step, non hai tempo per prendere il ritmo sullo step che devi correre alla macchina per tonificare le gambe, ti sei appena seduto e hai fatto su e giù due volte che devi andare a bilanciarti, e via così per mezz'ora, il tutto con un asciugamano da spostare di macchina in macchina e una musica truzzissima che cambia quando devi cambiare postazione.

domenica 19 febbraio 2012

fallimenti e autostima

è successo di nuovo. mi sono distratta un attimo e puf... tutto quello che avevo sognato ad occhi aperti, tutto quello che desideravo e pregustavo è svanito in pochi secondi.
sapevo che era rischioso, avevo fallito già una volta, ma volevo riprovare. ero certa che questa volta ce l'avrei fatta.

invece niente.

stasera, quando i miei dolcissimi ventaglietti di pasta sfoglia al cioccolato si sono bruciati nel forno a microonde mi sono sentita sconfitta e mi è caduta addosso una tristezza colossale che nemmeno due episodi di big bang theory sono riusciti a scacciare via.
trenta secondi prima erano ancora crudi. trentacinque secondi dopo erano carbone.
credo ci sia una morale in tutto questo, ma al momento credo di essere troppo scorata per vederla.

venerdì 17 febbraio 2012

di castagnole e raccolta differenziata

ieri, per fare un po' di carnevale, ho preparato delle castagnole. ricetta zero sforzo: 1 uovo, 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di olio d'oliva, zucchero vanigliato, scorza di limone, farina quanto basta per ottenere un impasto morbido e appiccicoso con cui fare delle palline da friggere in olio di arachidi.
con queste dosi sono venute 17 ottime castagnole, nonostante l'olio fosse quello avanzato dal carnevale scorso, comprato per le frittelle alla crema, e quindi scaduto da tre mesi.
la vera rottura di scatole è: dove buttare l'olio usato per friggere?
(al momento è in una bottiglia di plastica, sia quello usato ieri che quello usato un anno fa per le frittelle. ho come la sensazione che, al momento di abbandonare questa casa, nella fretta, quella bottiglia finirà nel bidone del rifiuto non riciclabile.)

giovedì 16 febbraio 2012

how i met your mother - storia di una meravigliosa dipendenza

vedere una serie tv con il matematico significa guardarne una puntata o due per settimana secondo il seguente calendario.
mercoledì: una puntata di misfits (in lingua originale con i sottotitoli in lingua originale)
venerdì: una puntata di mentalist (in lingua originale con i sottotitoli in lingua originale)
domenica: due puntate di the big bang theory. (perché le puntate sono brevi (in lingua originale con i sottotitoli in lingua originale))

come sheldon di the big bang theory il matematico ha bisogno di certezze e punti fissi. ha i suoi riti e le sue manie (o pazzie?). insomma, niente o quasi può essere lasciato al caso, al momento, allo spontaneismo più sfrenato (che è la mia corrente di pensiero e il mio stile di vita).
quindi guardare how i met your mother è meraviglioso non solo perché questa serie mi piace un sacco (e mi fa persino ridere, non sorridere, ridere proprio) ma anche e soprattutto perché la posso guardare doppiata in italiano (riducendo al minimo lo sforzo intellettivo) e la posso guardare quando e quanto mi pare, e questo ha in sé un carico di trasgressione e piacere davvero meraviglioso.

lunedì 13 febbraio 2012

vienna - vivere, lavorare, imparare il tedesco, cercare casa...

in un attimo di buona volontà, ho deciso di raggruppare un po' di link per chi avesse bisogno di informazioni su vienna. le trovate nella pagina dedicata qui sul mio blog.
sono soprattutto informazioni pratiche per aspiranti espatrianti o neo espatriati che si trovano a fare i conti con questa città. come e dove cercare casa, dove cercare lavoro, dove fare un corso di tedesco, dove parcheggiare, dove comprare prodotti italiani, i mezzi di trasporto per muoversi in città, il meteo, ma anche mostre ed eventi.
ho raggruppato le informazioni di cui sono in possesso. la maggior parte dei link rimandano a siti in lingua tedesca ma ci sono anche riferimenti a blog di italiani che hanno messo a disposizione le loro informazioni, in particolare http://www.quivienna.com/ e zingarate.
spero che qualcuno lo trovi utile. per integrazioni e commenti sono sempre a disposizione.

