mercoledì 21 dicembre 2011

babele

era da sei mesi che non tornavo in italia.
sei mesi passati per lo più in silenzio o nel tentativo di comporre frasi di senso compiuto in inglese o, peggio ancora, in tedesco.
ieri sera, al roberto saviano della ristorazione, ho intercettato e interagito con due italiani. con uno, per la gioia di parlare la mia lingua, ho quasi flirtato, poi, complice la sindrome premestruale, mi sono messa a piangere (senza molto pudore, ma durante la pausa).
il fatto è che il roberto saviano della ristorazione, e la mia vita in generale, è diventata babele. un'interazione costante con persone di tutto il mondo che parlano poco e male, o benissimo, lingue che potrei capire o che non conosco affatto.
e quindi, lapalissianamente, vi ricordo quanto sia bello poter parlare e ascoltare e capire e farsi ascoltare in italiano. per quanto anche parlando la stessa lingua, certe volte, sembri di non essersi mai mossi da babele.

3 commenti:

Smila Blomma ha detto...

abbasso il pudore! pure io sò contenta quando rimpatrio e mi stupisco, chessò, di capire tutto quello che dicono quelli che mi passano affianco per strada!

b & k ha detto...

Io piangevo tutte le volte che sentivo un italiano aprire bocca...dopo solo un anno e mezzo mi sono abituata...o rassegnata...:/
buon anno!

azzurropillin ha detto...

la cosa più guduriosa è sgamare gli italiani che mi parlano inglese. si riconoscono subito, anche se una volta mi sono fatta ingannare da una spagnola!