giovedì 9 novembre 2023

10 giorni per superare il blocco dello scrittore



sto leggendo questo manuale che promette di curare il blocco dello scrittore in 10 giorni. sono al terzo giorno di lettura e ancora non ha curato niente. ma non è questo il punto.
il punto è che, per pura curiosità, ho provato a scrivere i 10 motivi per cui non sto lavorando a un nuovo romanzo. li riporto qui sotto

10 motivi per non scrivere

1- quello che scrivo non interessa a nessuno*
2- non ci guadagno niente dal punto di vista economico - e visto che tratto la scrittura in modo professionale e me ne occupo come se fosse un lavoro (investendo in corsi, manuali, tempo, pratica, studio), non avere un riscontro monetario a fronte di un impegno più che decennale mi fa arrabbiare ed è sconfortante
3- non so cosa scrivere
4- non c'è nessuna idea che mi entusiasmi al punto da dedicarci mesi 
5- il processo di ricerca di un editore è lungo e frustrante tanto quanto agli esordi, aver pubblicato non ha ridotto né la quantità di tempo né la frustrazione. ma le condizioni del mercato editoriale sono ulteriormente peggiorate (anticipi più bassi, sovrabbondanza di titoli, costi della carta aumentati che si traducono in risparmio sul compenso per chi scrive, o traduce, o revisiona, o corregge le bozze - che tanto a noi ci piace scrivere e lavorare in editoria per la gloria)
5a- l'autopubblicazione non è indicata per il genere di libri che pubblico, non scrivendo gialli né romance, il rischio è di spendere molto più di quello che guadagno. soprattutto i libri per ragazzi hanno bisogno di gatekeeper (editori e professionisti del settore) che ne garantiscano l'adeguatezza per rassicurare i genitori/nonni/zii che acquisteranno
6- il processo di pubblicazione è lungo e frustrante, aver pubblicato non ha ridotto in nessun modo la quantità di tempo e la frustrazione
7- il dopo pubblicazione è deludente, l'accoglienza del libro è sempre al di sotto delle aspettative, nonostante 10 anni di accoglienze tiepide (per usare un eufemismo) le abbiano ridimensionate parecchio
8- la promozione del libro pretende la mia presenza, online e offline. e io odio espormi e odio viaggiare. vorrei che i miei libri si vendessero da soli e parlassero per me
9- scrivere per un pubblico è difficile
10- quello che scrivo non interessa a nessuno

per arrivare a questi 10 motivi per non scrivere ho impiegato pochi minuti.
vediamo ora i motivi per scrivere, invece

1- mi piace aver scritto. mi fa sentire soddisfatta di me, a posto con il mondo
2- quando scrivo un libro scopro nuove cose su di me e su quello che mi sta intorno

basta. per quanto abbia passato la mattina a pensarci non mi viene in mente nessun altro motivo per cui lavorare a un nuovo romanzo.

e le cose che ho scritto qui sopra hanno ricadute anche sul mio lavoro di editor freelance, che infatti va malissimo. va malissimo perché mi sembra di rubare a chiedere soldi ad altri autori e autrici sapendo che se anche riusciranno a pubblicare, non rientreranno mai dell'investimento economico fatto con me. e non perché io non sia brava o non ci metta cura. è che proprio i libri non hanno valore, sono irrilevanti, ce ne sono troppi. aver lavorato a un manoscritto con me per renderlo migliore, non aumenterà il suo valore. 

e per me i libri sono tutto. anche quando come in questo periodo ne inizio mille e non ne finisco nessuno. i libri sono l'unica cosa che ha senso per me. leggerli, scriverli, recensirli, tradurli, correggerne le bozze, guardarli in libreria, ascoltarli in formato audiolibro. i libri sono quello che occupano le mie giornate e mi danno senso. sono il fondamento di quasi tutte le mie relazioni interpersonali.
ma se i libri non valgono niente nel contesto capitalista in cui siamo immersi, io - quello che so fare, quello che mi interessa fare - non valgo niente.

ma a questo punto mi sa che non sto parlando di blocco dello scrittore, quanto di crisi esistenziale.