venerdì 10 febbraio 2012

di giappone e segni del destino

da quando il matematico è tornato dal giappone ogni sua frase ha, come soggetto o complemento di luogo, il giappone, una città del giappone, un posto in una città del giappone.
per placare, o forse per acuire, il mal di giappone da cui è afflitto, il matematico ha voluto rivedere il film "lost in translation" un film americano ambientato in giappone i cui protagonisti sono un uomo e una ragazza americani che vivono tutto lo spaesamento degli occidentali una volta atterrati là.
e mentre il matematico diceva "quello l'ho visto", "lì ci sono stato", "con quello ho giocato", "oddio ma è proprio così" io sono rimasta folgorata da questo scambio di battute:
 
Lei: I just don't know what I'm supposed to be. You know? I tried being a writer, but... I hate what I write. And... I tried taking pictures, but they're so mediocre, you know. Every girl goes through a photography phase. You know, like horses? You know? Take, uh, dumb pictures of  your feet.
Lui: You'll figure that out. I'm not worried about you. Keep writing.

Lei: Solo che io non so cosa voglio diventare. Capisci? Ho cercato di fare la scrittrice, ma detesto quello che scrivo. Poi mi sono messa a fare fotografie, ma sono mediocri. Sai, ogni ragazza attraversa una fase della fotografia:... cavalli... o stupide foto dei piedi.
Lui: Ce la farai di sicuro. Non sono preoccupato per te. Continua a scrivere.

lunedì 6 febbraio 2012

souvenir, puoi chiamarlo così...

questa è la colonna sonora di questo post

o anche il ritornello di questa (ma occhio che apre questi link sulla stessa pagina del blog e vi tocca riaprirla)


il matematico dal giappone mi ha portato 5 regalini che ha dispensato tra venerdì e domenica in questo ordine.


5. una ventina di foglietti profumati sottilissimi di dubbia destinazione custoditi in una bustina di cartoncino recante il disegno di un gatto

ci siamo convinti che i foglietti siano da mettere nelle mutande. ma se qualcuno sa il giapponese o ha idea di quale sia la corretta destinazione... si faccia avanti. anche solo per evitarmi irritazioni alle parti intime.

4. calamita da frigo impossibile da fotografare perché plastificata



ritrae un cumulo di ghiaia perfettamente sagomato a forma di tronco di cono. il soggetto principale sarebbe un altro, ma il tronco di cono di ghiaia è ciò che il matematico ritiene rilevante nell'immagine. non c'azzecca molto con le calamite del golden gate, delle ninfee, e di schiele che la circondano, ma sopporteremo.

3. buste di formato e materiale puramente giapponese


(prima di postarla avrei dovuto girare la foto, ma basta che giriate il computer in senso antiorario e le vedete dritte. come sia possibile accostare a quelle belle ondine blu-azzurre un fregio rosso... è un gap culturale incolmabile, per quel che mi riguarda.)


2. maglietta di taglia troppo grande per la sottoscritta recante il simbolo di non ricordo che famiglia



(questa foto giuro che ho provato a girarla, prima di postarla)



1. ma ora arriva il pezzo forte, perfetto da qualsiasi angolazione:


trattasi di un esemplare



di


totoro dal manto azzurro

che sono certa mi invidierete tutti intensissimamente. ma l'invidia è un sentimento umano e vi capisco, per cui non sentiatevi in colpa per così poco :)

giovedì 2 febbraio 2012

notizia di cronaca nera

vienna - la disoccupata ventinovenne azzurropillin, che non ha mai conosciuto la monotonia del posto fisso, è stata ritrovata morta nel suo appartamento di vienna. a scoprire il corpo il matematico di ritorno dal giappone.
sul tavolino una siringa piena per metà di cioccolato fuso e dei residui di polvere di cioccolato. nella dispensa quantità di tavolette milka molto al di sopra dei limiti consentiti per uso personale.
sarà solo l'autopsia a stabilire con certezza la causa del decesso, ma tutto farebbe credere in un'overdose da cioccolato.
i blogger vicini ad azzurropillin dichiarano che avesse tentato di smettere.
forse, all'origine di questo gesto disperato l'ebbrezza causata dal recente licenziamento.

sbircia anche qui

Related Posts with Thumbnails