mercoledì 20 gennaio 2021

la dittatura della caldaia


tutto è iniziato quando quest'estate ci siamo accorti che dopo la doccia si accendevano i termosifoni. abbiamo chiamato l'ominio della caldaia che ha sistemato alla buona dicendo che se il problema si fosse ripresentato avrebbe dovuto cambiare un pezzo.

il problema si è ripresentato, l'omino della caldaia ha cambiato un pezzo e tutto è andato bene. per due settimane. poi una mattina sono entrata nella doccia, ho aperto l'acqua.
first reaction: shock. because... l'acqua era GELATA.

abbiamo richiamato l'ominio della caldaia, è tornato, ha aperto l'acqua. first reaction: shock. because... l'acqua era di nuovo calda. ma che dico, bollente.

l'omino ha smanettato per venti minuti, fingendo di cercare un guasto, e se n'è andato scuotendo la testa e prendendoci per pazzi.

da quel giorno siamo vittime della dittatura della caldaia. l'acqua calda c'è... ma solo a volte. pensavamo di aver capito che c'era solo a termosifoni spenti, per cui per un periodo - prima di farci la doccia - abbiamo spento i termosifoni illudendoci che ci fosse una correlazione. è stata una doccia fredda scoprire che non c'era alcuna correlazione, e ora non sappiamo se e quando potremo farci una doccia calda.

mercoledì 13 gennaio 2021

l'habit tracker


sono arrivata alla fine del 2020 in una situazione di anedonia, cioè di totale disinteresse per le cose azzurre, i libri, i dolcini, la corsa e tutto ciò che in una condizione normale mi piace e mi dà gioia.
in pratica ero un bozzolo a forma di divano, avvolto nella coperta presa vent'anni fa con i punti dei pavesini.

visto che crogiolarsi nel desiderio di sparire, per quanto allettante, non è sano, mi sono detta che per il nuovo anno mi sarei rimessa sulla buona strada. avrei ripreso a camminare - almeno 5 mila passi al giorno (riprendere a correre è molto al di sopra delle mie forze*) e a fare yoga. fare yoga mi piaceva, mi faceva stare bene (nonostante il downward facing dog) non so neanche perché o quando ho smesso.
dicono che per trasformare un'attività in un'abitudine ci vogliono circa 30 giorni e io sono sicura di aver fatto yoga per molto più tempo. perché ho smesso? quando è successo? non lo so, non riesco a ricordarlo.

per questo ho deciso che avrei tenuto traccia delle mie abitudini. ho scaricato due copie della tabella che vedete qui sopra, l'ho stampata e... si è rivelata la cosa più demoralizzante del mondo.
anche se sto facendo yoga tutti i giorni dal 27 dicembre, quella tabella, che tiene traccia dei progressi annuali è così miseramente vuota che mi viene da piangere. per non parlare della tabella dei passi, in cui mancano già 3 crocette su 13.

la prossima volta che deciderò di tenere traccia di un'abitudine sceglierò un habit tracker mensile, anzi no, settimanale, ma che dico, giornaliero! la vita è già difficile così, non serve una tabella annuale a peggiorare l'umore.


* chissà dov'è la me che nel 2016 correva per 30 chilometri senza battere ciglio e cosa direbbe della me che ha il fiatone per due piani di scale

giovedì 7 gennaio 2021

confesso che ho sbagliato*



* il titolo del post e l'immagine sono una parodia di "confesso che ho vissuto" di pablo neruda

quando verso i 12 anni ho deciso che sarei diventata una scrittrice, sembrava molto semplice: avrei scritto libri, che sarebbero stati pubblicati e letti da moltissimi lettori. non sapevo niente di come si scrivesse un libro, di cosa fosse una casa editrice, di filiera editoriale.

negli anni ho cercato di orientarmi, di riempire quelle lacune e ora, a 38 anni, guardando indietro, è chiaro che pur avendo studiato non ho capito un tubo e ho commesso un sacco di errori. quello che sembrava un processo semplice e lineare: scrivi, pubblica, promuovi, ripeti, in realtà richiede una consapevolezza e una quantità di scelte che non ho saputo fare.

