domenica 11 ottobre 2020

ingredienti per la crostata al cioccolato con la frolla al mais


sabato pomeriggio sono andata dai miei genitori.

ho preso una corriera, con tre ragazzi che stavano con le fronti attaccate, a guardare cose sullo stesso cellulare, la mascherina sul mento.
non ho detto niente.
per tutto il viaggio ho ascoltato l'audiolibro di "i bambini perduti". dopo 40 minuti di audiolibro sono scesa, ho percorso a piedi la strada che separa la stazione dalla casa dei miei genitori.
di solito io, le mie sorelle, i nipoti e i cognati facevamo grandi pranzi in cucina. ieri ci siamo trovati in giardino, tutti con la mascherina a coprire naso e bocca, a parte il marine e il teppista plusdotato. tutti a lavarci le mani in continuazione, a disinfettarle con soluzioni alcoliche spremute da boccette di plastica. tutti distanziati, senza abbracci, baci sulle guance, nipotini sulle ginocchia per leggere libri. tutti preoccupati di essere portatori asintomatici del virus. io (e forse anche gli altri) preoccupati in particolar modo per mio padre: sovrappeso, over 65, fumatore, con una perforazione polmonare molto recente che l'ha portato in terapia intensiva non molti mesi fa.

io, sorpresa che mio padre indossasse la mascherina senza protestare. per come lo conosco, mio padre è il tipo di persona che crede che il virus sia meno di un'influenza, che siamo in una dittatura sanitaria, che con le mascherine ci si pulisce il culo e vogliono fare fallire l'italia. e guarda trump. ma forse, rischiare la vita qualche mese fa ha portato un briciolo di buonsenso, forse quello che non hanno potuto le nostre argomentazioni supportate da dati, hanno potuto la fragilità e gli anni che passano.

abbiamo fatto merenda. ho preparato una crostata al cioccolato, con la frolla al mais.
per la frolla:
2 uova
100 gr di zucchero
80 gr di olio di semi di mais
120 gr di farina di mais
120 gr di farina 00
8 gr di lievito
estratto di vaniglia

sono entrata in casa per pesarmi: kg 54.6. la volta precedente kg 55.2. quando correvo kg 53.4.
sono entrata in casa per prendere dalla mia camera di adolescente 6 quaderni. diari di vent'anni fa, in cui cercare la persona che ero, forse per capire chi sono ora, come sono diventata la persona di adesso. 

ho portato una crostata al cioccolato perché la ballerina da carillon e il teppista plusdodato mangiano solo dolci al cioccolato. ha funzionato. hanno mangiato anche loro la crostata, hanno fatto il bis. anche mio padre ha fatto il bis.

per la crema:
120 gr di zucchero
35 gr di amido di mais
500 gr di latte
150 gr di cioccolato fondente
40 gr di burro

era da mesi che non preparavo un dolce. non posso più permettermeli perché non corro più, e ora che l'obbligo di mascherina è stato esteso anche all'aperto non camminerò nemmeno più. resterò chiusa in casa, in un lockdown autoimposto che probabilmente non impedirà un nuovo lockdown, perché c'è gente che si concede il lusso di abbracciare il nipotini e pranzare al chiuso senza mascherina, senza distanziamento, senza lavarsi in continuazione le mani. ma io mi ostino a essere il cambiamento che vorrei vedere nel mondo, anche se sarebbe molto più facile e divertente fare il cazzo che mi pare.

sono andata via un'ora dopo essere arrivata, salutando tutti da lontano con la mano, mentre mio padre cuoceva caldarroste sulla griglia. lungo la strada verso la corriera mi sono abbassata la mascherina per respirare, e subito l'ho rialzata, appena ho visto qualcuno venirmi incontro sul marciapiede. 

in corriera mi è venuta la nausea. guardavo su google maps quanto mancava e, ingoiando grandi quantità di saliva, mi chiedevo se avrei dovuto chiedere all'autista di farmi scendere a vomitare. mi sono ricordata del sacchetto di carta con le susine che mi aveva appena dato mia madre. ho pensato che se non avessi fatto in tempo a scendere avrei potuto vomitare sulle susine. 

alla fine sono riuscita a portarmi la nausea fino a casa. giusto in tempo per guardare i dati aggiornati sul contagio. e vomitare.

