mercoledì 3 agosto 2022

l'inventario delle mie vacanze



  • 157.314 passi

  • una dozzina di dolcini, uno più buono dell'altro

  • una ventina di mucche, due conigli, una marmotta, quattro daini, due unicorni

  • un libro: the creative introvert di cat rose

  • un podcast: ama ciò che fai di raffaele gaito (su storytel)

  • un audiolibro: un altro giro di giostra di tiziano terzani (su storytel)

  • un albergatore troppo gioviale

  • tre frasi memorabili: io non te lo auguro, nel bosco ogni sentiero una passeggiata, hai mangiato abbastanza?

  • un giro in seggiovia

ps: se in un sentiero in mezzo al bosco, a duemila metri d'altitudine, avete incontrato un tizio con la mascherina ffp2... era il matematico

venerdì 8 luglio 2022

il gatto nero

ieri sera sono stata invitata a un contest di scrittura: io e una collega ci saremmo dovute sfidare a scrivere un racconto in mezz'ora, su un tema dato.
il tema dato: il gatto nero.
ecco quello che ho scritto:


erica riceve un sms, è sua sorella:

ho rotto uno specchio - faccina terrorizzata

erica risponde:

io ho rotto uno specchio cinque anni fa, sto ancora aspettando che la sfiga si esaurisca.

da quando ha rotto lo specchio a tutta parete dell'hotel hilton in cui ha passato la notte con il suo facoltoso amante, il marito l'ha lasciata, l'azienda in cui lavorava è fallita.

poi è dovuta passare sotto a una scala a causa di un cantiere che occupava tutto lo spazio disponibile, e sua madre è morta.

il giorno in cui il suo ombrello a scatto si è aperto senza motivo al centro del soggiorno di casa, la padrona le aveva dato lo sfratto.

ha smesso di usare il sale per evitare di spargerlo accidentalmente, per insaporire i cibi usa le spezie, ordinate nei loro barattolini tutti uguali in ordine alfabetico: alloro, cannella, coriandolo, cumino, curcuma, curry, noce moscata, pepe bianco, nero, rosa, peperoncino, rosmarino, zenzero, zafferano.

le hanno fissato un colloquio di lavoro in un lunedì 13. si è data malata, gliel'hanno spostato a venerdì 17. ovviamente il colloquio è stato disastroso e il lavoro l'hanno dato a un altro.

erica è disperata. altri due anni di sfortuna non può sopportarli. ci sono ancora troppe cose al mondo cui tiene e che le possono essere tolte: sua sorella, sua figlia teresa, il profumo di una torta appena sfornata.

forse farebbe meglio a farla finita. ma come? impiccarsi? non ha idea di che tipo di corda usare, quanto lunga?

spararsi? come ci si procura un'arma da fuoco?

pasticche? macché da quando è iniziata la sua sfiga non le è venuto nemmeno un raffreddore. probabilmente l'universo vuole che sia nel pieno delle sue facoltà fisiche e mentali per vivere appieno tutte le disgrazie.

buttarsi sotto a un treno? troppo cruento.

ma certo. la scogliera. si getterà dagli scogli e ciao.

gratis (e per fortuna, dato che ha il conto in rosso da mesi), veloce, istantaneo.

è deciso, erica si butterà dalla scogliera oggi stesso. piove e fa freddo. non la vedrà nessuno, non proveranno a fermarla.
gratis, veloce, istantaneo.

continua a ripeterselo per convincersi che è la cosa giusta.

sua figlia è dal padre. teresa se la caverà. e comunque la nuova compagna del suo ex marito è sicuramente una madre migliore di lei. ci vuole poco.

si stringe nell'impermeabile, tira su il cappuccio e si avvia.

la scogliera è vicina. la vede a breve distanza.

gratis, veloce, istantaneo.

poi un gatto nero attraversa la strada. erica si blocca.

il gatto le si avvicina e si struscia contro le sue gambe. è piccolo. infreddolito.

erica lo prende in braccio, lo porta a casa.

la scogliera può aspettare.


la protagonista deve il suo nome a una persona presente nel pubblico e a all'amica scrittrice erica barbiani che - purtroppo per me - ieri non è potuta esserci.

lunedì 27 giugno 2022

stregata dalla raimo

rieccomi con le mie opinioni non richieste sulla dozzina dello strega, che è già diventata cinquina e da cui tra poco verrà decretato il libro vincitore.

io faccio gran tifo per veronica raimo e il suo "niente di vero". mi è sembrato un romanzo davvero godibile, intelligente, dall'ironia feroce.

il mio secondo libro preferito è "e poi saremo salvi" di alessandra carati. un romanzo toccante che affronta il tema sempre attuale dell'immigrazione di "seconda generazione" e degli orrori che spesso si consumano nei paesi di provenienza delle persone immigrate.