smontiamo il processo pezzo per pezzo:

* scrivi: cosa? narrativa o saggistica? di genere o non di genere? per adulti o per ragazzi? la cosa giusta sarebbe stata rispondere a queste domande sempre allo stesso modo. per esempio avrei potuto decidere di diventare un'autrice di romanzi di genere chick-lit e pubblicare ogni anno uno o due nuovi libri di quel tipo, magari scrivere una serie con sempre gli stessi personaggi. questa coerenza mi avrebbe permesso di costruire un pubblico omogeneo e affezionato e di farlo crescere.
il fatto è che dal 2013 a oggi ho risposto a quelle domande in modo sempre diverso: ho pubblicato saggistica con e senza editore, narrativa per adulti con e senza editore, chick-lit, narrativa non di genere, uno young adult, un libro per bambini e persino una guida turistica.
che autrice sono? cosa scrivo? chi sono i miei lettori? chi sono io? non lo sapevo, non lo so ancora e ho combinato un casino.
semplicemente, di volta in volta ho scritto quello che mi andava di scrivere. alla fine, non avendo vincoli, ho goduto del privilegio di scrivere per me stessa e ho scritto quello che avrei voluto leggere in quel momento.

* pubblica: in self o con editore? se con editore, mi propongo da sola o cerco un agente? a che editori mi propongo? a che agenti mi propongo? il contratto che mi sottopongono è decente o una fregatura? qui devo dire che sono stata abbastanza brava e fortunata. mi sono tenuta alla larga dagli editori a pagamento e a parte un'eccezione ho sempre avuto la possibilità di lavorare con persone oneste e capaci. se nella fase di scrittura ho fatto un casino, in quella di pubblicazione è sempre andata piuttosto bene e credo di aver coperto tutte le cinquanta sfumature di editoria: piccolo editore solo digitale, piccolo editore tradizionale, self publishing, grande editore con distribuzione nazionale.

* promuovi: sono introversa, non mi piace stare attivamente sui social (anche se perdo molto tempo a guardare i contenuti degli altri). il mio posto preferito è questo blog, ed è chiaro che sono vecchia, i blog sono morti e sepolti da anni, andavano di moda 15 anni fa. adesso bisogna fare i video, i reel, i tik tok, i podcast, le instagram story (o sono già sorpassate pure quelle?), la igtv (o è già morta?). ma metterci la faccia, da autori, è fondamentale. se non ci metti la faccia e non crei la community e non interagisci, il libro non si vende. ho sempre sovrastimato gli effetti della mia promozione: mi illudevo che cento like/visualizzazioni delle storie o dei post corrispondessero a cento copie vendute. ma no, non funziona così.

* ripeti: sono lenta. riesco a scrivere un libro all'anno quando va bene. ma i ritmi del mondo editoriale sono molto diversi e se si vuole vivere di scrittura (ahahah) bisogna sfornare un libro dopo l'altro, altrimenti i lettori si dimenticano, altrimenti non guadagni abbastanza.

alla luce di queste considerazioni, cercando di dare una parvenza di senso e coerenza al mio percorso di autrice, ho tolto dal commercio "non un romanzo erotico". è il libro da cui ho guadagnato di più. avrei potuto scriverne altri dello stesso genere, cavalcare l'onda. non l'ho fatto e ora è il libro che mi rappresenta di meno, di un genere che non leggo e nel quale non saprei più scrivere. soprattutto è un libro che non ha niente a che fare con il mio nuovo ruolo di autrice per ragazzi, e dato che tra qualche mese uscirà un nuovo libro, sempre per EL, e che quello di scrittrice per ragazzi sembra essere l'etichetta in cui al momento mi riconosco maggiormente, ho anche deciso che "aria e altri coccodrilli" sarà un ebook scaricabile gratuitamente sia da amazon sia da kobo (questo avverrà verso i primi di febbraio, appena scadrà l'esclusiva kdp select che ho dato ad amazon).
"ti voglio bene lo stesso" per adesso resta lì dov'è. continua a vendere, persino nel formato cartaceo, anche senza promozione, ed è un libro cui... voglio bene lo stesso, anche se è imperfetto, anche se sono molto lontana da quello stile di scrittura, anche se non è un libro coerente con il mio nuovo status di scrittrice per ragazzi.