 



lunedì 5 ottobre 2020

di piccoli passi e poche parole



come preannunciato, la settimana scorsa mi ero data due obiettivi quotidiani e piccoli: 10 mila passi e 600 parole al giorno. e come vedete da questi schemetti adorabili, ho raggiunto entrambi gli obiettivi (quasi) ogni giorno.

con uno sforzo quasi microscopico ho messo insieme 5000 parole, che non sono molte (diciamo il 10% di un libro) e oltre 70.000 passi, che sono 1750 calorie bruciate più o meno.

nella mia vita è cambiato pochissimo: invece di ascoltare podcast e audiolibri sul divano, l'ho fatto camminando. invece di cazzeggiare sui social per tre ore, ci ho cazzeggiato per due ore e mezza.

a volte il tempo faceva schifo e uscire a camminare non era il massimo, a volte di scrivere avevo voglia zero, ma l'ho fatto e ne sono stata soddisfatta. quando invece di 600 parole ne ho scritte solo 400 ho cercato di recuperare.

se non mi fossi data questi obiettivi avrei scritto e camminato comunque? forse sì, ma l'avrei fatto molto meno.

se mi fossi imposta di camminare 20 mila passi e di scrivere 2.000 parole l'avrei fatto? forse. è persino possibile che avrei camminato e scritto più di quanto abbia fatto in realtà. ma ora sarei stanca e demotivata.

mentre con un obiettivo così facile sono contenta di me e ho voglia di proseguire anche questa settimana.

e voi, come ve la siete cavata?

domenica 27 settembre 2020

sono solo 10 minuti


anche a voi sembra di avere sempre un milione di cose da fare e di non riuscire a fare mai LA cosa che vorreste?

a me capita in continuazione.

dopo il lockdown non sono più riuscita a correre. io, che quattro anni fa mi allenavo per la maratona, che correvo almeno una mezza maratona a settimana senza fare una piega... non riesco più a fare 3 chilometri di fila.

per combattere la sedentarietà che si è impossessata di me, la scorsa settimana mi sono ripromessa di camminare almeno 10mila passi al giorno. e ci sono riuscita. l'obiettivo è quello di arrivare di nuovo a correre per mezz'ora consecutiva. ma se mi fossi data da subito quell'obiettivo, mi sarei sicuramente scoraggiata. la chiave è: start small. ma la chiave è anche: cerca il modo di restare costante.

ho quindi deciso di proseguire la sfida coinvolgendo anche voi: qual è LA cosa che dovete fare e che rimandate in continuazione?

bere  più acqua, studiare una lingua, leggere almeno 20 pagine al giorno, fare yoga, iniziare a registrare un podcast, suonare uno strumento musicale, ripulire il garage/la macchina/la soffitta.

qualunque cosa sia, da domani - e solo fino a domenica 4 ottobre - la faremo insieme. ecco come:

  1. scegli quello che vorresti fare (es: yoga)
  2. circoscrivi la cosa in modo che sia fattibile (es: 10 minuti di yoga al giorno)
  3. pensa a come potresti eliminare gli ostacoli tra te e lo yoga (es: liberare lo spazio in cui stendere il tappetino, togliere il tappetino dall'armadio in cui sta facendo le ragnatele e metterlo in bella vista, preparare già gli abiti che indosserai, scegliere un video di yoga che dura 10 minuti, nascondere il telecomando - se è la televisione la cosa che ti impigrisce e toglie tempo...)
  4. prendi un appuntamento quotidiano con te stess*, scrivilo proprio sull'agenda (es:dalle 7 alle 7:10 yoga) potrebbe essere necessario alzarsi dieci minuti prima, ma... sono solo 10 minuti.
  5. trova il modo per monitorare i progressi (es: scarica la app "abitudini", decidi di mettere una x sul calendario per ogni giorno in cui avrai fatto i tuoi dieci minuti, disegna una tabella su un foglio...)
abbiamo sempre l'impressione di dover fare grandi cose: l'abbonamento annuale in palestra, scrivere per tre ore al giorno, pulire tutta la casa da cima a fondo. e sottovalutiamo quanti progressi invece è possibile fare con solo 10 minuti al giorno di qualsiasi cosa. 
se sei dei nostri commenta qui sotto! coinvolgi una persona che potrebbe partecipare! sono solo dieci minuti e solo da lunedì 28 settembre a domenica 4 ottobre. 