"randagi", "divorzio di velluto" e "spatriati" per me sono tre "gne". non li ho trovati particolarmente toccanti, né interessanti, e non hanno fatto risuonare niente in me.

"nova" di baccà non ho intenzione di leggerlo. la voce narrante del suo romanzo precedente "benevolenza cosmica" (che ho letto perché il nostro baccà è il grande genio che ha esordito nientemeno che con adelphi e quindi vuoi non restare al corrente) era così sessista che ho giurato a me stessa che mai più.

il grande interrogativo è "stradario aggiornato di tutti i miei baci". vorrei leggerlo ma ha più di 600 pagine e la mia teoria è che se non puoi dirlo in meno di 250 pagine ti stai accollando e io non te lo permetterò. tuttavia - forse un giorno - concederò una possibilità a questo libro che in qualche modo esercita un certo magnetismo sulla mia curiosità.

voi? che ne dite? siete stregati da qualcuno dei finalisti? o preferite il campiello?

in quel caso ho un'opinione non richiesta anche su quello: faccio grande tifo per "la foglia di fico" di antonio pascale. un romanzo originale, dalla struttura particolare, che coniuga botanica e vita - piante e persone - in modo molto intrigante.

venerdì 25 marzo 2022

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da adesso, ufficialmente, non sono più una disoccupata senza arte né parte, ma la titolare di una partita iva in regime forfettario.
sono una editor freelance specializzata in libri per ragazzi, con esperienza pluriennale.
ho un sito professionale: silviapillin.it, offro dei servizi, attraverso gli articoli del blog dimostro di essere una persona competente, che sa di cosa parla.
lo scrivo qui, e me lo ripeto in testa, "sono brava, sono capace, posso farlo" anche se una voce dentro di me continua a ripetermi che sono solo una cretina, che potevo tenermi il mio lavoro comodo, che mi sono messa nei guai da sola.

ho impiegato un mese più del previsto ad arrivare a questo punto. è stato più complicato di quanto immaginassi, sia dal punto di vista burocratico, sia dal punto di vista emotivo.

martedì, alla fiera di bologna, ho incontrato la persona che 12 anni fa ha preso il mio posto in mondadori ragazzi. avrei potuto essere al suo posto e ho provato una sorta di nostalgia, anche se non so cosa faccia di preciso e sono quasi certa che non mi piacerebbe. ma le sliding doors non perdono mai il loro fascino.

e quindi, eccomi qui. mi presento:
sono silvia pillin, editor freelance specializzata in libri per ragazzi. se avete bisogno di una mano nello strutturare, nello scrivere, o nel presentare a un editore un testo per ragazzi, sono la persona giusta!

faccio fattura, pago le tasse, ho un conto in banca etica, sostengo progetti di riforestazione per compensare la mia impronta di carbonio.
ho dei problemi con i cookies e la privacy policy del sito. se puoi aiutarmi, te ne sarò eternamente riconoscente e il tuo nome finirà nei ringraziamenti del prossimo libro pubblicato.

martedì 15 marzo 2022

che coraggio

 

da quando ho dato le dimissioni il 4 febbraio, la cosa che mi è stata detta più di tutto è: sei stata coraggiosa.

io mi sono detta impulsiva, scema, troppo esigente, immatura, infantile. di tutti gli aggettivi che avrei scelto, coraggiosa non era contemplato.

alla fine ho le spalle coperte, il mio stipendietto nel bilancio familiare contava pochissimo, non devo pagare un mutuo, non ho figli da mantenere, ho dei risparmi con cui finanziare i miei sfizi e i miei progetti.in nessun modo aver rinunciato al mio lavoro (e quindi ai soldi) ha modificato o modificherà nel medio periodo il mio stile di vita.

in queste settimane, però, credo di aver capito che quel coraggio forse non aveva tanto a che fare con i soldi cui avevo deciso di rinunciare, come superficialmente pensavo, quanto piuttosto con il fatto che restare disoccupata mette in discussione la propria identità e il proprio posto nel mondo.

siamo abituati a identificarci nel nostro lavoro. “chi sei” ha molto a che fare con “cosa fai”.

adesso non sono niente, non ho un ruolo produttivo preciso, non sono nemmeno madre. a cosa mai servirò?

ecco, credo che in questo senso ci voglia una buona dose di coraggio nello smettere dopo anni di essere una che si occupa di pubblicità online e scegliere di diventare qualcos'altro e costruirsi una nuova identità.

non so chi sono, non so cosa sto facendo, non so cosa farò da grande ma so cosa non voglio essere e cosa non sono più disposta a fare. basterà?