martedì 11 settembre 2018

la conta degli yogurt

due yogurt fa, il matematico è partito per uno dei suoi viaggi di lavoro. tornerà tra dieci yogurt. tutto il tempo tra uno yogurt e l'altro sarà proficuamente impegnato per leggere, dormire, mangiare qualcosa di diverso da uno yogurt, guardare almeno una puntata della serie tv "the affair", lavorare, leggere.

lunedì 10 settembre 2018

10 settembre - giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

come immagino avrete capito, quella del suicidio è una questione che mi sta particolarmente a cuore. in occasione della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio ho deciso di compiere delle azioni concrete per sensibilizzare sul tema. per prima cosa ho girato questo video in cui metto la faccia. oggi pomeriggio parteciperò al flash mob alle 19.

venerdì 7 settembre 2018

il mese delle sfide accettate e perse


ad agosto ho inziato a partecipare a delle social challenge. di cosa si tratta? nei casi di cui parlo, tutto parte da una professionista che sfida le persone che la seguono a portare avanti un piccolo progetto di durata variabile.

la prima challenge a cui ho partecipato su instagram è stata #acomeautostima. silvia lanfranchi, la social media biondina, invitava ogni giorno a riflettere su un aspetto dell'autosima. la challenge in questione si è protratta per tutto il mese di agosto, io sono durata dieci giorni.

la seconda challenge è stata #deciditi, di giada carta. lei si definisce soulful mentor, attraverso le dee, le carte, la posizione dei pianeti ti aiuta a capire chi sei, cosa vuoi, come raggiungere i tuoi obiettivi. questa challenge è stata abbandonata al giorno 1.

in entrambi i casi ho mollato perché non capivo il senso né l'utilità di svolgere gli esercizi che mi venivano proposti. ho un approccio molto razionale alle quesioni, e se non capisco cosa sto facendo né perché, se non vedo un senso non mi sento a mio agio né motivata a fare qualcosa.

il terzo tentativo è stato con sara salvarani la digital marketing coach. con la sua #freeworkchallenge propone degli esercizi per imparare a gestire meglio il tempo e il lavoro. in questo caso ho solo letto scrupolosamente le email senza fare niente.

non paga di questi tre fallimenti ho iniziato ieri la quarta challenge: #polveredistelle di ilaria ruggeri. lei si definisce personal musa. l'obiettivo di questa sfida è capire capire quali sono davvero i miei desideri, metterli a fuoco e farli risplendere.

quello che mi colpisce in tutto questo è che ci siano delle donne intraprendenti, forti, intelligenti, positive, capaci di avviare delle attività in proprio di successo contando solo sulle proprie forze. tutte hanno un sito bellissimo, una grafica coordinata, hanno una loro identità chiara che comunicano molto bene. gestiscono diversi canali social, sanno montare video, scrivere testi persuasivi, far crescere una newsletter, coinvolgere.

io, che sono più o meno loro coetanea, non ho idea di chi sono e non so cosa voglio fare nella vita. le guardo con stupore e ammirazione e mi chiedo quale pezzo mi manchi.

mercoledì 22 agosto 2018

scrivimi

nel periodo in cui i francobolli costavano tra le 600 e le 750 lire sono stata una grandissima scrittrice di lettere.
avevo decine di amici di penna, scovati nell'apposita sezione di qualche giornalino per ragazzi o raccattati durante le vacanze.
a volte scrivevo due o tre lettere alla stessa persona, prima che questa avesse tempo o voglia di rispondere.
non ero una fanatica della carta da lettere perché prevedeva solo un foglietto smilzo per ogni busta, mentre a me ne servivano tre o quattro. così mi trovavo sempre con un sacco di buste spaiate.
ho scritto lettere anche quando i francobolli costavano 41 centesimi di euro. poi mi sono convertita alle email, alla loro immediatezza. ma non ho mai più provato la genuina trepidazione che mi prendeva allora, quando mi appostavo alla finestra per vedere arrivare il postino, o quando guardavo nella cassetta delle lettere.

nel 2002 prima di trasferirmi a torino, avevo regalato al mio ragazzo di allora (sì, c'è stato un tempo in cui non stavo col matematico, sorprendente, vero?) una carta da lettera azzurropillin con cui pretendevo che mi scrivesse.
la mia coinquilina aveva soprannominato quel ragazzo (o quelle lettere o entrambi) letterablu, e con me, anche lei, aspettava trepidante l'arrivo di quelle buste.
è l'ultima volta che ricordo di aver corrisposto con qualcuno.
fino a ieri.

la lettera, che ho impiegato tre settimane a scrivere, inizia così:

È da moltissimi anni che non ti scrivo una lettera. All'epoca le scrivevo a mano, ora non ne sono più capace. Ci ho provato, due giorni fa: ho riempito un foglietto e mezzo, con una grafia illeggibile anche a me stessa, disabituata a usare carta e penna. Sulla tastiera sono molto più veloce, non solo a scrivere, ma anche a cancellare, riscrivere, ritornare sulle mie parole, far finta di non averle scritte.

lunedì 6 agosto 2018

come la pesca

l'attesa del movimento è come la pesca, avvincente e rilassante al tempo stesso. succede qualcosa? si muove qualcosa sotto la superficie? c'è una vita che ancora non vedo ma che si manifesterà non appena abbocca? cosa sta affiorando? 


tu l'hai detto - connie palmen (iperborea)


vorrei riuscire a dire delle cose su questa frase che mi ha colpita molto. ma visto che sono nella fase pinguino continuo a scrivere e cancellare senza arivare a mettere in fila due righe di senso compiuto. 
quando hai scritto e speri che qualcuno ti legga e ti apprezzi è sempre come la pesca, butti i tuoi ami e stai lì, a guardare nell'acqua torbida, chiedendoti se là sotto c'è qualcuno, se la tua esca è abbastanza buona, se non dovresti cambiare canna da pesca, modo di lanciare. se non faresti meglio a darti all'ippica. 
alla fine non ti costringe nessuno a star lì con la tua canna. senza contare che c'è così tanta gente che ci prova. vedi pesci banana e balene nei canestri degli altri e ti chiedi che bisogno c'è che anche tu stia lì per giorni, mesi, anni, con la tua stupida canna da pesca a tirar su pesci lunghi 10 centimetri che non sfamano nessuno.
e poi ti rendi conto che chi ora ha nel cesto pesci banana e balene pesca da molti più decenni di te, ha atteso e cambiato canne e esche e acque e che alla tua età pescava pesci lunghi 10 centimetri chiedendosi, come te, se avrebbe mai tirato su almeno una trota.