domenica 23 agosto 2020

il marine


ha nove mesi, un ciuffo di capelli alla trump e il tipico sorriso sdentato dei bambini molto piccoli, quello che ha il potere di rimbambire gli adulti e di indurli a fare le vocine sceme.

come un attore consumato scuote la testa di lato, per spostare il ciuffo e conquistare la schiera di fan: nonni, zii, cuginetti. tutta gente che si prodiga in smorfie e richiami, scuotendo giocattoli uno più rumoroso dell'altro, per attirare la sua attenzione.

ma lui, asceta stilita superiore alle lusinghe del consumismo, ha occhi solo per un inutile coperchio giallo, che non fa niente, se non il coperchio di una scatola di formine, che vorrebbero essere colorate e interessantissime.

il coperchio giallo è tutto ciò che gli interessa, e tutto ciò di cui i suoi fan tentano di impossessarsi per portarlo dalla loro parte.

come un marine ben addestrato (o un roomba sobrio), striscia sui gomiti su qualunque superficie: tappeti, marmi, prati e lo fa con l'eleganza e la velocità di un'anguilla.

è lorenzo, è mio nipote, e non essendo ancora in grado di leggere i miei romanzi o di sfornare torte e biscotti, è totalmente inutile. ma simpatico.

venerdì 7 agosto 2020

post-event blues

photo @adrienl


sapevo che sarebbe successo, l'avevo anticipato anche nel post dal titolo "come nasce una scrittrice": pensi che un evento rivoluzionerà la tua vita, che niente sarà come prima, che avrà conseguenze irreversibili... invece il 28 luglio è uscito "maschiaccio e femminuccia" e non è successo niente, non è cambiato niente.
ho registrato un'intervista per raicultura, c'è stata una recensione su tuttolibri della stampa, ho visto il mio libro in vetrina, e anche se mi sembrano esperienze gigantesche, la mia vita è identica a prima. 
ma forse il problema è che dei libri in generale, e dei libri per ragazzi in particolare, agli altri importa poco.

e dovrei saperlo bene, visto che i miei genitori sono non lettori, perfettamente a loro agio in quel 60% di italiani che non legge neanche un libro all'anno, secondo l'AIE. 
l'unico libro che hanno regalato a natale a mio padre, anni fa, lui l'ha rifilato a me, non sapendo che farsene. era "sunset limited" di mccarthy, solo 115 pagine: troppo sottile per essere usato come zeppa o ferma porta.
immaginate quanto possa essere orgoglioso di me mio padre, nell'avere una figlia che ama e "produce" gli oggetti a suo dire più inutili e insensati, privi di qualunque significato o attrattiva.
 
insomma, dopo un fuoco d'artificio d'euforia, sono piombata in quello che giovanna martinello nella sua ultima newsletter ha chiamato post-event blues: la tristezza che ti coglie dopo un evento che hai aspettato e preparato per mesi.

a dare il colpo di grazia è arrivata la scheda di lettura dal premio calvino. a parte queste quattro righe lusinghiere, la restante pagina e mezzo massacra il testo in modo chirurgico.


ciliegina sulla torta: due giorni fa ho commesso un gravissimo errore sul lavoro, di cui il cliente si è accorto. ho passato un brutto quarto d'ora, tremando da sola davanti al computer e sperando di sparire. mentre la collega, dalle ferie in montagna, chiedeva cosa fosse successo.

ma sono in ferie, ho una montagna di libri in cui rifugiarmi e andrà tutto bene.