domenica 3 gennaio 2021

il mio 2020 in libri - novembre e dicembre

 
novembre e dicembre sono stati i mesi dei corsi online. i mesi in cui abbiamo festeggiato su zoom il primo compleanno del marine, gli otto anni della nipotina boccolosa (che ha sentito la mancanza della mia torta), il compleanno del matematico (che ha ricevuto una tortina così triste che non ci ricordiamo nemmeno com'era fatta), quello di mia nonna che il giorno di natale ha compiuto 92 anni al pronto soccorso. il 2020 ha fiaccato pure lei, che ha sempre avuto una vitalità e un'energia superiori alla mia. da anni si occupa da sola delle galline, di diversi filari di viti, di diversi filari di kiwi, di un orto immenso. io è già tanto se riesco ad alzarmi dal letto al mattino.

in questi ultimi due mesi dell'anno ho letto:

nel contagio - paolo giordano: ho un'adorazione per paolo giordano da sempre. durante quest'anno ha confermato di meritarla. è stato uno dei pochi a parlare della pandemia - dalle pagine del corriere della sera - in modo serio, chiaro, equilibrato. da poco ha anche un podcast che si chiama ossigeno e che vi consiglio.

la famiglia sappington - louise lowry: è un libro divertentissimo. dissacrante. crudele. mi ha fatta ridere. mi ha mostrato una delle tante possibilità della narrativa per ragazzi, la straordinaria libertà che concede. e mi sono sentita privilegiata.

una casa sulle ruote - susin nielsen: di questa autrice ho letto diversi libri. accorgendomi dopo che era sempre lei. eppure i suoi titoli mi catturano sempre. tipo "gli ottimisti muoiono prima" o "siamo tutti fatti di molecole". come si fa a resistere? anche in questo romanzo l'autrice colpisce nel segno, con una storia per ragazzi davvero coinvolgente e toccante. il protagonista si trova a vivere in un furgone con la madre. dovrebbe essere una situazione temporanea. ma le cose invece di andare meglio, vanno sempre peggio.

sabato 2 gennaio 2021

il mio 2020 in libri - ottobre


ottobre è il mese in cui ho smesso di vivere. i contagi hanno ricominciato a salire e io ho ristretto la mia vita più che durante il lockdown. ottobre è il mese in cui non abbiamo festeggiato il compleanno di mia sorella. è il mese in cui ho letto

l'archivio dei bambini perduti - valeria luiselli: un libro straziante che racconta lo sfilacciarsi di una famiglia costituita da poco e insieme le storie dei bambini che dal messico attraversano il confine per arrivare negli stati uniti. un libro toccante, che ho ascoltato su storytel e ho amato molto

la vita bugiarda degli adulti - elena ferrante: sono sempre restia a leggere i romanzi best-seller, i casi editoriali. di solito mi deludono, non li capisco. tipo che ho detestato "eleanor oliphant sta benissimo" e mi sto tenendo alla larga da "cambiare l'acqua ai fiori" perché so che sarà una fregatura. "l'amica geniale" l'ho letto anni fa perché mi sono fidata di nicoletta (e ho fatto bene) e poi mi sono divorata gli altri tre, ho contagiato mia cugina e mia zia e alla fine ho ceduto anche a questo. ed è stato un ascolto piacevole.

l'inventario delle mie stranezze - silvia pillin: il titolo non è definitivo, la copertina che vedete qui sopra è una grafica orrenda che ho improvvisato io usando la foto della prima stesura del libro, quando ancora ci stavo lavorando a giugno. ottobre è il mese in cui ho firmato il contratto con l'editore. sarà un libro sull'autismo, se tutto va bene uscirà l'estate prossima. la protagonista sarà femmina (perché l'autismo non è solo maschile) e non sarà un giallo, perché essere autistici non è sinonimo di capacità investigative.