domenica 27 giugno 2021

l'inventario delle mie stranezze - il tema



quando mi hanno mandato le domande per l'intervista a raicultura su "maschiaccio e femminuccia" l'ultima chiedeva quale fosse il ruolo dell'autismo all'interno della vicenda (matteo, il fratello di caterina, è tratteggiato come autistico, anche se la questione non viene mai affrontata apertamente). a quella domanda non ho mai risposto, rispondo ora.
ho venduto "maschiaccio e femminuccia" come un libro sugli stereotipi di genere, il titolo lo dichiara e io l'ho sempre presentato in questo modo: all'editore, ai lettori, a chiunque.
la verità è che per me, anche quello è un libro sull'autismo, solo che quando l'ho scritto a giugno del 2017 avevo iniziato da poco il mio percorso di scoperta e non me la sentivo di espormi sull'argomento.
caterina è un maschiaccio, fatica a farsi delle amiche, schifa il riso con i funghi, preferisce i capelli corti... perché è autistica anche lei, solo che nessuno se ne accorge. il suo modo di essere autistica non è eclatante come quello di matteo, per cui semplicemente i segnali che lancia vengono sottovalutati, ignorati, minimizzati.
per chi mi ha chiesto il seguito di "maschiaccio e femminuccia"... per me è "l'inventario delle mie stranezze". nella mia testa caterina e agata sono lo stesso personaggio. caterina è in quinta elementare, agata è in prima media. il disagio di caterina resta inascoltato, quello di agata viene riconosciuto e accolto.
riccardo? è uno dei bulli che dà del filo da torcere a Spettro, un altro dei personaggi di "l'inventario delle mie stranezze".
molti sostengono che scrivere libri a partire dal tema sia "scorretto". bisogna partire dalla storia, dai personaggi, devono essere loro il punto di partenza, non dev'essere un argomento quello attorno a cui si struttura la storia. 
io non so scrivere in quel modo. per me è sempre l'argomento che voglio sviscerare  e su cui voglio riflettere il punto di partenza.
se è un modo scorretto di procedere mi dispiace, io i libri riesco a scriverli solo così: trovando motivazione nel bisogno di approfondire e metabolizzare un argomento, cercare di capire cosa ne penso.

giovedì 24 giugno 2021

maschiaccio e femminuccia - candidato al premio strega ragazze e ragazzi



chi è iscritto alla newsletter lo sapeva già: "Maschiaccio e femminuccia" era candidato al premio strega ragazze e ragazzi, che è tipo la cosa più ENORME e incredibile sia mai successa a un mio libro.

per due mesi e mezzo ho pensato di essermelo inventata, e ogni tanto rileggevo la mail con cui mi era stata comunicata la notizia per essere sicura che fosse vero, visitavo compulsivamente il sito dello strega per controllare se ci fosse traccia di questa cosa e mi sforzavo di non fare la scrittrice psicopatica friggendo interiormente senza darlo a vedere. (tra l'altro il fatto che la mail fosse stata inviata il primo aprile mi faceva dubitare della veridicità della questione: doveva essere per forza uno scherzo)

se mi seguite da un po' sapete che aspettare è la cosa che mi riesce peggio. il tempo passa velocissimo solo se mi guardo indietro. se guardo avanti è tutto un
"ma com'è che non sono ancora la rowling?"
"com'è che mancano ancora 12 giorni all'uscita dell'inventario?"
"com'è che sto libro che scrivo da febbraio non è ancora finito?"
per me "tra due settimane" è più lontano di "due anni fa".
comunque, aspetta che ti aspetta, qualche giorno fa sono usciti i titoli dei libri finalisti. se siete del settore sapete già che il mio libro non c'era, ma in fondo poco male, dato che per Einaudi Ragazzi c'è angelo petrosino, il mio scrittore preferito di quand'ero ragazzina. e poco male anche perché, se col primo libro arrivo finalista allo strega, poi cosa mi resta da fare?
certo sarebbe stato fichissimo, avrei cambiato la mia condizione lavorativa su facebook in "scrittrice finalista al premio strega", avrei registrato un reel per instagram dal titolo "faccia di una scrittrice finalista al premio strega", avevo già preparato delle grafiche da usare per le inserzioni su facebook (sempre per quella cosa che visualizzare dovrebbe far succedere le cose). insomma, sarebbe stato un lavoro vantarmi del mio nuovo status (che mi avrebbe creato una sindrome dell'impostore tale da dover intensificare le sedute dalla psicologa, proprio adesso che sta per andare in ferie).