* sono sicura che voi, 25 lettori e lettrici, mi smentirete, direte "ma non è vero, a me interessa, leggo tutto quello che scrivi dal 1998" però 25 lettori non bastano per campare.

venerdì 3 novembre 2023

il riscatto



ok, parliamone.
mi rode un sacco aver finito la mezza maratona di udine in 2 ore 18 minuti e passa. un tempo vicino a quello che considero un fallimento.

lo so che non sono una runner professionista, che la mia era una partecipazione simbolica, che quel risultato cronometrico o uno più alto o più basso non avrebbe cambiato nulla, in nessun modo.
nemmeno nelle vendite di "un miglio al giorno", che alla fine era il motivo per cui ho partecipato a quella gara.

e però, a distanza di un mese e mezzo, continuo a pensare a quel risultato come a un fallimento.
da un lato sento di aver bisogno di un riscatto, di dimostrare - ma a chi? - che posso fare meglio; dall'altro, proprio perché è una cosa irrilevante su cui non ha nessun senso che io mi ostini a rimuginare, penso di dover lasciar andare.

c'è tempo fino al 23 novembre per iscriversi. quindi facciamo un patto: se entro il 23 novembre arrivo a 20 recensioni su amazon di "un miglio al giorno", mi iscrivo. altrimenti no. 

lascio fare al caso, al destino, a voi che mi leggete. io intanto faccio la forrest gump della situazione, e corro.

giovedì 2 novembre 2023

eine Stimme, die nicht stimmt


sono una scrittrice.
negli ultimi 10 anni ho pubblicato 7 libri con casa editrice.
alcuni ne ho autopubblicati.
alcuni li ho solo scritti.
sono una scrittrice da più di vent'anni.
so che posso scrivere un romanzo. 
l'ho fatto. non una, non due, ma tantissime volte.

e adesso ho un romanzo da scrivere. l'ho iniziato ad aprile e poi l'ho mollato lì. 
mi sono detta: dopo l'uscita di "un miglio al giorno", dopo la mezza maratona, dopo gli emozionauti.
adesso è passato tutto, non ho scuse per non riprendere in mano quel progetto.
ma quel file mi terrorizza.
non riesco neanche ad aprirlo.

non so se capita anche a voi, rimandate una cosa per settimane per mesi, e più la rimandate più diventa impossibile da affrontare: prenotare una visita medica, chiamare quella persona che non sentite da tempo, sistemare lo sgabuzzino, lavare le tende.
ci pensate e non siete mai pronti. non c'è abbastanza tempo, forse è meglio se adesso faccio quest'altra cosa più urgente.
e una settimana dopo l'altra, un mese dopo l'altro, vi convincete inconsciamente che la cosa che state rimandando è pericolosa, dannosa, inaffrontabile, ingestibile, fuori dalla vostra portata.

per me con questo stupido file è così. ogni giorno mi dico "domani", e quel domani si sposta di giorno in giorno.

sono una scrittrice che non sa scrivere

mercoledì 1 novembre 2023

la running challenge


trovare un motivo per correre senza un obiettivo non è facile. per 9 mesi ho corso con in mente la mezza maratona di udine del 17 settembre. avevo un traguardo da tagliare, una medaglia da mettere al collo e avevo una tabella di marcia da seguire.
adesso potrei continuare a correre "tanto per", "per il gusto di", "perché sì".
ma piove, è grigio, le giornate sono corte, non c'ho voglia, e in queste condizioni non è facile motivarsi.

nel gruppo fb di running di cui faccio parte, mi hanno suggerito di iscrivermi a una maratona (no way), o comunque a un'altra gara.
ma se c'è una cosa che ho capito gareggiando, è che gareggiare non mi interessa.

così mi sono inventata la running challenge, che prevede il vostro coinvolgimento: una volta a settimana correrò 200 metri per ogni stellina di recensione a "un miglio al giorno" lasciata su amazon. una recensione a 5 stelline = 1km.

a oggi ho 9 recensioni a 5 stelline, quindi oggi, 1 novembre, ho corso 9 km.

datevi da fare, a voi non costa nulla, io mi tengo in forma e date una gran mano al libro.