domenica 11 marzo 2012

torta sbriciolata con ricotta e cioccolata

ieri, serata ad alta socialità multiculturale: eravamo invitati a un party a casa del nuovo collega russo trasferitosi da amsterdam con la moglie bulgara e i due figli di 6 e 3 anni.
mi sono quindi lanciata nella produzione della torta che dà il titolo al post, con l'intento di portarla al suddetto party.
la ricetta è di (ahimé) benedetta parodi. la trovate qui.
in apparenza è molto semplice: si mescola burro farina zucchero si aggiunge un uovo e del lievito per ottenere un impasto che non deve essere omogeneo ma un mucchio di briciole.
la crema di ricotta e cioccolato è ancora più facile: si mescola la ricotta con lo zucchero e il cioccolato a scaglie.
la composizione un gioco da ragazzi: si mettono sul fondo dello stampo da forno tre quarti delle briciole, ci si spalma sopra la crema di ricotta, si completa ricoprendo il tutto con le briciole rimaste.
e ora passiamo al dilemma cottura, al alto rischio fallimento, tragedia, disastro, carbonizzazione, eruzione dato che ho solo un forno a microonde e la possibilità di cuocere o con il piatto crisp, alto un paio di centimetri scarsi, o in uno stampo in silicone bello capiente ma con funzione grill.
ho optato per la funzione crisp, cotto per una decina di minuti, rischiato di frantumare tutto quando ho sformato la torta, impiattato e portato alla festa.
il patto con il matematico era, ce ne andiamo quando la torta è finita (così ci riportiamo indietro il piatto).
dato che l'ultima fetta non la prende mai nessuno (dalle mie parti si chiama "la creanza", in ucraina pare che non la mangi neanche il poliziotto) avevamo deciso di mangiarcela noi e infine di congedarci.
all'inizio la nostra torta non se l'è filata nessuno. è rimasta intonsa per un sacco di tempo, sia perché si trovava in un'area defilata del tavolo del buffet, sia a causa della penuria di coltelli. poi ho chiesto un coltello, ho scambiato un piatto vuoto in prima fila con quello della mia torta, e qualche timida fetta se n'è andata. in particolare pare la torta sia stata particolarmente gradita da un tizio con la felpa arancione e forse dall'amico giapponese che su mia sollecitazione ha persino fatto il bis, ma forse solo per farmi piacere.
infine, l'ultima fetta, quella su cui stavamo per buttarci noi, è stata presa da una bambinetta, che di creanza e poliziotti probabilmente non ne sapeva nulla.
questa è la storia del perché non ho la più pallida idea di che sapore abbia la torta sbriciolata con ricotta e cioccolata.

4 commenti:

Giulia ha detto...

Se c'ero io, me lo mangiavo l'ulitmo pezzetto della torta, ma te ne avrei lasciato un angolino almeno..:)

Cecilia Christine ha detto...

Se c'ero il mi mangiavo pure il piatto! :-)

Anonimo ha detto...

stessa torta, stessa ricetta (Benedetta), ma io sono riuscita a mangiarla: ottima!
s.

azzurropillin ha detto...

grazie giulia.

cecilia, il piatto mi serve!

s., in effetti aveva l'aria di essere buona...