comunque non è successo, però hanno finalmente pubblicato l'elenco dei libri candidati e ci sono davvero, non me l'ero sognata. quindi se fino a ieri avete snobbato "Maschiaccio e femminuccia" perché sembrava un librino da niente, adesso dovrete ricredervi: è nientemeno che un libro candidato al premio strega.

mercoledì 23 giugno 2021

l'inventario delle mie stranezze - la ricerca dell'editore


trovare un editore non è mai scontato, nemmeno per un autore già pubblicato. il mercato editoriale è piuttosto spietato: se il tuo libro precedente ha venduto, ok è possibile che ti venga data una seconda opportunità. ma se il libro precedente non ha venduto, ciao. sei finito. i librai se hai fatto flop la volta dopo non ti ordinano, lo spazio è limitato, i libri sono tanti, tantissimi, troppi e non c'è nessun motivo per tenere volumi a occupare gli scaffali.

con "l'inventario delle mie stranezze" sono stata molto fortunata. l'ho proposto a Einaudi Ragazzi, l'editore che aveva già pubblicato il mio "Maschiaccio e femminuccia", ho aspettato che leggessero e valutassero l'opportunità di pubblicarlo in una loro collana e tutto è stato in discesa, dato che il libro è piaciuto e la valutazione è stata subito positiva.

poteva andar male? potevano dirmi di no? sì, avrebbero potuto. mi è capitato pochi mesi fa: ho presentato a Einaudi Ragazzi un progetto per la collana "semplicemente eroi" ed è stato bocciato. succede. ma questo non significa che quel progetto non possa trovare un altro editore, o che loro non siano interessati a valutare altri miei progetti futuri.

semplicemente l'editoria è fatta di persone, gli editor che selezionano i titoli, lo fanno tenendo conto di almeno tre fattori:

  • il catalogo: inteso come le collane, la linea editoriale, i valori che vogliono portare avanti, i libri che hanno già pubblicato e quelli che vorrebbero pubblicare
  • il mercato, quello che vende e non vende
  • il gusto personale
quindi quando la responsabile editoriale di Einaudi Ragazzi ha deciso di pubblicare "l'inventario delle mie stranezze" ha reputato che fosse coerente con il catalogo, che la storia raccontata avesse un mercato, che fosse una bella storia, scritta bene e che il mio libro precedente avesse venduto abbastanza da giustificare una nuova pubblicazione a mio nome. 
e io sono stata molto felice.

