mercoledì 24 luglio 2013

masterpiece o non masterpiece, questo è il problema

forse ne avrete già sentito parlare. dall'autunno, su rai tre, andrà in onda un nuovo talent. un talent per aspiranti scrittori che si chiamerà masterpiece. il vincitore pubblicherà con un grande editore il romanzo che ha inviato per partecipare.
ancora non si sa chi lo condurrà, né come riusciranno a spettacolarizzare il mestiere più solitario e meno televisivo del mondo.
un ballerino balla e la vedi la sua arte, lo stesso per un cantante, un attore, un cuoco. ma uno scrittore? come fai a mostrare i processi creativi, a rendere visibile per gli altri la sua arte, e quindi interessante, una persona che ticchetta solitaria sulla tastiera, cancella, sbuffa, cazzeggia su internet e poi ticchetta ancora qualcosa e poi cancella ancora qualcosa?
probabilmente, più che sulla scrittura, punteranno sul trasfomare i partecipanti in personaggi, faranno a pezzi le loro pagine e diranno "che merda mi stai facendo leggere?! vuoi che muoro?"
nonostante questo, pur avendo sempre schifato la tv, e temendo persino di mettere in mostra la mia faccia nella foto profilo di fb (a zandegù che mi chiedeva una foto da mettere nel manuale di scrittura e sul sito ho proposto quella di una delle mie sorelle), l'idea di partecipare mi affascina moltissimo. 
discutendo di questa possibilità, l'argomentazione a sfavore che ho trovato più convincente è stata quella di chiara che dice: "è vero che di certi scrittori sappiamo bene come sono in faccia; Rowling, King. Ma guarda caso quelli sono arrivati ai mass media per le loro storie, già famosissime. Qui invece sbatti degli sconosciuti sotto i massimi riflettori non come risultato di storie amatissime, ma come punto di partenza. Senza alcun merito raggiunto, cioè l'affetto di lettori che non ti hanno mai visto."
è chiaro insomma fin dall'inizio che questo talent non verrà vinto da chi ha scritto il romanzo più bello, ma dal più telegenico, da quello che con la sua faccia e il suo comportamento saprà maggiormente catturare il pubblico televisivo, che immagino in larga parte molto differente dal pubblico di lettori.
i meccanismi dell'editoria sono già piuttosto biechi (non si pubblicano libri belli in assoluto ma libri che si pensa piaceranno e quindi venderanno), perché peggiorare le cose pubblicando un libro che non ha valore in se stesso ma ha valore in quanto scritto da un tizio che in tv funziona? (a ben pensarci è già pieno di libri penosi scritti da personaggi tv, quindi non dovrebbe cambiare molto.)

essendo perfettamente consapevole di tutto questo, per quale motivo invece di provare repulsione all'idea di masterpiece continuo a esserne perversamente attratta?

2 commenti:

CeciliaChristine ha detto...

Perché potresti fingerti un personaggio durante il programma che invece poi non sei, rendere finzione e quindi in un certo senso romanzare la tua partecipazione. Loro possono pure spingere i protagonisti a assumere certi ruoli, ma se il ruolo lo decidi tu a priori, come personaggio, allora magari sarebbe un esperimento interessante.

Alessandro Madeddu ha detto...

Sarai attratta dal fascino del male :) perché i talent show sono il Male in Terra, e se non lo sono, allora sono l'avanguardia di Mordor.

E concordo: sarà solo un'esibizione di ego ipertrofici, "personaggi" nel senso più deleterio del termine, e di giudici che dicono "vuoi che muoro", e che dovrebbero morire nel momento stesso in cui lo dicono. Ma invece no, sono sempre lì... :)