martedì 5 ottobre 2021

progetto di scrittura #3 - il libro che mi ha dettato roald dahl in persona


a fine maggio ho iniziato a leggere “Matilde” di roald dahl. adoro i libri di dahl, sono super cinici e cattivi nei confronti dei bambini. mi fanno davvero ridere, adesso, da adulta. non ho avuto la fortuna di apprezzarli da bambina perché piacevano a mia sorella maggiore e io dovevo schifarli per principio.

in un momento di vuoto ho ricopiato l'incipit di “Matilde” e poi è successa una cosa magica: ho scritto per dieci giorni come sotto dettatura. pagine allegre, felici, surreali, divertenti. pagine tipo quelle di roald dahl.

Spesso mi lamento il fatto che nessuno mi detti i libri. che debba proprio scriverli io, parola per parola, con gran fatica.

questo romanzo qui, che si chiama “La famiglia Preziosin” ha iniziato a dettarmelo roald dahl in persona. solo che poi se n'è andato e mi ha lasciato con un libro scritto a metà.

se rileggo quella metà di libro ho l'impressione che mi abbiano rifilato il manoscritto di un altro e mi abbiano detto: “bon, finiscilo tu”.

ma io che ne so? non ho mai scritto un libro così, non ho la minima idea di cosa dovrebbe succedere dopo. è una sensazione straniante, frustrante. il più bel libro che ho scritto è solo metà di un libro e non sono capace di finirlo.

se qualcuno ha qualche suggerimento su come fare per convincere roald dahl a dettarmi anche l'altra metà, sono tutta orecchi.

ecco un piccolo estratto da "La famiglia Preziosin" il mezzo romanzo che mi ha dettato roald dahl:

“Andrai a scuola in pigiama” dichiarò la donna pensando in quel modo di convincere Francesca a indossare una cosa qualunque.

Francesca replicò: “Ottima idea” e trascinando le pantofole a forma di cane si diresse verso il cortile dove era in attesa l'autista con la macchina.

“Lo zaino” si ricordò appena prima di uscire dal portone, “per andare a scuola mi serve lo zaino, con l'astuccio, il diario, i quaderni, il righello”.

Subito la signora Preziosin istruì alcuni valletti in modo che procurassero l'occorrente.

Quando l'auto con Francesca uscì dal cancello della villa diretto verso la scuola, lo fece con un seguito di 14 limousine, dentro a ognuna c'erano decine di inservienti e centinaia di zaini, contenenti ciascuno tutto l'occorrente per la scuola.

Raggiunto il cortile dell'istituto Milani l'autista fermò la macchina, aprì la portiera e fece scendere Francesca. Dietro di lei una processione di valletti ricoperti di ogni tipo di zaino per la scuola.

Quando Francesca raggiunse la sua classe, bussò alla porta.

“Avanti” disse l'insegnante di matematica.

“Buongiorno” disse Francesca entrando.

La signorina Regolina era una delle maestre più esigenti e precise della scuola, non amava i ritardi, le righe storte, le scarpe slacciate e le facce sporche di cioccolata. 

“L'ultima ora è già iniziata da venti minuti, avrebbe fatto meglio a presentarsi direttamente domani mattina, magari dopo essersi tolta il pigiama e le pantofole” puntualizzò la Regolina.

Francesca sfoggiò la sua faccia più triste e mortificata: “Ha ragione, domani proverò a essere puntuale. Ma ora posso restare comunque?”

Regolina annuì a malincuore, avrebbe preferito mandarla dal preside, ma quella mattina aveva già spedito venti alunni di tre classi diverse in presidenza, e con quello aveva raggiunto il limite massimo di scolari che il regolamento permettesse di espellere dalla classe. C'è da dire che quella regola era stata introdotta proprio l'anno precedente per evitare che la Regolina facesse le sue lezioni ai banchi vuoti.

Francesca entrò e si diresse verso l'unico banco libero in ultima fila. Lo stuolo di inservienti la seguì, inciampando sugli zaini degli alunni, spostando banchi, facendo volare penne.

Regolina era sbiancata per la confusione e come d'abitudine aveva battuto le mani per riportare l'ordine, ma nessuno l'aveva sentita a causa del chiasso. In fondo alla classe ora, attorno al banco di Francesca Preziosin, c'era un semicerchio di uomini in livrea.

“Bene, potete andare” disse la Regolina rivolta ai valletti.

“Preferirei che restassero” rispose Francesca.

La Regolina pur di continuare la lezione acconsentì a malincuore e proseguì la spiegazione alla lavagna.

Francesca sbirciò sul banco della sua vicina e capì di cosa aveva bisogno. Sussurrò quindi ai valletti: “Per favore un quaderno a quadretti, pastelli colorati, una penna”.

Tutti insieme i valletti si misero a rovistare negli zaini. In pochi istanti Francesca ebbe il tavolo invaso da 48 quaderni a quadretti, 98 set da 12, 240, 3.600 pastelli a cera, a olio, acquerellabili e 9.347 penne blu, nere, rosse, verdi, cancellabili, stilografiche, a sfera, a scatto.

Francesca si mise a frugare tra tutta quella roba, cercando di fare meno rumore possibile. Sfilando un quaderno da sotto la catasta fece crollare tutto a terra con gran fracasso. 

La Regolina si voltò e guardò Francesca con occhi colmi di rimprovero. Francesca si fece piccola piccola sulla sedia, e incapace di decidere quale quaderno, quale penna, quale set di pastelli usare, rimase a fissare la lavagna con le lacrime agli occhi. Era molto in imbarazzo. Dal primo momento in cui era entrata, tutti l'avevano fissata e si erano messi a fare battutine sul suo pigiama con i pagliacci, sulle pantofole a forma di cane e sulla quantità di gente che si era portata dietro.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Eccezionale!
Forse la benzina fornita da Roal Dahl con Matilde era finita. Suggerirei di ritornare dal benzionaio per un altro pieno.
Spero davvero che tu riesca a finire il libro. Ho più di sessant'anni ma lo leggerei con vero piacere. Il mio è un impegno, tu vedi di mantenere il tuo.
Grazie davvero.

azzurropillin ha detto...

grazie per il supporto. ho letto anche "il ggg" e "le streghe" nel frattempo, ma niente, dahl dev'essere impegnato a dettare libri altrove :)

Martacci ha detto...

Sicuramente avrai gia' letto tutto il leggibile, ma forse Pippi Calze Lunghe e la banda di ragazzini in Good Omens potrebbero fornirti ulteriore ispirazione.

azzurropillin ha detto...

pippi calzelunghe l'ho letto qualche anno fa e non mi era molto simpatica. good omens mi manca. gaiman è in lista da un pezzo. ho spuntato solo coraline per il momento.