sabato 19 giugno 2021

l'inventario delle mie stranezze - le beta reader



prima di mandare un testo a qualsiasi editore, faccio sempre leggere quello che scrivo a un manipolo di lettrici di fiducia. quelle che in gergo si chiamano beta reader. ovvero persone fidate che danno un parere personale informato e mettono in luce punti deboli, buchi di trama, incongruenze.
la lettura dei beta reader è fondamentale per me, la uso per sancire la fine della fase di scrittura e per essere sicura di aver scritto una storia che regge. 
nel caso di "l'inventario delle mie stranezze" ho cercato anche delle lettrici più "scientifiche" che potessero darmi un riscontro su quanto scritto in riferimento all'autismo.
è vero che è solo un romanzo, una storia di finzione senza alcuna pretesa di scientificità. non ho scritto un saggio (anche se ne ho letti molti e la maggior parte guardano all'autismo come a un'accozzaglia di deficit, e alle persone autistiche come a persone difettose da normalizzare), ma dopo aver passato quattro anni a studiare le parole giuste per raccontare l'autismo, per me è molto importante che nel mio libro tutti i fatti raccontati, i comportamenti descritti, le espressioni usate siano corretti e verosimili.
vorrei che qualsiasi persona autistica leggendo "l'inventario delle mie stranezze" si riconoscesse nei protagonist* e trovasse validazione del suo modo di essere e di sentire. anche se so che in fondo non è possibile, perché ogni persona autistica lo è a modo suo, e presenta caratteristiche proprie a volte persino opposte. può amare gli animali, o starne lontana per motivi sensoriali. può essere plusdotata o avere difficoltà di apprendimento. 
per un controllo sulla parte "scientifica" ho scelto tre beta reader che conoscono molto bene l'autismo, o per il fatto di essere esse stesse autistiche e/o per il fatto di avere figl* nello spettro.
marika, elena e tiziana sono state preziosissime nel restituirmi le loro impressioni. 
l'aspetto che mi è stato contestato con più enfasi è che i protagonist* sono entrambi "geni matematici" cosa che rafforza lo stereotipo e non rappresenta le persone autistiche che invece devono vedersela con la discalculia.
ora, se mi seguite da un po', sapete che il mio fidanzato è un matematico, stiamo insieme dal 2003, conviviamo dal 2007. la matematica permea la sua vita e di riflesso anche la mia. qualche anno fa siamo andati a una conferenza che parlava di sindrome di asperger nel cinema e ci abbiamo trovato un docente di matematica suo collega, che ha un figlio nello spettro, e probabilmente è spettro pure lui.
è vero che gli stereotipi sono limitanti, forvianti, a volte ingiusti, ma come per "mafia, pizza e mandolino" hanno in sé un fondo di verità. se avessi trasformato Agata in una ragazzina con problemi di discalculia avrei forse dato una rappresentazione meno stereotipata dell'autismo, ma non sarei stata a mio agio. credo comunque di aver messo in luce l'altro lato della medaglia, quanto quella "genialità" (che in fondo è limitata a un unico ambito) costi in termini di bullismo, sensorialità, socialità, abilità manuali...
un'altra cosa che so mi esporrà a contestazioni è la scelta di usare l'etichetta "sindrome di asperger" anche se so benissimo che è stata tolta dal manuale diagnostico (DSM-5) anni fa.
avrei voluto scrivere un libro perfetto, capace di raccontare e rappresentare tutt* le persone neuroatipiche, soprattutto le bambine/ragazze/donne/altro, perché ci sono così poche rappresentazioni di questo modo di essere che davvero nella mia intenzione vorrei che questo libro le abbracciasse tutte. ma non è possibile. 
ho scritto il libro migliore che ho potuto e spero che il mio inventario apra la strada a tanti altri inventari, di altre bambine/ragazze/donne/altro capaci di rappresentare la neuroatipicità da altri punti di vista.
nonostante le imperfezioni e le inesattezze spero di essere riuscita a far tesoro dei consigli delle mie beta reader. se ci sono degli errori, sono colpa mia.

martedì 15 giugno 2021

l'inventario delle mie stranezze - la scrittura


dopo oltre una quindicina di libri scritti (6 pubblicati con editore, 3 autoprodotti, 3 disponibili gratuitamente su wattpad, altri che non-hanno-mai-visto-la-luce-per-fortuna) ho imparato che se sai cosa scrivere, la fase di scrittura è più facile. per questo, dopo aver passato mesi a capire cosa volevo scrivere, per essere sicura-sicura di cosa stavo per fare ho chiesto una consulenza a veronica di scrivi e riscrivi. lei è stata molto gentile e professionale e tutti i suoi consigli e le sue indicazioni sono stati molto utili per mettere meglio a fuoco la storia e passare alla fase successiva, fiduciosa di portare a termine la missione.

un'altra cosa che ho capito è che sapere come hanno affrontato altri scrittori lo stesso argomento è vitale. e io ho scoperto che gli altri scrittori pensano che autismo sia sinonimo di spiccate capacità investigative e che l'autismo sia una prerogativa dei maschi. (lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, giallo con protagonista maschio - il mistero del london eye, giallo con protagonista maschio - smart, giallo con protagonista maschio - tutt'altro che tipico, non giallo con protagonista maschio). non sto dicendo che sono brutti libri, anzi, sto dicendo che questo mi lasciava spazio per scrivere una storia realistica con una protagonista autistica. la consapevolezza di poter dire qualcosa di diverso e non fare l'ennesimo libro stampino di cui non si sentiva il bisogno, per me è una leva molto importante (e di solito lo è anche per l'editore).

un'altra cosa che ho capito, è che scrivere un libro è un atto intenzionale. come fare un puzzle. non può succedere che rovesci i pezzi sul tavolo e magicamente si incastrano da soli. devi metterti lì, con pazienza, e dedicarci tempo. per questo affronto la fase di scrittura in modo militare. ogni giorno devo portare a casa almeno 600 parole. alcune volte sono 800 o anche 1.000, altre volte sono 100. nei giorni in cui sono solo cento o addirittura zero, cerco di essere comunque gentile con me stessa e di non darmi troppo addosso.

per tenere monitorati i progressi uso un'applicazione che si chiama write o meter e che restituisce degli schemetti e delle statistiche adorabili. 

vivo la fase di scrittura (e la vita intera) con una fretta indemoniata. non vedo l'ora di arrivare in fondo. ho bisogno di avere una prima stesura nel più breve tempo possibile. una cosa che mi ha aiutata moltissimo nel velocizzare il processo è stato l'aiuto impagabile di marika e dei suoi messaggi vocali, ogni volta che avevo un dubbio sulla durata della fase di diagnosi, sui meltdown, sulla sensorialità, chiedevo a lei e subito grazie ai suoi input proseguivo.

vista da qui, mi viene da dire che la fase di scrittura dell'inventario è stata facile, ma so che non è vero. se rileggo il quadernetto su cui scrivevo all'epoca, è pieno di dubbi e disperazione, paura di non arrivare in fondo. 

venerdì 11 giugno 2021

l'inventario delle mie stranezze - l'idea


quando ho iniziato a scrivere "l'inventario delle mie stranezze" era gennaio del 2020 ed ero certa che avrei scritto un libro sulla pasticceria. c'erano una nonna e una nipote e tante ricette di dolci.

ho passato mesi a fare scalette, sinossi, schede dei personaggi. ho anche scritto qualche pagina. eppure sentivo che la storia girava a vuoto, non mi convinceva.

poi, verso maggio, la svolta! non volevo scrivere un libro sulla pasticceria, ma uno sull'autismo.

il seme era stato gettato nel 2016, quando il mio fidanzato matematico mi aveva detto: "ma se tu fossi asperger?". aveva letto un articolo su come l'asperger femminile fosse sotto-diagnosticato perché le femmine hanno maggiori capacità mimetiche e già da piccole imparano a nascondere i tratti autistici imitando gli altri (masking). nelle caratteristiche che venivano elencate come tipiche dall'articolo, aveva mi aveva riconosciuta.
sul momento avevo minimizzato e scacciato la domanda con un gesto della mano. "ma va, figurati".
poi, però, ho iniziato a leggere, informarmi, iscrivermi a gruppi facebook sul tema. ho mollato la psicologa che mi seguiva perché mi aveva detto "lei, asperger? non è possibile, ha un buon contatto visivo", e ne ho scelta una specializzata in autismo. e mentre cercavo risposte per me, ho accumulato una quantità enorme di conoscenze, storie, vissuti, informazioni.

per me scrivere è sempre stato un modo per sistematizzare e rielaborare un argomento che mi sta a cuore. ho scritto "l'inventario delle mie stranezze" per rispondere alla domanda "ma se tu fossi asperger?".
ci sono voluti cinque anni per raccogliere informazioni, consapevolezza, testimonianze, parole. non l'ho fatto pensando che alla fine ne avrei scritto un libro, ma l'ho fatto con tutta la cura e l'attenzione possibili. 

so che non è un libro perfetto, ma spero che sia un buon libro.

lunedì 7 giugno 2021

l'inventario delle mie stranezze - la copertina



il 6 luglio uscirà il mio prossimo romanzo e avrà questa faccia. vi piace?

è molto arancione. 
la copertina che avevano messo come provvisoria nel catalogo che ne annunciava l'uscita era ocra e marrone, mi sembrava la copertina di un libro fantasy. questa mi piace MOLTO di più.
a realizzarla è stato uno degli studi grafici più prestigiosi e fighi in circolazione: theWORLDofDOT. hanno vestito e continuano a vestire una gran quantità di best-seller, tipo i romanzi di Maurizio De Giovanni. (immagino sia di buon auspicio)
la copertina di "maschiaccio e femminuccia" era pronta già a febbraio 2020, anche se il libro sarebbe uscito solo a luglio. quella dell'inventario si è fatta aspettare, ma più la guardo più la amo. spero la amerete anche voi.
oggi inizia per me il mese più lungo dell'anno, quello in cui mi preparo, e vi preparo, all'arrivo di un mio romanzo. spero che lo accoglierete con affetto.

potete ordinarlo da subito nella vostra libreria di fiducia, o su amazon: qui

venerdì 4 giugno 2021

chiedi alla scrittrice #15


quali sono i tuoi tic nella scrittura?

ho un'ossessione per gli schemetti, i grafici, i numeri. la sensazione di controllo che mi danno i numeri, permea ogni ambito della mia vita, non poteva quindi non entrare anche nella mia scrittura.

per ogni progetto di scrittura fisso un numero di parole complessivo, un target di parole giornaliero, imposto una data prevista di fine stesura e, a mano a mano che il progetto prende forma, aumento o diminuisco il numero di parole complessivo e/o giornaliero, e sposto la data di completamento. tutto questo viene registrato attraverso una app magnifica che si chiama writeometer.

questo è il grafico del romanzo "l'inventario delle mie stranezze" (il mio nuovo romanzo che uscirà a luglio, ormai lo sapete, vero?)



questo è il grafico del progetto cui ho iniziato a lavorare da pochi giorni con molta gioia e felicità. 



se avete letto il "chiedi alla scrittrice #5" sapete che per me scrivere è un tormento.
le prime 7000 parole di questa nuova storia sono state divertimento puro. per la prima volta ho avuto la sensazione che qualcuno mi dettasse. adesso è già di nuovo la solita agonia, come potete vedere dalla forma piatta che si sta delineando (se fosse l'andamento dei nuovi casi di coronavirus sarebbe una buona notizia), ma ho scoperto come ci si sente quando si è ispirati e nel flow e avvinghiati alla musa. wow.

un'altra follia legata alla scrittura è il fatto che oltre a sincronizzare tutti i file su dropbox e onedrive, ogni sera mi mando via mail il file su cui ho lavorato. vuoi mai che il pc, dropbox e onedrive mi abbandonino tutti nello stesso giorno.

terzo tocco di follia ossessiva, e poi la smetto altrimenti rischio il tso, è che nomino i file con "AAMMGG nome del progetto" (es: 210603 la famiglia preziosin, 210604 la famiglia preziosin...). ogni giorno, prima di cominciare a scrivere, duplico il file di testo del giorno precedente e lo rinomino con la nuova data. quindi sul desktop c'è una cartella che porta il nome del progetto, al suo interno ci sono tutti i file che riguardano quel progetto. se è un libro in lavorazione ci sono solo i file word (uno per ogni giorno in cui ho scritto, con la data relativa), se è un libro pubblicato ci sono dentro il contratto, i rendiconti, il cud, i file con le grafiche, il materiale promozionale...

e con questo folle post si chiude la rubrica #chiediallascrittrice.
dalla prossima settimana si cambia argomento. stay tuned!

martedì 1 giugno 2021

chiedi alla scrittrice #14


quali sono le tue abitudini di lettura?

leggere è una cosa che faccio tutti i giorni almeno per dieci minuti prima di andare a dormire.
sono un'amante del formato digitale, leggo quasi tutto in ebook. ho un kobo per leggere gli ebook presi in prestito da MLOL, e un kindle per leggere gli ebook in lingua inglese che acquisto dal kindlestore. leggo quattro tipi di libri: libri per ragazzi, libri di crescita personale, manuali di scrittura, romanzi non di genere.
in cartaceo leggo quello che non trovo in ebook, in quel caso faccio riferimento alla biblioteca che si trova a 600 passi da casa.
per alcuni mesi l'anno attivo l'abbonamento a storytel, per cui alla lista di libri letti aggiungo anche quelli ascoltati in formato audiolibro.

al momento sto leggendo: 
su kobo "l'arte di legare le persone" di milone, (romanzo)
su kindle "59 seconds", (crescita personale) 
in cartaceo "nonna gangster" (per ragazzi). 

su storytel sto ascoltando "nonna gangster" (in inglese): sì, alterno la lettura del libro cartaceo in italiano all'ascolto dell'audiolibro in inglese.  
ah, e nel frattempo sto scrivendo. due libri. contemporaneamente.

per tenere traccia di tutto questo casino di letture uso goodreads.